Autore Topic: Le ali della FENICE - I  (Letto 1313 volte)

Shockwave

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Le ali della FENICE - I
« il: Marzo 19, 2010, 11:22:17 pm »
3. Una boccata d'aria

L'attività frenetica nella città di Stormwind cominciava alle prime luci dell'alba: garzoni per le consegne urgenti, pescatori in arrivo dal porto, ronde di guardia che col clangore delle loro armature durante la marcia infondoevano sicurezza e protezione agli abitanti della capitale Umana.

L'elfa si destò dallo stato di meditazione che sostituisce il sonno delle altre razze e osservò la camera in cui si trovava. L'arredamento era abbastanza minimalista. Oltre ai letti, due piccole cassettiere in legno, un tavolo e due sedie.

Deatharrow era seduto al tavolo sul quale aveva appoggiato pergamene piene di formule matematiche, disegni di vari prototipi ed idee che, per il momento, vivevano solo nella mente dell'elfo. Ai piedi dei due letti, Azalin e Fang dormivano acciambellati.

I due predatori si conoscevano da tanto tempo ormai ed avevano imparato a convivere pacificamente. Ma non era sempre stato così. Il loro primo incontro...fu in realtà uno scontro!!

- Hey Sorella!! Guarda chi sono riuscito a trovare nel bosco ai piedi del monte Inuuri! Ho fatto amicizia e mi ha seguito fino qui! - Meushi non fece in tempo ad esprimere il proprio giudizio in merito, perchè con un ruggito feroce, Azalin si avventò su Fang che, dal canto suo, aveva sfoderato artigli ed i possenti denti a sciabola. L'ora successiva fu passata dai due elfi a divdere i due felini da ripetuti attacchi reciprochi.

- Sei sveglio da tanto? - chiese Meushi.
- Mmmm...un paio d'ore circa. Non riuscivo a meditare...troppe idee da fissare sugli appunti. - Mentre lo diceva guardava la sorella sorridendo - Cos'hai? Hai un'espressione strana...qualcosa non va? -
- Sono un pò pensierosa...sai una nuova città...una nuova vita. Dover ricominciare daccapo...-
Deatharrow si alzò dalla sedia - Dai!!! Non fare così Meushi!! Non siamo più due elfi alle prime armi - e gli poggiò una mano su una spalla - vedrai che tutto andrà bene. Ora usciamo, facciamo un giro per vedere questa città e molto presto troveremo il modo di crearci fama e fortuna anche qui!! -

Meushi aveva lo sguardo basso fisso sul pavimento di legno, i piccoli forellini che ne scavavano la superficie erano sicuramente la casa di qualche piccola creaturina. Una creaturina che si era adattata e si era creata la propria nicchia nel mondo circostante...si...così sarebbe stato anche per lei. Per loro.

Alzò lo sguardo e fissò il fratello: - Andiamo! - disse abbozzando un sorriso.

******

Palladio e Numenor nella folla stavano osservando la partita di Itrasee da circa mezz'ora. Il gioco prevedeva l'incontro di due squadre composte da cinque giocatori ciascuna. In una squadra quattro giocatori brandivano un bastone alto circa un metro ed alla cui estremità si divaricava a forcella ed era fissata una rete di canapa. Il quinto giocatore brandiva invece una specie di rozzo scudo ed il suo compito era impedire che la piccola palla di cuoio lanciata con il bastone d'attacco entrasse in uno dei tre cerchi sostenuti da altrettanti pali posti alle proprie spalle. Il difensore era inoltre legato con una caviglia al palo centrale per rendere il suo compito ancora più arduo. I giocatori delle due squadre indossavano le loto tabarde, una rossa con una testa di alce bianca e l'altra blu con un teschio nero, e si rincorrevano per il campo in una sequenza di scatti e finte che ricordavano una danza.

- Davvero non capisco come vi possa piacere questa cosa...è monotona alla morte!! - i due paladini si voltarono verso la voce femminile e videro Sarya, avvolta in una tunica bianca ed oro.

- Non capisci lo spirito della competizione - disse Numenor - guarda come ognuno di loro dà il massimo per riuscire a vincere. E' un esempio di forza e rettitudine. - Palladio annuiva mentre non staccava gli occhi dal gioco.

I giocatori condivano le varie azioni con una buona dose di spallate, sgambetti e tutto quello che poteva essere fatto per riuscire a vincere. La palla di cuoio veniva scagliata a tale velocità che alle volte era persino difficile riuscire a scorgerne la traiettoria.

La folla che attorniava il campo esultava e si dimenava, in alcune zone più di altre. E proprio da una delle zone più movimentate, ad un tratto si sentì chiaramente una voce urlare - Ehi...i miei soldi!!! Al ladro!!! -

Parecchie persone si voltarono nella direzione del grido e la prima cosa che balzò alla vista era un gruppo di ragazzini che si allontanava di corsa dalla folla inseguito da un uomo - Fermati dannato ladruncolo...ridammi il mio argento!! -
L'uomo aveva chiaramente individuato chi gli aveva sottratto il denaro e non si lasciava distrarre dal resto della squadra che cercava di rallentarlo e far guadagnare tempo al loro velocista.

L'azione si svolse in modo estremamente rapido: la squadra distrasse l'uomo a sufficenza da far guadagnare terreno al piccolo corridore, dopodichè si divise cercando rifugio nei viottoli della città per far perdere le proprie tracce.

Il ragazzo correva al meglio delle proprie possibilità con un gran sorriso sul volto sicuro di aver compiuto la parte complessa del proprio lavoro. Della folla che osservava la scena solo alcuni si resero conto di un oggetto, rassomigliante ad un piccolo sacco di iuta, che fu lanciato nella sua direzione. Quando si trovò circa sopra la testa del ragazzo, con un piccolo schiocco, il congegno rivelò la sua vera utilità mentre una rete si dispiegava in aria e calava inesorabilmente sul corridore. Costui non si rese conto di nulla finche non fu troppo tardi e si ritrovò a rovinare al suolo.

Ad una cinquantina di metri da lui, il resto della squadra non se la passava meglio e si ritrovava nell'impossibilità di proseguire la propria fuga: uno dei tre fuggitivi era spalle a terra con due possenti zampe a bloccargli le spalle; le zanne del leone di montagna propietario delle zampe a venti centimetri dal viso. L'unico movimento che gli era concesso era il temolio di tutti i muscoli del corpo.

Un secondo ragazzo si dimenava e gridava - Ahhhhhhh....no....NOOOOO lasciami andare...non mi mangiare, lasciami andare!!! Non mi mangiare!!! - ma Azalin teneva ben salda tra le fauci la caviglia sinistra del ragazzo ed indietreggiava verso la propria padrona. Meushi, poco distante, reggeva il terzo componente della squadra per una spalla. - Lasciami andare elfa!!! tu non sei nemmeno di qui, lasciami andare!!! -
- Ti lascerò andare quando tu ed i tuoi compari avrete restituito il maltolto e chiesto scusa. - rispose Meushi.

- Maledetto.....anf....anf.........furfante....anf..... - disse l'uomo ansimando, raggiunto il ragazzo avvolto nella rete. Deatharrow era accucciato vicino al giovane ed osservava compiaciuto il risultato del suo lavoro.
- Dimmi - chiese l'elfo - la rete ti costringe al suolo, lo vedo, ma provi dolore? O sei semplicemente impossibilitato a muoverti? Devo capire se tutto va bene o se regolare meglio molle ed esplosivo... -
- Liberami subito orecchie lunghe!! LASCIAMI ANDARE! -
- No - rispose l'uomo - non ti libereremo finchè non arriveranno le guardie!! -
A quel punto il ragazzo scoppiò in lacrime e la rabbia ed il cipiglio che ostentava fino ad un momento prima sparirono sostituite dalla paura.
- Nooooo...ti prego, non farmi andare in prigione, ti prego....la signora Hoover non me lo perdonerebbe mai....ti prego lasciami andare!!! -
- Ah... - esordì l'uomo - dunque sei dell'orfanotrofio... -
In quel momento arrivarono due guardie cittadine di corsa, nel clangore delle loro armature di piastre.

Deatharrow aveva liberato il ragazzo e stava lentamente ripiegando la rete all'interno del proprio involucro. Meushi si stava avvicinando preceduta dai tre ragazzi e scortata dai due felini. Una delle due guardie afferrò il ragazzo per una spalla mentre con la mano libera recuperava il portamonete e lo porgeva all'uomo.
- Bene furfantello - esordì la guardia - ora verrai con noi e cosa sarà di te e dei tuoi compari lo deciderà il capitano!! -
- Aspetti - replicò in fretta l'uomo - il ragazzo...ha già abbastanza problemi, non credo si ail caso di aggiungerne degli altri. Ho recuperato il mio portamonete - nel dirlo picchiettò il sacchetto sul palmo della mano opposta facendo tintinnare il contenuto - quindi diciamo che sono a posto! -
La guardia osservava l'uomo e sul suo volto era dipinta un'espressione a metà fra lo stupito e lo sdegnato.
- Se così crede cittadino, non procederemo all'arresto. - il volto del ragazzo si illuminò - Accompagneremo lui ed i sui amici all'orfanotrofio e spiegheremo l'accaduto ai tutori. -

Così com'era arrivata, fulminea, la felicità scomparve dal volto del ragazzo.

Detto questo le guardie iniziarono a scortare il gruppetto in direzione della Cattedrale della città. Nel frattempo un piccolo gruppo di persone si era avvicinato alla "scena del crimine".
- Non so come ringraziarvi - disse luomo stringendo le mani ai due elfi - se l'avesse fatta franca, il lavoro di due settimane sarebbe andato perso. Grazie ancora! -
- Non c'è di che amico...e poi non aspettavo altro che poter provare una delle ultime invenzioni. - rispose Deatharrow sfoggiando un grande sorriso.

La folla si stava pian piano disperdendo, tornando ai propri affari. Il via vai delle strade della città stava tornando alla normalità. Tre persone, una donna e due uomini, stavano invece avvicinandosi compatte ai due cacciatori.
- Salute amici, possa la benedizione della Luce vegliare su di voi. - disse uno dei due uomini - Il mio nome è Palladio e questi sono miei compagni di avventura: Sarya e Numenor. -
- Possa il cammino di Elune affiancarsi al vostro - rispose Meushi mentre entrambi gli elfi praticavano l'inchino rituale solitamente rivolto a famiglie nobili o d'alto rango. - Il mio nome è Meushi, lui è mio fratello minore Deatharrow e loro i nostri inseparabili amici. - Azalin e Fang erano seduti affiancati l'uno all'altro intenti ad osservare i nuovi umani.
- Abbiamo appena assistito al vostro intervento - disse Sarya - siete stati veloci ed abili a fermare senza ferire quei poveri ragazzi. Altri al posto vostro non si sarebbero fatti scupoli di usare mezzi più....incisivi. -
- I giovani steli, alle volte, necessitano di essere affrancati ad arbusti più grandi per correggere la loro cresita. Estirparli di certo non aiuta la loro evoluzione. -
- Scusate mia sorella - disse l'elfo - non può fare a meno di menzionare le sue amate piante in ogni discorso! -
- Mentre invece i tuoi giocattoli devono sempre essere al centro dell'attenzione vero?!? - Ci fu qualche attimo di silenzio che fu seguito da una spontanea risata che scoppiò nel piccolo gruppo per quello scambio di battute.
- Amici - disse Sarya - le vostre abilità potrebbero tornare utili per un viaggio che io ed un gruppo di persone stiamo per intraprendere. E' un viaggio rischioso, non lo nascondo, ma è altrettanto remunerativo in termini di gloria e ricchezza.
- Se la questione vi può interessare - proseguì Numenor - ci incontreremo stasera, dopo il tramonto, alla locanda Pig and Whistle, nella zona est della vecchia città. - Vi aspettiamo amici, a questa sera -

Mentre i tre umani si allontanavano Meushi pensò fra sé - Eccolo....l'inizio di una nuova vita - poi si rivolse al fratello - Sai fratellino? Avevi ragione, comincio a vedere il fascino di questa città.
« Ultima modifica: Marzo 20, 2010, 10:12:57 am da Shockwave »