Autore Topic: Il colore viola di FitzJohn Whazzap  (Letto 8243 volte)

Gaiusßaltar

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Il colore viola di FitzJohn Whazzap
« il: Febbraio 28, 2011, 02:28:28 pm »
Per la prima volta mi cimento in un racconto abbastanza ironico e che mi son divertito a scrivere nei momenti di pausa. Spero sia gradito, altrimenti ditemelo chiaro e tondo che la smetto  :sloggy:

Il colore viola di FitzJohn Whazzap (Ep. 1 Season 1)

Le giornate di sole nei regni dell'Est ultimamente sembravano non finire mai e niente di meglio che una bella camminata verso la spiaggia e gettare l'amo nell'acqua del mare sonnecchiando sotto un salice piangente. Spesso gli occhi si chiudono e nemmeno il grugnito delle tartarughe disturbate dal suo russare riuscivano a svegliarlo. Quando era sveglio però riusciva a portare a casa dei veri e propri banchetti. Diverse generazioni di pesci in una unica pescata con tanto di imprecazioni dei vicini Murloc della costa:"Arhuauauauaua". Buzzek Tradfish di Booty Bay era una brava persona, ma non sapeva trattare di affari, o almeno non sapeva farlo come FitzJohn. Riusciva a rifilargli certi pescetti a 20 monete d'oro uno. Che idiota, pensava di fare affari con un Goblin come lui.
Non si recava spesso al porto, non gli piaceva stare in mezzo alla gente perchè lui non era proprio quello che si definiva un Goblin come un altro, lui era differente. La gente lo guardava sempre in maniera strana, incuriosita e certe volte i piccoli si nascondevano dietro alle loro madri quando Fitz passava. Aveva provato a parlare con uno sciamano delle Hinterlands, un vecchio troll consumato più dai fumi dei suoi riti evocativi che dagli anni. Ogni volta Zul'Drin scuoteva la testa, metteva altra erba misteriosa sul fuoco e invocava le peggiori maledizioni a chissà quale divinità sciamanica. Non cavava un ragno dal buco, alla fine usciva sempre da quella tenda un po' confuso ma sempre molto felice, sicuramente un effetto di quelle sterpaglie strane che bruciava. Ormai si era rassegnato e si era abituato alle persone che lo evitavano sistematicamente e per non disturbarli eccessivamente al porto ci andava sempre meno. La sua condizione era davvero particolare e strana, una malformazione che aveva fin dalla nascita e che nessuno dei suoi genitori o avi aveva.
FitzJohn Whazzap era viola.
Fitzjohn non era una goblin che amava essere al centro dell'attenzione e per riuscire a seguire la sua passione per la pesca si era costruito una piccola capanna vicino alle spiagge delle Swamp of Sorrows. Non era un posto che amava particolarmente anche per l'eccessiva vicinanza a diversi Crocodischi particolarmente curiosi e affamati. Negli anni era riuscito a costruire qualche trappola per tenerli lontani dalla dispensa (e sapete bene quanto un Goblin non riesca a rinunciare a costruire qualche marchingegno particolare). Praticamente una evoluzione delle classiche trappole per topi che FitzJohn aveva modificato in modo tale da fare restare i crocodischi con un palo che gli teneva la blocca bloccata e completamente aperta. immaginate la felicità di FitzJohn quando tornava dalla pesca con una decina di crocodishi a bocca aperta che lo guardavano tristi e sconsolati per l'infausta scoperta. Un altro problema era la massiccia umidità del luogo. Dopo i primi crolli della capanna, su consiglio dei vicini orchi di Stonard, ne costruì una nuova interamente in legno e con un sistema di drenaggio dell'acqua da riversare nel laghetto vicino al tempio. Fitz era proprio orgoglioso della sua abitazione fino a quando un giorno non trovò una brutta sorpresa ad aspettarlo.
Fitz aveva progettato un curioso metodo di pesca in quei giorni, ossia quello di detonare con carichi esplosivi in mare, catturando i pesci che volavano per aria con una rete appositamente predisposta vicino alla riva. Ci vollero diversi giorni prima di calibrare la posizione dell'esplosivo per far arrivare i pesci giusti dentro la rete. Tutto quel trambusto doveva aver attirato l'attenzione di qualcuno quando al suo ritorno trovò 3 persone davanti alla sua casa a piantare un cartello davanti all'ingresso. Dei tre personaggi due erano soldati con lo scudo delle guardie di Stormwind e un altro umano in abiti civili che istruiva i due energumeni su come piantare il palo per terra. Fitz osservava la situazione da lontano chiedendosi cosa sarebbe successo se avessero coperto che in realtà il palo da loro utilizzato doveva servire a bloccare un crocodisco particolarmente affamato. Ci vollero diversi minuti prima che i due fanti riuscirono a sincronizzarsi per piantare adeguatamente il paletto, dopo essersi martellati le dita a vicenda. Una volta raggiunto il prestigioso risultato, l'uomo in abito
 elegante vi mise un papiro sopra e ancor prima di riuscire a completare il lavoro furono costretti a darsela a gambe inseguiti dal crocodisco che era stato liberato dalla sua morsa.

Fitz si avvicinò al curioso cartello e con grande stupore lesse le seguenti parole:

Tribunale edilizio di Stormwind

il seguente avviso viene posto per avvisare l'inquilino di tale abitazione di presentarsi presso gli uffici dell'architetto Baros Alexston per giudicare tale auso in zona protetta. Si prega quindi di rpesentarsi presso suddetto ufficio entro 3 giorni dalla presentazione di tale avviso per evitare che tale abitazione venga distrutta.

Cordialmente
I simpatici tribuni di Stormwind

Da quel giorno la vita di Fitz non fu più la stessa.
« Ultima modifica: Febbraio 28, 2011, 03:24:52 pm da Gaiusßaltar »

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Re: Il colore viola di FitzJohn Whazzap
« Risposta #1 il: Giugno 16, 2011, 06:42:12 pm »
Il colore viola di FitzJohn Whazzap (Ep. 2 Season 1)

- "I simpatici tribuni di Stormwind"?
Fitz aveva solamente tre giorni per sistemare la vicenda della casa e doveva partire immediatamente per la città capitale. Una volta li avrebbe dovuto cercare questo famigerato Baros Alexton e chiedere lui lume sull'accaduto. Il tempo era poco, o Fitz si incamminava subito o avrebbe dovuto costruirsi al momento un mezzo di locomozione per raggiungerla. Dieci minuti dopo Fitz partiva sgommando perdendo i pezzi della sua ex cucina per strada.
Ogni volta che si doveva percorrere la strada dalla sua casa a Stormwind, Fitz provava una tristezza infinita. Non era malinconia, non era nemmeno preoccupazione per la casa. Era la desolazione delle strade che doveva percorrere! Prima quel tragitto in mezzoa  quella gola dove solo un mago dalle manie di grandezza poteva farci una torre con tanto di banchetti e sale da ballo. Ancora più incredibile era pensare che vi fosse un tempo pure la ressa per entrarci, come se vi fossero delle feste ogni sera. Persone eccentriche questi maghi.
Dopo il passo di Deadwind, arrivano le strade di Duskwood. Nebbia fitta, perenne, impenetrabile. La gente per non essere investita dai cavalieri doveva girare sempre con delle lanterne in mano. Gli alberi pieni di ragnatele composte da un esercito di ragnetti schifosi. Gli alti elfi delle foreste adoravano girare per quei boschi graffiandosi continuamente il viso avvolto dalle appiccicose trappole dei loro amici aracnidi, ma per fortuna Fitz non aveva questo problema e continuava a sfrecciare verso le mura di Stormwind a tutta velocità.
Fitz preferiva sempre evitare sguardi curiosi e indiscreti su di se, quindi si era vestito con un mantello tapezzato con alcuni pezzi delle sue tende di casa sopra ai suoi soliti abiti da pescatore bombardatore. Sulla testa il suo fido elmetto da immersione e, visto il perfetto camuffamento, aveva anche imparato l'accento degli gnomi per non essere scoperto. Nonostante gli astuti stratagemmi, la gente continuava a guardare con sorpresa quello strano essere che guidava seduto su di un lavandino, spinto dal fuoco del suo forno di casa.
A pochi metri dalle porte di Stormwind, notò con sorpresa le due torri all'ingresso diroccate e distrutte dalle fiamme.
- Guarda queZti umani imbranati uh!. Voglion feZta e non Zan nemmeno lanciare qualche CRAP fuoco artificio uh!
Una volta dentro, parcheggia la sua cucinamobile vicino ai primi negozi del centro città quando uno strano individuo comincia a osservarlo in maniera strana. Non era il solito sguardo curioso, ma era l'espressione di una persona che sa esattamente cosa sei venuto a fare li e che ha qualche interesse a saperne il motivo esatto. Fitz non da molto peso alla cosa, chiude lo sportello dell'elmetto a chiave e prosegue. La persona non smette mai di fissarlo . A dire il vero lo fissava con un solo occhio, l'altro era bendato e quindi era logico non ci vedesse. E se fosse stata una finta? Se la benda avesse un buco? Rimosse subito l'inutile pensiero e proseguì.
Non si poteva udire un suono con quell'elmetto in testa, per questo Fitz aveva installato degli apparecchi che amplificavano il suono esterno all'interno della sua testa. Sentì chiaro e tondo il fischio di richiamo che proveniva da quell'uomo e si convinse a voltarsi verso di lui. Ci fu uno sguardo di accordo. Per mostrare maggiore accordo, Fitz aprì anche lo sportellino e avanzò lentamente. I due si fissarono mentre Fitz si avvicinava e d'un tratto i due erano vicini e Fitz esclamò:
- Woooo!! Bottega del formaggio di ZZtormwind! Quanto ne ho Zentito mancanza! Uh Uh!
Entrò come un fulmine annusando tutti i prodotti come un segugio da caccia. La persona all'ingresso rimase sorpresa e delusa e cominciò ad attirare la sua attenzione:
- Ehi tu piccolo!
- Ehn? E tu chi CRAP zaresti uh?
- E' il mio negozio, no beh, sono un parente della proprietaria a dire il vero, però devi ascoltarmi!
- AAH, me non mi interezza uh. Tu non zei patrone del negozio, quindi tu no fare prezzi zcontati.
- Ehi, ascolta, il mio nome è Elling Trias...
- Uh? Qvello che rotto i CRAP per fratellanza Defiaz per anni?
- Presumo di sì...
- E coza vuoi?
- Io conosco Baros, so cosa vuole da te e cosa ti succederà. Se avrai bisogno di aiuto in futuro, vieni pure da me. Io potrà aiutarti e finalmente avrò la mia rivincità?
- Ah? tu conozere Baros. Forse tu utile dai uh!

I due trascorsero qualche minuto a parlare, ma era arrivata l'ora per Fitz di affrontare Baros e i "Simpatici Tribuni di Stormwind". Era arrivata l'ora del confronto e con il sole ormai al tramonto, Fitz guardò il cielo, chiuse lo sportelletto, si avvolse nelle tende e partì verso la cattedrale. Nell'ombra Ellias lo guardava (con una coppia di signore che si tappava il naso alla sua vicinanza per il forte odore stagionato) con i capelli cadere sulla benda e un sorriso appena accennato ma di quelli che, di solito, non augurano nulla di buono.

Gaiusßaltar

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Re: Il colore viola di FitzJohn Whazzap
« Risposta #2 il: Luglio 12, 2011, 12:26:21 pm »
Il colore viola di FitzJohn Whazzap (Ep. 3 Season 1)

Il sorriso sul viso di Ellias continuava ad accentuarsi secondo dopo secondo, fino a sfociare in una vera e propria risata. Questo perchè il povero Fitz una volta chiuso lo sportelletto con una convinzione tale da far scattare l'abbassamento dello speciale filtro di vetro per le giornate di sole. Purtroppo però a quell'ora della giornata, la cosa fece rimanere al buio completo Fitz che finì per sbattere sonoramente contro la gamba ultra corazzata del Dreaneo più incazzato di Azeroth.
Lo spaventoso guerriero prese il povero Fitz per lo strano tubo di collegamento che collegava il retro della tuta con la parte anteriore. il Dreaneo fece volteggiare il povero goblin per aria fino a lanciarlo nel cielo. Fortunatamente nella direzione del quartiere della cattedrale. Durante il volo il terrore si impossessò di Fitz che si accorse di aver dimenticato di inserire i razzi di controllo sulle scarpe. Che errore imperdonabile, come ha potuto scordarsene. La fase di salita verso il cielo era quasi completata. Da li si vedeva tutto il piazzale, con i bambini che giocavano attorno alla fontana. poco alla volta il piazzale diveniva sempre più grande, sempre più vlocemente. Fitz pensò a tutto quello che aveva passato e desiderò di soppravvivere in qualche modo a quella caduta.
Mancavano pochi metri all'impatto e i bambini erano già corsi al riparo vedendo arrivare un ammasso di ferragglia piovere dal cielo. A quel punto Fitz cominciò a sentirsi strano. La sua velocità cominciò a calare paurosamente fino ad accorgersi di essersi fermato a pochi centimetri da terra, sospeso per aria dentro una bolla che lo proteggeva dagli spruzzi della fontana. Fitz era scosso, incredulo e sconvolto. Si tolse di dosso l'elmo da palombaro e vide che il suo corpo era diventato completamente bianco. Non fece in tempo a gioire dell'aver perso quell'odioso colore viola che subito si ritrovò dentro l'acqua della fontana, senza la bolla protettiva e di nuovo al suo colore originale.
Fitz cominciò a imprecare contro degli dei che evidentemente conosceva solo lui e si avvicinò alla casa dell'architetto di Stormwind: Baros! il momento della verità era vicino, si avvicinò e bussò alla porta. Nessuno rispose. Fitz riprovò ancora, ma nessuno rispondeva, ma la porta era aperta. Dei rumori provenivano dal retro dello studio di Baros, dove una persona vestita di nero stava uscendo. Fitz a quel punto si avvicinò e chiese:
- Ehi CRAP dov'è Barozz?
- Buongiorno, con chi sto parlando?
- FitzJohn Whazzap, ezz CRAP tripuni di Barozz mi hanno chiezto di fenire qui pevchè foglion CRAP togliere mia caza!
- La conosco, sono un simpatico tribuno. Se sta cercando Baros non lo trova qui, è già quasi arrivato alla sua casa. AHAHAHAHAH!
- CRAAAAP mi avete deto...
- Lo so, ma perchè secondo te perchè siamo "simpatici tribuni"? Proprio perchè sapevamo che mentre oggi eri qui a cercare Baros lui è già di fronte alla tua casa pronta per essere demolita. AHAHAH! AHIAAAAA!!!!
Fitz dopo la seconda risata aveva assestato un poderoso destro alle parti basse del tribuno ed era corso verso la sua cucinamobile. il tempo era poco e aprì i portelli del forno al massimo per arrivare prima di Baros alla sua casa. Dopo qualche ora di corsa disperata li vide proprio di fronte alla sua casa. Lui, Baros, altri simpatici tribuni (che ridevano) e alcuni soldati con dei martelli giganteschi. Fitz stava per avvicinarsi a loro quando qualcosa di strano accadde.
Il cielo si oscurò completamente. Sopra di loro un ombra minacciosa si parava sulle loro teste. il suo colore nero non era un buon segno e da quella cosa provenivano delle possenti fiammate. Ad un certo punto la cosa mutò la sua forma e ne uscirono come dei piccoli volatili che si dirigevano a gran velocità verso il terreno. Proprio verso la sua casa!
più che degli uccelli, sembravano delle navi volanti tutte d'acciaio di come Fitz non ne aveva mai viste. Baros e gli altri non si erano ancora accorti di nulla. poco dopo uno di quei strani velivoli si aprì e scese un gigantesco carrarmato e con tutto il suo peso schiacciò la casa di Fitz. il povero Goblin era annichilito, con la bocca aperta. Non sapeva chi erano, perchè fossero li, ma lui non aveva più una casa. Scese un secondo carrarmato e stavolta questo schiacciò i simpatici tribuni e Baros. A Fitz stavolta scappò un mezzo sorriso.
Fitz era immobile, sorpreso, sotto shock. Dalle navi volanti scesero decine di strani esseri, tutti metallizzati che continuavano a guardarsi intorno. Uno di loro, vestito con la sua armatura nera, sembrava essere il loro capo e lentamente si avvicinò a Fitz. Lo strano elmo si aprì e ne uscì una nuvola di fumo. Dentro c'era un umano, diverso da quelli che aveva visto a Stormwind e questi gli parlò:
- Ehi piccolo, sembri proprio strano tu. Mi presento, sono Jim Raynor, hai mai sentito parlare degli Zerg su questo pianeta?

Gaiusßaltar

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Re: Il colore viola di FitzJohn Whazzap
« Risposta #3 il: Luglio 27, 2011, 11:53:20 am »
Il colore viola di FitzJohn Whazzap (Ep. 4 Season 1)

- Fa un caldo maledetto in questo castello, non è possibile avere un po' di fresco?
- Mio sigonre, stiamo facendo il possibile per rendere più confortevole la sua sala del trono, ma purtroppo non è facile. Sopratutto dopo l'attacco di Deathwing non riusciamo ad abbassare la temperatura. Tutta Azeroth sembra bollire.
- Ma io devo passare tutte le mie giornate all'interno di questa armatura. King Varian non può girare per la città in abiti civili, altrimenti le persone potrebbero sentirsi indifese. Io sono l'immagine di una Stormwind sicura, forte e fiera! Io sarò il faro dell'Alleanza nella lotta contro il male che attanaglia le nostre terre!
A quel punto alcuni servitori nell'angolo fecero iniziare una musica che sottolineasse l'enfasi del grande discorso del re. King Varian aveva finito la sua frase assumendo la stessa posa della sua enorme statua all'ingresso del castello e non si mosse fino a quando gli applausi dei presenti non fossero finiti.
- Ebbene Wilfred, dobbiamo risolvere questo problema del caldo. Non abbiamo portato alcun trofeo dalla nostra campagna di Northrend? Li c'era molto freddo, non possiamo spostare la nostra sala del trono in quella che fu di quello stupido di Arthas?
- No signore non è possibile.
- Come sarebbe a dire?
- E' occupata dal Lich King mio signore.
- Wilfred. Forse non te ne sarai accorto, ma quel vecchiaccio di Tirion lo ha ammazzato da un bel pezzo!! Perchè non posso prender possesso della sala del trono?
- Vede mio signore, c'è un nuovo Lich King. Ci deve sempre essere un Lich King. Bolvar Fordragon è il nuovo Lich King.
- Wilfred, non sono in vena di scherzi. Bolvar è stato ucciso.
- Mio Signore, Fordragon riuscì a sopravvivere e secondo Tirion ci deve sempre essere un Lich King sul trono e quindi ...
- Ma perchè divaolo proprio Bolvar! Basta con le spiegazioni per il momento!
Nel frattempo tutto trafelato arriva un altro servitore dal corridoio del palazzo.
- Mio grandissimo sigonre King Varian! Ho notizie urgenti da comunicarle!
- Ma che sta succedendo? parla Sigfrid.
- Ho due brutte notizie da comunicarle mio signore.
- Spero non siano peggio di quella che mi hanno appena dato. Parla.
- La prima è che il principe Anduin è stato trovato di nuovo alla locanda "dell'agnello macellato" nel quartiere dei maghi a indagare su traffici sospetti.
- Per gli Dei, ancora la fissa dell'investigatore! E cosa gli è successo questa volta?
- Mio signore, non so come dirglielo, ma questa volta era un traffico alquanto sospetto di alcolici di una frangia nanesca del Twilight Hammer.
- Prosegui
- Vede mio Signore, il principe Alduin ha voluto controllare delle casse ed ora sta scorrazzando per tutto il quartiere commerciale importunando qualsiasi donna gli capiti a tiro.
- Piccolo bastardo di un cane. Dovrò andare personalmente a prelevarlo e buttarlo al porto. L'altra notizia qual è?
- Una commissione de "I Simpatici Tribuni" non è più tornata da una spedizione avvenuta a Sud. Sembra sia successo qualcosa di grosso.
- Va bene va bene. Wilfred! manda una spedizione di 50 uomini nelle Northrend, voglio capire questa storia del Lich King per bene. Se  vero che Bolvar è li, voglio che li ordiniate di lasciarmi il Frozen Throne fino a quando a Stormwind non sarà tornato un clima decente. Sigfrid! Manda un drappello di scout a cavallo a verificare cosa sia successo a Sud e che siano qui entro la sera. Per quanto riguarda il principe, me ne occuperò subito.
A quel punto Kin Varian assunse la posa canonica e la musica ricominciò di nuovo per sottolineare come sempre la sua profonda determinazione.

Qualcuno stava parlando con Fitz, ma lui non riusciva a distogliere lo sguardo dalle macerie della sua casa, distrutta da quell'ammasso di ferraglia caduto dal cielo. Solo dopo qualche minuto notò la voce dell'uomo al suo fianco.
- Ehi! Mi stai ascoltando? Oh, accidenti, ora ho capito. Quella era la tua casa. Sono davvero spiacente di avertla distrutta.
- SCRAAAAP! Ztu brutto uomo metallo, perchè distrutt mia casa??
- Non ti preoccupare piccolino, ora dei miei SCV cercheranno di rimediare.
una decina di piccoli veicoli si lanciò verso le macerie della casa di Fitz e in poco tempo una nuova casa completamente metallizzata. Fitz era meravigliato, felicissimo, non aveva mai visto nulla di così bello. E metallizzato.
- OZi, mia casa più bella ora ja! Non zapere tuo nome amico.
- il mio nome è Raynor, Jim Raynor.
- Piacere RaynorJimRaynor, io ezzere Fitz, ora tu spiegare perchè qui.
Jim e Fitz cominciarono a parlare. Jim in verità non era molto interessato, ma aveva bisogno di informazioni per la sua spedizione. Fitz invece aveva trovato nel suo nuovo amico qualcuno che considerava alla sua altezza. Capace di costruire cose così stupefacenti che nemmeno la piccola mente malata del Goblin sarebbe stata capace di fare.
Il giorno dopo, all'alba, udirono una musica provenire dal fondo della foresta. Una persona si stagliava in piedi all'orizzonte nella sua classica posa.


Gaiusßaltar

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Re: Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 5 Season 1)
« Risposta #4 il: Agosto 08, 2011, 04:43:00 pm »
Il colore viola di FitzJohn Whazzap

Da una parte Varian con il suo piccolo e colorito esercito. Dall'altra Jim, Fitz e un numero non precisato di soldati e macchinari da guerra. La tensione si poteva sentire tra le foglie degli alberi in un silenzio quasi surreale. Solo il lamento di un Crocodisho intrappolato in uno degli arnesi di Fitz ruppe quel muro tra i due schieramenti. incuriosito dalla presenza di Varian, Jim comincia a fare qualche domanda:
 - Buongiorno a voi! Immagino siate il comitato di benvenuto. Beh, lasciatevelo dire, non sembrate proprio felici di vedermi. Ho fatto qualcosa di male?
 Varian non mosse un mmuscolo e cominciò a guardare Jim con occhi infuocati d'odio:
 - Sigfrid? Mi spieghi per cortesia chi sia costui e perchè non si è inginocchiato al mio cospetto?
 - Mio Signore, non ho mai visto quelle insegne su Azeroth, non conosco questa tribù.
 - Mi stai dicendo che son arrivati dalle Outland attraverso il portale? Ma se non lo usa più nessuno da anni?
 - Mio Signore, i miei scout dicono che siano arrivati dal cielo.
 - Mi stai dicendo che questi sono arrivati dal cielo? Ti rendi conto che è una cosa impossibile Sigfrid? Nessun grifone reale arriverebbe così in alto.
 - Mio Signore, non ho la più pallida idea di chi siano e come siano arrivati.
Re Varian, seccato dalle vaghe risposte del suo sottoposto, risponde a Raynor:
- Straniero. La tua impertinenza verso il Re di Stormwind verrà presto punita, non prima che mi diciate chi siete, da dove venite e cosa cercate.
- Oh mi scusi Re di Stormwind, non volevo ferire il suo orgoglio rivolgendomi a lei in queste maniere poco eleganti. Dalle mie parti siamo abituati a prenderli a calci i vari dittatori. Il mio nome è Jim Raynor, capo dei ribelli e vengo da un pianeta chiamato Mar Sara. Abbiamo scorto sulle vostre terre dei segnali di una probabile minaccia. Si chiamano Zerg e potrebbero crearvi dei grossi problemi se non li fermate in tempo.
Fitz era euforico, il suo nuovo amico stava tenendo testa all'odioso Varian. Un compagno davvero prezioso. Al punto che Fitz si mise al fianco di Jim, incrociando le braccia in segno sfida verso il re:
- CRAPP! Capitt Varrrian? Lacsia pace noi! Noi Havere Mizzione CRAAAP importante!
Varian si voltò furioso verso Sigfrid in cerca di spiegazioni:
- SIGFRID! Cosa diavolo è quella cosa piccola, viola e rumorosa! Io odio il colore viola! Odio le orecchie a punta e quella sua parlata così....aaargh non trovo le parole!
Nel frattempo un delegato della fazione di Darnassus tossì in segno di disapprovazione. Varian non se ne accorse e continuò ad esprimere la sua rabbia.
- Io. Re Varian di Stormwind. Chiedo a te straniero e all'abominio che ti segue di lasciare immediatamente queste terre!! in quanto difensore supremo di questo regno, ti ordino di lasciarlo nel modo in cui sei giunto! O ne subirai le tremende conseguenze.
I musici del Re intonarono subito una musica di guerra, sottolineando la minaccia del loro signore. Varian portò la spada verso l'alto richiamando l'attenzione del suo esercito:
- MAGHI DI STORMWIND! PYROBLAST!!
Nelle retrovie alcuni soldati piccoli e minuti cominciavano a preparare il letale attacco cominciando a creare la gigantesca palla infuocata da scagliare verso il nemico:
- Maledizione al Re e alle Pyroblast. A mani fredde ci metto sempre una vita a tirarne fuori una di decente!
Una tremenda esplosione partì dalle mani dei maghi seguita poi da gigantesche palle di fuoco che si avvicinavano a Jim e Fitz con una discreta velocità. Jim fu colto di sorpresa:
- Oh porc.. e chi se l'aspettava questa cosa qui!! Matt!! un modulo scientifico a difesa!! Subito!!
- Spiacente Jim, sono ancora scarichi dopo la riparazione delle navi atterrate!!
- Maledizione Matt!! Questa non ci voleva.
A quel punto Fitz sentì il terrore correre lungo la sua schiena e come l'ultima volta a Stormwind chiuse gli occhi per evitare l'impatto. in quel momento al sua pelle divenne di un colore azzurro chiaro e il terrore divenne freddo. Un freddo glaciale. Fitz alzò le mani per difendersi istintivamente e improvvisamente un gigantesco muro ghiacciato si pose a difesa di Fitz, Jim e delle truppe straniere. Le palle infuocate arrivarono contro il muro, distruggendosi completamente, ma distruggendo il muro ghiacciato. Jim e Fitz erano illesi e lo stupore si dipinse sulla faccia di Varian. L'odio dentro Fitz continuava a crescere:
- CRAAAAP!!! Maledett Variaaann jaaaaaaa!
Fitz puntò il dito contro l'esercito di Varian, e dalle sue dita una tempesta di fuoco cominciò a scatenarsi verso il nemico. Varian non battè ciglio:
- PRETI DI STORMWIND! BARRIERA!!
Due sacerdoti della cattedrale di Stormwind corsero immediatamente dal loro re, creando una gigantesca barriera a protezione del loro Re. Le fiamme di Fitz si infransero, senza arrecare il minimo danno a Varian.
Jim era incredulo:
- Ehi piccolino, ma cosa sei? Come hai fatto a fare tutto questo?
Jim non ebbe risposta. Il piccolo Fitz era svenuto a terra ritornato al suo colore originale. L'odiatissimo viola.
Varian era fermo. Impassibile. Prese la sua spada e posò la punta sul terreno, come per fermare le ostilità. Tornò il silenzio. Si ricominciò a sentire il lamento del Crocodisho in lontananza. Al che il Re si fece avanti:
- Va bene, va bene. Cosa avete detto che state cercando?


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Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 6 Season 1)
« Risposta #5 il: Agosto 19, 2011, 01:27:59 pm »
Ormai correva da diversi giorni in mezzo alla giungla in direzione di Booty Bay. Negli occhi aveva ormai impresso le immagini di quello che era accaduto poco fa alle Swamp of Sorrows. Doveva tornare a Kalimdor il più velocemente possibile. Il suo senso dell'orientamento riusciva a tenerlo lontano dalle pantere, dalle tigri e dai raptor che popolavano la selvaggia penisola: di storie di improvvisati banchetti su sfortunati avventurieri ne aveva sentite davvero tante in quel luogo. Era ormai notte fonda quando riuscì ad arrivare al molo, ma nessuna barca stava partendo per Ratchet. Tutto completamente desolato senza un'anima viva alla quale poter chiedere informazioni. Trovò una cassa e delle reti e si appisolò aspettando il mattino.
- Ehi vagabondo!! via dalla mia rete! Vattene!
Si alzò dal suo giaciglio svegliato dalle strigliate di un goblin pescatore. Si lazò in piedi e la differenza di stazza tra i due non riuscì a zittire il piccolo pescatore verde:
- Ehi che ti credi di farmi paura? Ho quattro denti di Adamantite affilati come coltelli. Se non te ne vai subito ti azzanno un ginocchio e me lo porto a casa masticandolo.
La minaccià gli sembrò alquanto credibile, sopratutto quando il piccolo goblin sfoggiò fiero la sua dentatura da pescecane meccanico. Si tastò il ginocchio per controllare che fosse ancora li, e si diresse verso il battello per Ratchet.
Il tragitto durò diversi giorni e per tutto il tempo rimase nascosto in un angolo della nave ripassando ogni singolo momento della battaglia. Le domande si susseguivano continuamente, sempre le stesse. Cosa cercano quegli stranieri? Chi sono e da dove vengono? E possibile poi che fosse proprio lui?
Arrivato sulle sponde di Kalimdor, si sentì già meglio e corse verso casa il più velocemente possibile. sentiva già il suono dei tamburi in lontananza a pochi passi ormai da Ogrimmar. Non salutò nemmeno i vecchi amici e si diresse immediatamente nella sala del trono, dopo molti anni di assenza, felice di ritrovare il suo capo, ma preoccupato per le notizie che portava.
Prima di entrare nella sala le guardie lo fermarono non riconoscendolo:
- Alt! E tu chi saresti?
- Thurg Skullsplitter del clan di Frostwolf. Desidero parlare con il warchief.
- Thurg? sei proprio tu? Come sei cambiato! Ma come sei vestito? E la benda sull'occhio?
- Caro amico, in cinque anni lontano da casa ho guardato gli umani da vicino, ho seguito le loro mosse. Nell'ombra, fingendomi a volte uno di loro e camuffandomi.
- E l'occhio bendato Thurg?
- Mi sono camuffato in un albero, ma sfortunatamente gli umani hanno dei pessimi cacciatori.
- Mi dispiace Thurg. Coraggio, entra, il warchief sarà felice di incontrarti.
La sala del trono era cambiata poco dall'ultima volta che vi era entrato. C'era come la sensazione che qualcosa fosse cambiato per sempre e che non potesse più tornare indietro. una sorta di inquietudine lo stava avvolgendo piano piano.
Il warchief era in piedi, in mezzo alla stanza, con le spalle rivolte verso la porta. Thurg entrò e si annunciò.
- Mio warchief, Thurg è tornato dalle terre orientali di Azeroth.
- Salute a te nobile Thurg.
- Garrosh Hellscream? Io credevo di parlare con Thrall. Levati dai piedi!
- Thrall? Ora sono io il nuovo capo dell'orda! inginocchiati a me Thurg.
- Tu? Cosa? Io? che dovrei fare? Dai non scerzare, vai a chiamare Thrall per favore. Ho grandiose notizie.
Nel frattempo un pietoso imbarazzo si stava diffondendo nei soldati presenti. Le facce preoccupate avevano in qualche modo fatto capire a Thurg di aver capito proprio bene!
- Per gli dei delle tempeste, Garrosh, è tutto vero. Ma non chiedermi di inginocchiarmi, un goblin oggi mi ha quasi portato un ginocchio con i denti e inginocchiarmi a te sarebbe anche peggio.
- Thurg Skullsplitter, inginocchiati o diventerai uno Skullcrashed!
- Mio warchief...
Faticosamente Thurg porse il capo al suo nuovo warchief. I due erano cresciuti insieme, combattuto fianco a fianco in diverse guerre. L'opportunismo di Garrosh, la lealtà di Thurg. Due caratteri opposti che li portò a destini contrapposti. Da una parte il braccio violento di Thrall e nuovo reggente dell'orda. Dall'altra un guerriero dell'elite destinato alle missioni più pericolose e delicate. Inginocchiarsi a Garrosh per Thurg era un offesa, un'umiliazione insopportabile.
- Posso alzarmi ora...warchief...?
- Rimani ancora un po' così Thurg, non riesco proprio ad abituarmi a certi spettacoli.
- Che fine ha fatto Thrall.
- Beh, ecco. Sai come sono fatti gli sciamani. Dicono di aver perso l'abitudine a far certe cose, e invece poi ci ricascano.
- Ha iniziato di nuovo con i riti?
- Alla grande e questa volta si appella a tutti gli elementi! Prima di parire ha pure rispolverato la vecchia divisa da sciamano di quando era giovane. Quella che usava quando faceva le sue festicciole sciamaniche in tenda con gli amici.
- Intendi dire quelle feste dove...
- Proprio quelle Thurg. Aggra sta provando a riportarlo indietro, ma questa volta sarà proprio difficile. Lo ha trovato nel Malestorm a braccia alzate davanti a un vortice. Dice che così salverà il mondo.
 - Povero Thrall.
 - Già. Allora che notizie dovevi portare.
 - Provengo dalle Swamp of Sorrows nei regni orientali. Ho visto arrivare una tribù dal cielo. tutti rivestiti di metallo pregiato e con delle strane armature. Hanno con se dei carri da trasporto corazzati. Sembrano stiano cercando qualcosa qui su Azeroth, una certa cosa chiamata Zerg, ma non ho idea di che cosa sia.
 - Capisco, ma c'è dell'altro oltre a questo?
 - Sì, mio...warchief... Si sono incontrati con Re Varian di Stormwind e dopo una piccola scaramuccia sembra stiano legando una alleanza.
 - Fino a quando non vorranno attaccarci, la loro alleanza non mi sembra preoccupare.
 - Ma oltre a loro c'era anche una terza persona. C'era l'X7-400.
 - Cosa stai dicendo?? Stai parlando del goblin...
 - Credo sia proprio lui, credo di averlo trovato.
 - Maledizione, credevo fosse morto o disperso. Non imamginavo fosse ancora vivo. Questa è una notizia grandiosa. Chiama subito i goblin del progetto X7 e falli venire qui imemdiatamente.
- Sarà fatto mio...ARGH...warchief.



Nel frattempo Jim, Fitz e re Varian si stavano per incontrare nella sala tattica all'interno della fortezza di Stormwind. Fitz non aveva mai visto tanto lusso e grandiosità come in quella fortezza. Ad ogni passo del re, la gente si inchinava e la sua musica si sentiva ovunque come se provenisse direttamente dai muri. Jim invece era quasi divertito. Continuava a scherzare silenziosamente con Matt di quante arie si stesse dando questo tizio.
I quattro si sedettero al tavolo al centro della stanza. L'ultimo a prender posto fu proprio re Varian che richiese espressamente di poter sedere su di un qualcosa di più maestoso per non essere al pari dei suoi ospiti. Fitz rimase in piedi sulla sedia per riuscire quantomeno a vedere oltre al bordo del tavolo.
Re Varian prese parola:
- Vi ho riunito in questa sala per conoscere meglio le vostre intenzioni e per capire quali siano le conseguenze di questa minaccia. Raynor a lei la parola.
- Grazie per l'ospitalità Varian, hai proprio tirato su una bella casetta. Me ne ricorderò appena potrò concedermi una vacanza. Per quanto riguarda la minaccia degli zerg lascio la parola a Matt Horner che esporrà tutti i dettagli.
- Grazie Jim. Maestà, gli zerg sono una razza aliena molto pericolosa. Si muovono con eserciti composti da milioni di creature che vengono generate in grandi alveari. Tutto l'esercito viene controllato da un unica entità che viene chiamata la "Regina delle Lame"... Oh Jim per favore, metti via quella foto, non puoi piangere su Sarah ogni volta che la nomino!
- Scusami Matt, ma proprio non ce la faccio...
- Dicevo sua Maestà, solitamente riusciamo a individuare la minaccia zerg attraverso un rilevatore psionico...
- Attraverso cosa? Spiegati meglio Horner, o devo chiamare il Mekkatorque per tradurti?
- Mi perdoni sua Maestà. Gli zerg emanano una sorta di segnale per recepire gli ordini della Regina delle Lame e questo segnale si chiama PSI. Attraverso la nostra tecnologia riusciamo a individuare questi segnali e a classificarli su una scala che va da 1 a 14 a seconda della gravità.
- Quindi secondo quello che mi sta dicendo, signor Horner, 14 sarebbe proprio in prossimità di questa fantomatica Regina delle Lame?
- Precisamente sua Maestà. Il problema è che questa volta il nostro indice segnalava solo poche unità zerg, una in particolare, ma con un valore molto più alto di 14.
- Mi sta dicendo che c'è una minaccia di tali proporzioni su Azeroth e noi ancora non ce ne siamo accorti? Si sta sbagliando signor Horner. Non è possibile...
- E' possibile sua Maestà. Qualunque cosa è possibile e da quanto abbiamo visto qui nella sua splendida città, temo ne abbiate già fatto conoscenza.
- IMPOSSIBILE!! Eretici che non siete altro!! Mi state dicendo che in realtà i draghi di Azeroth...
A quel punto Jim prese in mano la conversazione per convincere il re della situazione.
- Mi ascolti re Varian. Quei draghi sono la forma più evoluta che noi abbiamo mai visto di una razza aliena. Non so in che modo e come voi vi convivete, ma di sicuro da come è ridotto il vostro bel castello siete sotto una pesante minaccia.
- Se così è dovremo cominciare una battaglia alleandoci contro questo nemico comune signor Raynor. E tu piccolo abominio viola hai qualcosa da dire?
- CRAAP, Fitz vuole aiutare amico Zim a uccidere mostro volante cattivo JA!
- Non ho ancora capito bene cosa tu possa fare per noi, ma indubbiamente hai delle potenzialità interessanti. Manderò qualcuno dal quartiere dei maghi per capire come tu ti sia difeso dal nostro attacco. Sigfrid!!
Il servitore si affrettò ad entrare nella stanza tattica agli ordini del suo re.
- Fai partire subito la musica da guerra!!
- Certo sua Maestà. Musici!! Battle of Azeroth!! In Do Maggiore!
- Miei alleati, miei generali. una nuova battaglia si staglia all'orizzonte di Azeroth. Pericolosi nemici minacciano le nostre donne e bambini. Popolo di Stormwind!! Amici di Ironforge!! Futuri inquilini di Gnomeregan!! Siate pronti quindi a brandire le vostre armi una volta ancora per difendere le vostre terre!! Re Varian di Stormwind è pronto a guidarvi lungo le coste, per i mari, nei cieli, e sulle terre sulle quali scorrerà il sangue...
- Hey Matt, sei ancora sveglio? 
« Ultima modifica: Settembre 12, 2011, 12:08:27 pm da Gaiusßaltar »

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Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 7 Season 1)
« Risposta #6 il: Settembre 12, 2011, 03:43:45 pm »
Garrosh aveva ormai imparato a controllare la sua vecchia furia per poter essere il nuovo leader dell'orda. La notizia lo aveva eccitato al punto che avrebbe potuto affrontare una mandria di raptor a occhi chiusi uccidendoli a mani nude. Stava aspettando con ansia il ritorno di Thurg con i goblin del progetto X7 per poter aprire la caccia al goblin disperso. Ritrovare quel piccolo nanetto significava avere al proprio fianco una delle armi più incredibili che si fossero mai viste su Azeroth. A quel punto solo i titani potevano fermarlo dal suo dominio su tutta Kalimdor e oltre. Forse solo una persona avrebbe potuto impedirgli di portare a termine il suo sogno, ma avrebbe sbrigato quella piccola pratica molto velocemente. una pratica chiamata Thrall.
Il piano era semplice. I goblin sarebbero arrivati con un congegno che avrebbe permesso di localizzare l'X7-400 per poi successivamente riattivare. Per farlo era necessario avvicinarsi quanto più possibile a Stormwind e cercare di nuovo di allearsi con Re Varian in qualunque cosa avessero in mente di fare per poi impadronirsi del prezioso goblin. Garrosh era così fiero del suo geniale piano avrebbe voluto gridarlo a tutta Ogrimmar, se non fosse per il fatto che qualche spia alleata c'era sempre nei paraggi. Solitamente fingevano di pescare in un laghetto nella città con la scusa di andarsene non appena avessero preso un "Old Crafty". inutile dire che la cosa ha sempre inospettito Garrosh, tanto da ordinare ai suoi Warlock di tenere sempre qualche occhio di killrog sugli "ospiti" alleati mentre pescavano.

Nel frattempo a Stormwind fervono i preparativi per la spedizione Terran-Alliance. Re Varian decise di concedere a Jim Raynor l'onore di guidare l'esercito insieme a lui, ponendolo come suo pari durante le operazioni. Questa scelta diede a Varian l'ennesima geniale idea.
- Jim, Matt, FitzJohn. Ho deciso una cosa molto importante. Jim, come sapete, sarà mio pari nella guida delle operazioni di ricerca della minaccia e per questo ho scelto un nome per la nostra nuova alleanza. Da oggi noi saremo i VARYANOR!!
Nel gelo più totale Matt si aggrappò alla maglia di Jim per non rotolare a terra dal ridere mentre nella sala già suonava il solito motivetto che sottolineva orgogliosamente l'evento. Una volta concluso il solenne momento, Varian continuò il suo discorso.
- Per quanto te FitzJohn, verrai condotto alla torre dei maghi di Stormwind per capire come tu riesca a sprigionare tutta quella potenza e imparare a controllarla in battaglia. Avrai un tutore che seguirà i tuoi sviluppi e il suo nome è Lady Jaina Produmore. Corri subito da lei piccolo FitzJohn.
- Jaaaaar capo, me vado zubito!!
Una guardia arrivò al cospetto del re inchinandosi e fece strada al piccolo goblin. Fitz si sentiva finalmente importante, considerato. La vecchia vita solitaria lontano da tutti se l'era quasi dimenticata. La gente ora lo considerava, non doveva nemmeno più nascondersi. Solo una cosa lo preoccupava: come avrebbe fatto a dimostrare a Lady Jaina quello che aveva fatto se non sapeva come ci era riuscito? Pur di sfuggire ai mille discorsi di re Varian, Jim prese l'occasione al volo e si offrì, nonostante non avesse la più pallida idea di dove fosse la torre, di accompagnare lui FitzJohn.
- Ehi, non serve la scorta per accompagnare il mio amico, ci vado, non preoccupatevi. Ehm, Matt?
- Si Jim?
- Occupati tu degli ultimi dettagli con Re Varian, io sarò presto di ritorno.
Il viso di Matt era particolarmente eloquente mentre rispondeva:
- Come vuoi Jim...
Fitz era molto contento di andare dai maghi accompagnato dal suo amico Jim. Assieme a loro una scorta del re ha voluto seguirli ugualmente. L'ordine di Varian era che si tenesse d'occhio i nuovi visitatori assecondando i loro desideri, ma senza far capire che erano comunque visti con un certo sospetto. Jim sapeva per quale motivo la guardia era li con loro e ne capiva le motivazioni, ma non volle dar troppo peso alla cosa cercando di rompere il ghiaccio:
- Ehi tu, come ti chiami?
- Ehm, dice a me signore? Io sono Scott Wyrminn! Fanteria Elite di Stormwind.
- Ok Scott, piacere di conoscerti. Io sono Jim, e il fenomeno alla mia destra è FitzJohn.
- E' un onore per me signore.
- Yarrr paicere Zcott!
- Allora Scott, chi è questa Lady Jaina?
- Lady Jaina è una delle più potenti evocatrici del regno signore. E' di una bellezza tale da rimanere meravigliati per diversi minuti. Si dice che però ultimamente stia vivendo una profonda tristezza e che non riesca a trovare la potenza magica di un tempo.
- Mi stai dicendo che la donna più bella di questo strano pianeta è triste? E chi è l'uomo che abbandonerebbe una tale bellezza? Perchè sono sicuro si tratta di uomini...
- Beh, ecco, il motivo è esattamente quello signore, come ha detto lei.
- Hai visto Fitz! Ci indovino sempre! Ahah
- Ahah, verro Jim! Ma coza fatto qvezto uomo?
- da giovane Lady Jaina era fidanzata con quello che sarebbe dovuto diventare re di Lordaeron, il principe Arthas.
- Ehi John, prendi i popcorn che questa storia sembra interessante, continua...
- Il principe Arthas fu corrotto da un'arma maledetta e divenne il Lich King, il comandante del "Flagello dei non morti" che ha sterminato diverse popolazioni. Lady Jaina fu costretta a combatterlo fino alla morte.
A quel punto Jim si fermò, rimanendo con la bocca spalancata. Riuscì a sussurrare un solo nome:
- Sarah...
Jim ricordò di Sarah Kerrigan, di quando divenne "Regina delle Lame" rapita dagli zerg. Stava afferrando di nuovo il pezzo di foto dalla tasca dei pantaloni quando la sua ricetrasmittente cominciò a gracchiare:
- Ehi Jim! Sono Matt, ti ho detto di lasciar stare la foto di Sarah!!

Il soldato continuò ad acocmpagnare Jim e Fitz sino all'ingresso della torre fino a congedarsi dalla strana coppia. Si ritrovarono in una piccola stanza ai piedi illuminata da una luce soffusa proveniente dal soffitto. I due cominciarono a guardarsi intorno, cercando qualche indizio su chi potesse aiutarli non trovando nessuno, quando una voce arrivò proprio dall'alto:
- Gentili amici, sono qui sopra.
Jim e Fitz cominciarono a guardare in alto, in un labirinto di scale senza fine. Molti metri più in alto delle loro teste si intravedeva il bastone magico e i capelli dorati di Lady Jaina. Salire tutte quelle scale era un impresa colossale che avrebbe impegnato i due per almeno 2 ore. L'entusiasmo iniziale svanì dopo le prime 20 rampe di scale. Queste erano formate su percorsi differenti: a volte a chiocciola, altre che salivano centralmente o che seguivano le pareti della torre. Fitz soffriva ancora di più per le sue piccole gambe e per lui ogni scalino era un piccolo salto. L'elevato sforzo fece quasi crollare il piccolo goblin, quando ad un tratto, la sua pelle non ritornò blu come durante il combattimento alle Swamp of Sorrows con il re. Alzando una mano, creò una piccola fessura davanti a loro dove era riflessa un'immagine di Lady Jaina. Jim non credeva ai suoi occhi.
- Ma che diavolo...
- Zì Jim, prendi la mia mano.
Jim guardò gli occhi di Fitz, nei quali appariva una determinazione mai vista prima. il colore blu cobalto delle sue pupille sembrava brillare di luce propria. Jim ne era ipnotizzato, prese la mano di Fitz e un secondo dopo si ritrovarono al cospetto di Lady Jaina sulla cima della torre. Appena atterrati, Jim riuscì a malapena a prendere Fitz al volo prima che crollasse a terra svenuto e ritornato al suo colore viola originale. Jim continuò a guardare Fitz stupefatto tenendolo tra le sue braccia, quando Lady Jaina si avvicinò per dar loro il benvenuto:
- Benvenuti cari miei ospiti, vedo che ci avete messo poco a raggiungermi.
Jim volse lo sguardo verso Jaina, era stupenda, tutto brillava intorno a lei. La sua meraviglia era tale che la bocca Jim rimase aperta tutto il tempo e non riuscì a trovare nemmeno mezza sillaba con la quale rispondere. Fino a quando Fitz non rovinò quel momento:
- AHIA JIM! Che cavolo ti prende? perchè mi hai lasciato cadere a terra!! 


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Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 8 Season 1)
« Risposta #7 il: Settembre 26, 2011, 03:45:37 pm »
- Ecco le coste occidentali di Stormwind, attraccheremo qui senza presentarci direttamente al porto. Avanzeremo poi verso la fortezza a piedi. Voi cercate di vedere se riuscite a localizzare l'X7.
I goblin al seguito di Garrosh estrassero dalla coperta della nave un curioso marchingegno che ricordava lo stile di FitzJohn e della sua cucinamobile. Una massa attorcigliata di cavi veniva divisa su 3 livelli di acciaio. Il tutto in una spirale intricatissima di condutture di rame dove alla sommità della pila si ergeva quella che doveva essere la lancia di un orco, ma che dalla sua cima pendevano delle strane terminazioni di ferro. Ognuna di queste era formata da delle palline nella loro terminazione finale come in una sorta di super antenna.
Il marchingegno era così pesante che dovettero prendere in prestito un kodo per trascinarla lungo la strada. Il macchinario avrebbe aiutato i goblin a localizzare l'X7 muovendo le piccole antennine nella direzione in cui si trovava, ma non solo.

Nella torre di Jaina, Fitz aveva iniziato a sottoporsi agli studi dei maghi. FitzJohn venne portato in una sala molto più grande dell'ingresso della torre, dove Jaina osservava l'evolversi dei diversi esperimenti. Tre diversi maghi, appartenenti alle diverse scuole, cercavano con diversi esperimenti di trovare la fonte magica di energia di Fitz senza trovarne alcuna traccia.
- Signor Raynor, non capisco, abbiamo sondato il suo amico in qualunque modo, ma sembra essere un goblin qualunque, senza alcuna potenzialità magica. Sinceramente se non lo avessi visto teletrasportarsi con lei in cima alla torre vi avrei già cacciato dopo le prime prove.
- Lady Jaina, io purtroppo di questi trucchetti da incantatori non ci capisco nulla, ma ho visto Fitz fare delle cose stupefacenti, assolutamente incredibili. Ha tenuto testa ai suoi migliori maghi durante il primo incontro con Varian. Li ha respinti quasi senza rendersi conto di quello che ha fatto. Come se fosse istintivo. Lo stesso istinto che ora mi porta a chiederle se per caso questa sera io e lei ...
Lady Jaina però tolse lo sguardo da Jim e si rivolse ai suoi eletti:
- Per oggi abbiamo finito, andiamo a dormire, è stata una giornata faticosa. Fitz andrà a dormire nella torre orientale del quartiere per tenerlo sotto osservazione. Signor Raynor è stato un piacere conoscerla.
Prima ancora che Jim provasse a porgere un affettuoso saluto a Lady Jaina, lei scomparve nel nulla lasciando nessuna traccia del suo passaggio. Jim sconsolato chiamò Matt:
- Ehi Matt, fatti dire dal capo di questo posto dove si può bere un drink decente da queste parti. Ne ho assoluto bisogno.
- Jim, qualcosa non va? Qualcosa è andato storto con Fitz?
- No, Matt... è solo che... sai come sono io...
- Oh cavoli Jim, non dirmi che stai ancora pensando a...
- Negativo Matt, la situazione è ancora peggiore.

La spedizione di Garrosh trovò un piccolo spiazzo in mezzo a una foresta poco lontana da Stormwind. Per non destare sospetti evitarono tutti i controlli delle guardie alleate e si accamparono velocemente senza nemmeno accendere alcun fuoco. Thurg si avvicinò:
- Ehm... Warchief...
Thurg, vecchio amico di Garrosh, non riusciva ancora a chiamarlo con quel titolo. Non era ancora riuscito a crede che Thrall avesse lasciato il posto a uno come lui.
- I goblin hanno posizionato il dispositivo in direzione della capitale alleata.
- Molto bene Thurg, cominciamo pure e ricordatevi, massima discrezione, non voglio dare troppo nell'occhio questa notte.
Thurg e Garrosh si avvicinarono al drappello di goblin e diedero l'ordine di partire. Quello che avrebbe dovuto essere il capo squadra dei goblin era un tipo dall'aria molto particolare. I suoi 15 orecchini distribuiti sulle due orecchie, una cresta di capelli assolutamente voluminosa e colorata lo faceva sembrare un residuo di un qualche esperimento fatto con gli esplosivi. Grazsko, questo era il suo nome, si avvicino al macchinario e diede l'ordine. lentamente una piccola dinamo alla base prese a roteare, mentre una dozzina di goblin facevano ruotare delle manopole per dare energia. Un piccolo sibilo comminciò a farsi sentire e divenne sempre più acuto fno a quando gli orchi smisero completamente di udirlo. Le piccole antenne sulla sommità cominciarono a roteare quasi in un senso casuale fino a qando non giunsero  ad unirsi tutte verso una unica direzione: il quartiere dei maghi di Stormwind.
- Molto bene Thurg!! Molto bene! Lo abbiamo trovato finalmente!
 
 Fitz era solo in cima alla sua torre in un letto gigantesco per le sue ridotte dimensioni. La stanza da letto era quella destinata solitamente agli ospiti dei maghi che nelle epoche passate erano spesso gli stessi elfi di Quel'Thalas. Il piccolo Fitz dovette arrampicarsi sul mobile a fianco del letto per poterci salire sopra. Non aveva mai dormito così bene in vita sua, quando dalla finestra giunsero numerosi ululati dei lupi. Questo poteva sembrare un fatto normale comunemente, ma il fatto che tutti i lupi della foresta stessero uluando allo stesso modo e alla stessa maniera risultò così strano che Fitz si svegliò, quasi colto da una strana sensazione.
 
- Grazsko, lo hai agganciato?
- Zì zignore! E' nelle noztre mani in quezto momento!
- Procedi con la seconda parte del piano! immediatamente!
- Zì Zignore Warchiezf!!
In quel preciso istante la macchina cominciò a roteare ancora più velocemente le sue dinamo fino a produrre un suono che probabilmente a qualche animale della foresta fungeva da richiamo. Centinaia di lupi cominciarono all'unisono a uluare e piano piano si avvicinarono all'accampamento orchesco.
- Ehi, che diamine sta succedendo Thurg!!
- Warchief, sono lupi e stanno venendo in questa direzione.
- Fai qualcosa allora falli stare zitti o ci scopriranno!
I lupi erano ormai a qualche metro dal macchinario, attirati dagli ultrasuoni generati dalla dinamo.
- Signore abbiamo un problema. i lupi non sono qui per attaccarci.
- E allora cosa vogliono?
- Signore, dalla mia esperienza di cacciatore delle foreste temo che la macchina abbia generato un suono che li abbia attirati qui. Se non vado errato credo anche di aver capito che tipo di suono sia.
- E che cosa sarebbe? Sentiamo...
- E' un richiamo d'amore mio Warchief, e siamo nel pieno del periodo degli accoppiamenti. Signore, agli occhi dei lupi in questo momento possiamo sembrare entrambi molto fertili e disponibili.
- Oh no...

Nella torre fitz cercava di capire come mai ci fosse questo frastuono, quando ad un tratto si sentì bloccare le gambe a terra. Il suo corpo si irrigidì improvvisamente e gli occhi si sbarrarono fissando il vuoto. Fitz non aveva più il controllo di alcuno dei suoi muscoli. La sua pelle cambiò colore molto più velocemente rispetto alle volte passate assumendo un colore nuovo: il marrone. I muscoli di Fitz crebbero a dismisura, fissò verso il terreno individuando una persona che camminava solitaria. Gli occhi divennero rossi dlla rabbia e spiccò un salto dalla finestra della torre che lo portò di fronte a quella quella persona. Un salto di ben 80 metri e del qaule non risentì per nulla. La persona si voltò e si trovò il demoniaco voltò di Fritz. Preso dal panico cercò di fuggire, ma il goblin cambiò nuovamente colore. Dal marrone passò all'arancione, al posto dei muscoli gli crebbero delle piume lungo tutto il corpo facendolo quasi assomigliare a uno dei tanti piccioni del quartiere della cattedrale. in un attimo delle radici bloccarono la persona al suolo e una nuvola di insetti avvolse il malcapitato riempendolo di punture.

- Spegnete il macchinario!! immediatamente!! Toglietemi questi lupi dalla mia gamba!!!
Grazsko spense subito il macchinario che immediatamente sprigionò tutta la sua energia accumulata facendolo esplodere in mille pezzi. Il frastuono dei lupi fece sì che il rumore dell'esplosione non fu quasi avvertito dai vicini abitanti della capitale, ma una volta cessato il suono, i lupi si bloccarono tutti all'unisono, osservandosi l'un altro come se si stessero chiedendo in quale situazione fossero mai capitati. Garrosh era furioso. Non solo aveva perso il macchinario, ma aveva rischiato di svegliare mezzo regno con quel frastuono. L'X7 non poteva più essere controllato e uno dei lupi sembrava aver riconosciuto in lui un degno amante.

Nel frattempo FitzJohn giaceva svenuto vicino a una siepe. Nei pressi di una locanda dove Jim stava sorseggiando il suo whiskey tutto solitario parlando delle sue delusioni amorose con un nano che era al bancone con lui:
- Ehi, ma tu sai che significa vedere la propria donna rapita da delle belve feroci che la trasformano in una cosa più simile a loro che a un umano? hai idea di come ci si possa sentire?
- ahh caro mio, non so di cosa tu stia parlando, ma so che dopo 4 bicchierini della tavaerna Khazin ci si possa sentire parecchio male.
Jim stava per mandare al diavolo il nano quando ad un tratto, girandosi verso la sua destra, comparvero due gambe sedute sopra un bancone, appena svelate da una lunga tunica viola con dei finssimi bordini gialli. Jim cominciava a credere che il nano avesse ragione e alzando lo sguardo vide un volto incappucciato che dal quale si intravedeva un occhio azzurro che lo fissava intensamente:
- Hey Jim, non offri un bicchierino alla tua JP?


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Re: Il colore viola di FitzJohn Whazzap
« Risposta #8 il: Ottobre 24, 2011, 02:47:39 pm »
Codice: [Seleziona]
Chiedo scusa del ritardo. Purtroppo questo capitolo è stato scritto e riscritto diverse volte a causa di un malfunzionamento del programmino di scrittura che utilizzo.  :'(
Spero possa rendere ugualmente.
Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 9 Season 1)

La taverna di Khazin quella sera si era letteralmente infiammata. Jim ormai era al suo decimo bicchiere di liquore nanesco e Janina aveva dimostrato di reggere l'alcol quanto un guerriero Tauren in piena battaglia e per non farsi riconoscere aveva applicato un incantesimo al suo volto in modo che solo Jim sapesse chi era in realtà. Questo trucchetto veniva usato dalla maga molto spesso e le permetteva di divertirsi nelle varie locande di Stormwind sotto lo pseudonimo di Lady J. Ogni uomo sapeva che quando Lady J entrava in una taverna, di sicuro prima o poi sarebbe salita in piedi su di un tavolo in uno dei suoi sensualissimi balletti. Khazin sapeva benissimo cosa significava avere una bellezza come lei nei dintorni: profitti per migliaia di monete d'oro!
Jim era letteralmente estasiato e sentiva l'invidia di tutti presenti quando Lady J scese dal suo piccolo palco per andare a salutarlo in cambio di qualche altro bicchiere. Fu una serata indimenticabile per lui e non smetteva un minuto di corteggiarla. Khazin stava ormai vuotando la cantina e la gente era estasiata dalla vista di Lady J che molto spesso ammiccava ai suoi ammiratori accarezzandoli sotto il mento e sorridendo. Dopo qualche ora Jaina cominciava a sentire la testa pesarle e finì per sedersi sopra le braccia di Jim, guardandolo con i suoi occhi blu sorridendo. Jim le sorrise a sua volta e sapeva che quel momento era finalmente arrivato. Lady J si stava avvicinando al suo volto, quando all'improvviso lei dovette ritirare il viso da quello di Jim. Jaina corse fuori dalla taverna con una mano davanti alla bocca e preoccupato Jim la seguì. Evidentemente Lady J quella sera aveva esagerato e le piccole piantine di Khazin fuori della taverna se ne erano accorte. Distrutti dai fumi dell'alcol, Jim e Jaina si allontanarono dalla taverna sorreggendosi l'un l'altro e vedendo il povero Fitz svenuto vicino alla siepe.
- Fitz!! Ehi, anche a te butta bene stasera eh? Dai piccolo, fatti prendere su che ti riportiamo a letto.
- Ehi Jim, ma io mica mi ricordo di averlo visto nella taverna insieme a noi, come ci è finito qui?
- Jaina, come puoi ricordare qualcosa dopo tutto quello che ti sei bevuta li dentro? Magari c'era e non l'hai visto perchè era più basso degli altri.
- Ohh, mi gira tutto, forse hai ragione. Non ce la farò mai a salire tutte quelle scale, aspetta che faccio uun piccolo portale...
- non provarci nemmeno, rischieresti di portarci tutti quanti in mezzo a un covo di zerg.
Ritornati alle loro stanze, ripensarono nei loro letti quello che restava di quella notte così turbolenta. Jania non ricordava mai nulla di quelle serate, mentre Jim ormai era abituato a quei mal di testa martellanti tra liquori maleodoranti e sigarette. Era felice per la bella serata e con la piccola speranza che qualcosa di suo fosse rimasto nel cuore di Jaina dopo quello sguardo. Fitz non si ricordava mai molto di quello che succedeva durante quei momenti in cui cambiava colore, tantomeno questa volta, sotto l'influsso del macchinario dei goblin. C'erano solo due cose che rimanevano a testimonianza di quello che era accaduto la scorsa notte: diverse mogli inferocite per il mancato rientro dei propri uomini e uno povero sventurato attaccato al suolo da alcune radici e con il viso pieno di punture di insetti di ogni genere. L'uomo fu notato alle prime luci dell'alba dalla ronda di alcuni soldati nei pressi del quartiere dei maghi. Dopo qualche minuto riuscirono a liberarlo dalla morsa delle radici che avvolgevano le sue caviglie cosa che provocò nella vittima uno svenimento dopo aver realizzato di aver rischiato di farsi tranciare di netto un piede dai due soldati del re. La testimonianza dell'uomo non venne molto presa in considerazione in quanto molti pensavano fosse rimasto vittima di qualche burla degli amici presenti alla taverna di Khazin.

Nel frattempo, a poche centinaia di metri da Stormwind, Garrosh e Thurg meditavano sul loro piano per agguantare l'X7. Avrebbero potuto presentarsi al cospetto di re Varian con fare pacifico, ma la cosa evidentemente destava troppi sospetti e non sarebbero mai stati abbastanza credibili. Su idea di Thurg allora si pensò di creare un qualche espediente che permettesse loro di entrare in contatto con il goblin senza far sospettare nulla a Varian. 

Lady Jaina, nella sua torre, continuava gli esperimenti con Fritz cercando di capire il segreto dei suoi poteri. Aveva provato a metterlo sotto un cono di energia per stimolarlo, aveva rpovato a parlarci, con scarsissimi risultati e chiamò anche uno stregone con il tentativo di estrapolare la sua energia magica, ma senza esito positivo. Rimaneva un solo e pericoloso tentativo. Voleva attaccarlo.
- Incantatori! Preparate le frostbolt sul bersaglio!
- Lady Jaina, rischiamo di ferirlo!
- Argh! No me contento ja. io non piacere freddo.
Dai tre incantatori partirono 3 saette congelate in direzione di Fitz, che preso alla sprovvista riuscì solo ad emettere un piccolo gridolino prima di finire completamente ibernato dalle scariche dei tre incantatori. Lady Jaina scosse la testa frustrata e comandò ai suoi maghi di sciogliere il cubetto di ghiaccio che avvolgeva il piccolo goblin. Piano piano il ghiaccio si sciolse sotto il calore delle mani incendiate dei maghi formando un rivolo d'acqua lungo la sala della torre. una volta scongelato, Fritz cominciò a tremare. La sua pelle cominciò a cambiare divenendo blu. Un potere incredibile sembrava crescere dentro di se mentre il potere degli elementi sembrava circondarlo in alcune scie di luce colorate intorno a lui. L'acqua dal pavimento cominciò ad alzarsi formando un muro verticale che andò a infrangesi violentemente contro i tre maghi sbattendoli contro il muro. Jaina era incredula. Fritz era in preda ad una sorta di trance dalla quale poco dopo uscì tornando al suo colore originale e con i maghi mezzi storditi sul muro dal lato opposto della stanza. in quel momento preciso per Jaina era tutto molto chiaro e sapeva cosa poteva rendere Fitz così speciale, ma non ne aveva capito il modo in cui ci riuscisse e come permettergli di controllarlo.

Garrosh e Thurg lasciarono le vicinanze del castello di Stormwind per preparare il loro piano. Lavorarono duramente giorno e notte, o meglio, controllavano i goblin lavorare duramente al loro progetto, in una zona di Khaz Modan lotana dagli occhi dell'alleanza. Il loro piano era perfetto e Thurg voleva aprofittare della vanità di Varian per entrare nelle sue mura.

Qualche giorno più tardi, durante la notte, un terribile trambusto allertò le guardie vicino all'ingresso del castello. Subito corsero in direzione del gigantesco portone in legno esterno che impediva a chiunque di varcare l'accesso al castello la notte. Il rumore smise e i due soldati salirono sulle torri per controllare cosa stava accadendo. Quando riuscirono a raggiungere la cima delle vedette, non poterono credere a cosa avevano davanti. Era alto circa 20 metri, lungo altrettanto. Tutto in legno e imponente. Poggiava su di un piedistallo sorretto da quattro gigantesche ruote sempre di legno. Ma la cosa stupefacente era la forma della statua che veniva sorretta. La statua di legno era a forma di murloc.


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Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 10 Season 1)
« Risposta #9 il: Novembre 08, 2011, 11:01:40 am »
Il freddo del Nord e le sue lande desolate ricoprono i millenari resti di antiche battaglie. Le carcasse scheletriche dei mastodonti che solcavano il cielo fanno da tetra cornice a quello che era il posto più inaccessibile e misterioso in tutta Azeroth. una gigantesca cava, nascosta agli occhi dei comuni mortali, si apriva sul fianco di una gigantesca montagna. Al suo interno giaceva sin dalla creazione del mondo, diverse grandissime caverne. Cinque gigantesche caverne che ospitavano i loro mastodontici ospiti, si congiungevano ad una sala ancor più grande. La maestosità del luogo e il potere in esso contenuto non era paragonabile a quello dei loro inqulini. Il pavimento roccioso era cosparso di misteriose rune di un linguaggio sconosciuto e che muovevano in circolo come se fosse un libro in movimento. Diversi fasci di luce di colore differente provenivano dalle caverne limitrofe per congiungersi al centro della stanza dove di li a poco sarebbe avvenuto un incontro da molto atteso.
I drahi erano pronti e i gli Aspetti si stavano radunando perchè il momento era ormai troppo delicato e le sorti di Azeroth e dei draghi stessi dipendeva da questo grandissimo evento. Gli Aspetti erano ormai tutti giunti dalle loro rispettive caverne e la regina dei draghi rossi, Colei che dona la Vita, Alexstrasza fu la prima a parlare.

- Salve a tutti amici miei e benvenuti a questo nostro importante incontro. Più di 2000 anni sono passati dall'ultima volta che abbiamo utilizzato quella sala. Oggi dovremmo decidere del nostro futuro miei cari e di quello che accadrà in Azeroth per i prossimi anni alla luce degli eventi che sono accaduti. A proposito di futuro, qualcuno ha visto Nozdormu il Senza Tempo? Ysera? Mi senti? Forza!! Sveglia!!

Ysera, l'Aspetto del sogno di smeraldo si destò da suo lungo sonno sbattendo ripetutamente la propria testa sulla parete di roccia nel tentativo di voltarsi verso Alexstrasza. Ysera era poco più piccola di Alexstrasza, am agli occhi di un comune mortale sarebbe stata ugualmente maestosa. Padrona del mondo dei sogni, viveva sempre tra i due mondi tenendo sempre gli occhi chiusi. La cosa sembrava creargli qualche problema di orientamento nel mondo reale.

- Perdonami Alexstrasza, stavo contemplando alcune cose nel mio regno.

- Al solito! Io mi chiedo ancora che diavolo ci stai a fare tu tra noi draghi. che utilità mai avrete voi della flotta dei draghi verdi. Hai avuto notizie di Nozdormu il Senza Tempo?

- Nessuna, ma credo stia arrivando, si sta materializzando proprio in questo momento.

Da una fessura apertasi nel vuoto, cominciò ad apparire nella sua semi trasparenza il gigantesco Aspetto del Tempo: Nozdormu. Colui che governa il trascorrere del tempo e gli eventi che accadono in esso.

- Eccomi a voi fedeli amici e scusate del ritardo. Vivo costantemente tra futuro e passato e non riesco mai a capire bene in quale esatto secondo della storia debba materializzarmi per poter parlare con i vostri Aspetti del presente. Mi sono appena congedato dalla riunione degli aspetti di 2000 anni or sono. Mi ci son voluti diversi minuti per capire che erano argomenti già sentiti.

- E ti sei congedato da loro?

- Si Alexstrasza, ho detto loro "ah scusate, questa l'ho già sentita" e sono andato avanti nel tempo sino a quando non ho visto ripopolarsi questa sala. Ora scusatemi qualche minuto, devo sistemare la mia clessidra spazio temporale per ricordarmi in che era mi trovo: rischierei di vagare nei secoli come alla guerra degli antichi.

- Sei sempre il solito ritardatario distratto. Di Malygos hai notizie inerenti al presente?

- Si, Signora della Vita, è stato avvistato più volte presso l'Eye of Eternity in preda alla sua solita pazzia. Un'ottima copertura come tutti noi sappiamo e dovrebbe essere qui a momenti. Ultimamente viene spesso aggredito da eserciti di avvenurieri e passa la maggior parte del tempo a curarsi le ferite del dopo battaglia. In verità vi confesso che credo stia meditando di lasciare il suo posto al più giovane Kalecgos. Essendo all'oscuro su cosa sta accadendo all'Eye of Eternity, vorrebbe mettere lui al suo posto. Eccolo che arriva.

Dalla profonda e misteriosa caverna dal quale giungeva il fascio di luce di colore blu, un sinistro cigolio stava arrivando alle orecchie dei presenti. Alexstrasza inclinò un po' la testa cercando di scorgere la fonte di quello strano suono. Ysera fu svegliata di soprassalto da quel rumore inatteso, in una maniera così violentà che andò nuovamente a sbattere con la sua testa sulla parete della cava. Nozdormu già sapeva cos'era quel suono e la sua espressione non era certo di quelle più allegre e spensierate, anche perchè era troppo concentrato nel risintonizzare la sua gigantesca clessidra.

- Piano Malygos, mio Signore, faccia attenzione, la prego.

Un drago dello stormo blu stava uscendo per primo dalla caverna dando alcune indicazioni all'Aspetto che governava la magia. Il mastodontico drago blu apparve poco dopo. Le sue condizioni erano davvero disastrose. La testa del drago era ricoperta di cicatrici e una gigantesca fasciatura bianca avvolgeva il suo occhio sinsistro. Le zampe anteriori erano ancora in buono stato anche se qualche ferita era ancora visibile e si faceva sentire. Tutto il corpo era una mappa di fasciature, cicatrici e ferite ancora vive dei numerosi combattimenti. Le maestose ali di un tempo non erano che un vago ricordo. I numerosi strappi le avevano lacerate quasi completamente ed erano oramai quasi inutilizzabili. La cosa peggiore però toccò agli arti posteriori. Avendo subito una terribile caduta, Malygos era costretto a poggiare le sue zampe su di un carretto di legno. Il gigantesco drago blu, riusciva a camminare trainandosi con la sola forza delle zampe anteriori e con una grande forza di volontà.

- Salute a voi miei cari amici. Come vedete non sono nelle migliori condizioni, ma vi darò tutto l'aiuto di cui avrete bisogno.

Alexstrasza rimase allibita nel vedere il potente Guardiano della Magia seduto su quel ridicolo carrettino di legno. Ysera si era riappisolata nel momento in cui Malygos pronunciò parola e Nozdormu trattenne una risata astento fingendo di interessarsi alla sua preziosa clessidra. Improvvisamente una risata arrivò dal fonto della caverna più buia e tetra. Quel tipo di risata così diabolica poteva appartenere ad un solo essere su tutta Azeroth. il silenzio avvolse la caverna e tutti gli sguardi dei presenti, Ysera esclusa, volsero verso l'ingresso della caverna nera. Il più maestoso e terrificante di tutti gli aspetti si stava mostrando di fronte a loro. Deathwing era improvvisamente apparso. Nonostante questo Alexstrasza non era affatto sorpresa.

- Oh Malygos, potente Guardiano della Magia ridotto a trascinarsi come un povero cane azzoppato!
- Nelthy, era ora ti facessi vedere. Siamo riuniti qui oggi proprio per colpa tua se non te ne fossi accorto.
- Alexstrasza, il mio nome ora è Deathwing.
- Oh Nelthy, ma che paura che mi fai con questo nome così terrificante.
Alexstrasza accentuò il falso stupore mettendo le proprie zampe anteriori davanti alla sua bocca, seguita da tutti gli altri aspetti che finsero un coro di stupore di fronte a tale forma di orgoglio da parte del drago nero.

- Non potete prendervi gioco di me in questo modo, io sono pur sempre...

- Ok Nelthy, ascolta, non mi interessa riascoltare tutta la tua storia e tutto quel discorso sulla creazione del mondo. I tuoi comportamenti scellerati in giro per tutta Azeroth stanno mettendo a repentaglio il successo del nostro piano. Hai attirato l'attenzione di quelle fastidiose creature che sono arrivate qui qualche giorno fa e che già ci stanno creando dei problemi in altre parti dell'universo. Se riuscissero a scoprirci il nostro tentativo di conquista potrebbe essere compromesso definitivamente!

- Alexy, ma devo pur terrorizzare qualcuno, altrimenti non mi chiamerei più Deathwing.

- Non osare chiamarmi in quella maniera mai più! Hai distrutto metà del pianeta per puro divertimento richiamando la loro attenzione su di noi e da dove tutto è partito. Se dovessimo manifestare il nostro potere un altra volta, potrebbero scoprire questo nostro nascondiglio millenario e buttare all'aria tutta la preparazione del piano finale.

- Perdonami Alexstrasza, non accadrà più.

Gli altri aspetti concordarono con quanto detto da Colei che dona la Vita. Malygos fece per accennare il suo consenso con la testa, ma i dolori che lo circondano lo fecero gridare di dolore. la fitta che lo attanagliavano erano così forti che involontariamente finì per gridare e una gigantesca fiammata blu partì involontariamente dalle sue fauci in direzione di Neltharion.

- Maledetto Malygos! Vuoi incendiarmi le ali?

- Ecco fatto - disse Alexstrasza - ora gli abbiamo appena mandato un invito...

Nel frattempo, a bordo della nave madre di Jim Raynor, lo strumento di rivelazione psionica ebbe un sussulto e puntò direttamente verso le terre del Nord.


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Re: Il colore viola di FitzJohn Whazzap
« Risposta #10 il: Gennaio 11, 2012, 03:19:31 pm »
Dopo molto tempo, ripubblico qualche cosa. Ho molto riflettuto e spero che la storia continui a piacere a quelle 2/3 anime che lo leggono!!

Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 1 Season 2)

Riassunto delle puntate precedenti (raccontato da una guardia di Stormwind).
"Insomma, ragazzi, roba da non credere, l'avete sentita la storia del goblin viola che sta girando per la città in questi giorni? Beh, questo nanetto brutto e viola, proprio per questo strano colore è venuto ad abitare su una casetta sperduta giù nella palude. un giorno i "simpatici Tribuni" lo convocano per buttare giù la sua abitazione abusiva, ma mentre era qui, loro sono andati a buttargli giù la casa. La cosa incredibile è che quando li ha trovati di fronte alla sua casa, dal cielo arrivano le navi volanti di Jim Raynor e compagnia. Con un loro carro distruggono la casa di FitzJohn, il goblin, ricostruendone una nuova subito con dei piccoli robot. Fanno amicizia, ma il nostro Re va sul posto a controllare. Si racconta di una battaglia epica, dove i nostri soldati hanno messo alle strette gli invasori spaziali inducendoli alla resa!" (Il pubblico del soldato non era molto convinto su questa parte del racconto).
"Il Re e gli spaziali stringono un accordo, non chiedetemi su cosa, ma io credo abbia a che fare con la minaccia del gigantesco drago nero, sapete? Hanno portato il goblin da Lady Jaina Produmore e si vocifera che abbia dei poteri molto particolari e che possa abbattere un esercito anche da solo. Da quando è arrivato molte cose strane sono successe. Ho sentito l'altra notte un branco di lupi in calore che correvano tutti verso il lato sud ovest della foresta e qualche giorno dopo è apparso il tributo di guerra di legno gigante dei Murloc. Sapete che vi dico? Secondo me hanno mandato il goblin al lago qui vicino e li ha quasi sterminati" (anche su questo particolare il pubblico era dubbioso).


La storia di FitzJohn, sta per continuare...


Era notte fonda a Stormwind. Jim e Matt erano da ore rinchiusi nella nave madre a diversi metri sopra la capitale. Sullo schermo ancora risultava una scia di potere psionico sprigionato dal povero Malygos durante l'incontro tra gli Aspetti. La direzione era chiara, si trattava dell'estremo nord del pianeta di Azeroth e arrivarci non sarebbe sicuramente stato un problema. Ciò che preoccupava Jim era capire cosa avrebbero trovato li e se avrebbero potuto fronteggiarlo con l'aiuto delle truppe di Re  Varian. Nessuno eccetto loro due era a conoscenza di questa ultima rilevazione e aspettarono il giorno dopo per decidere sulla strategia da prendere.

Nel frattempo, il gigantesco murloc era stato messo al centro della piazza davanti alla cattedrale. L'immensa soddisfazione del re per essere finalmente riuscito a sottomettere i murloc dal dominio della foresta circostante, lo aveva portato a mettere il prestigioso trofeo nella piazza principale. All'interno della gigantesca statua, i goblin guastatori nel frattempo stavano preparando il loro piano. Una piccola proticina laterale della statua di legno si aprì ed uscirono centinaia di piccoli coleotteri meccanici. Lo sciame aveva già individuato l'obiettivo, grazie allo strumento dei goblin che permetteva loro di localizzare FitzJohn. I coleotteri si dirigevano silenziosamente verso il quartiere dei maghi puntando alla torre dove Fitz solitamente dormiva. Appena entrati uno di loro si appoggiò al collo del piccolo goblin iniettando un potente sonnifero. Fitz si svegliò un istante dopo l'iniezione e cominciò a dimenarsi per liberarsi dei coleotteri che gli erano addosso. La situazione di panico indusse a Fitz una nuova trasformazione. Un attimo prima che il nuovo colore potesse dare a Fitz la forza di reagire, crollò di nuovo sul letto svenuto. Lo sciame lo avvolse con una tela molto simile a quella dei ragni gianti delle Terre del Nord e sollevarono il piccolo goblin riportandolo velocemente verso il murloc di legno. L'euforia dei goblin guastatori era evidente. Ora bisognava darsi alla fuga. Dalla base in legno sulle quali erano poste le ruote della statua, le zampe del murloc si staccarono lentamente e cominciarono a mouversi. La gigantesca statua cominciò a camminare verso l'uscita del quartiere attirando l'attenzione delle vicine guardie.

- Ehi, hai sentio questo rumore?
- Ho sentito anche io questi tonfi, sta succedendo qualcosa alla piazza della cattedrale, andiamo a vedere.

I soldati arrivarono alla piazza e videro il murloc gigante fermo immobile come prima, di nuovo sulla piattaforma con le ruote. i goblin al loro interno capirono che dovevano trovate una via di fuga più silenziosa. i coleotteri uscirono nuovamente dalla porticina posteriore e prima che le guardie se ne accorgessero, vennero storditi dalla stessa sostanza che stava mantenendo Fitz adodrmentato. I goblin si guardarono attoniti sul da farsi. Ora c'erano altri due corpi da far sparire e dovevano contemporaneamente scappare da Stormwind prima che Fitz si svegliasse. In quel momento uno dei goblin ebbe un'idea:

- Puppet-o-Matik!!! Li avere qui dietro in scatola di macchinari per furto persona!!

Dalla scatola uscì un aggeggio simile a un collare con una piccola antenna dalla quale i goblin potevano controllare la persona come un pupazzo. Il collare però, era uno solo e le guardie di Stormwind a quell'ora della notte dovevano sempre girare in coppia e portarne solo una avrebbe destato troppi sospetti. Due Goblin uscirono dalla statua e misero il collare a uno dei soldati che subito comandato da un goblin dentro la pancia del murloc, si alzò in piedi rispondendo ai comandi che il piccolo nanetto verde gli impartiva tramite un complicatissimo macchinario portatile pieno di pulsanti e un microfono per parlare. Per l'altro soldato i due goblin si guardarono facendosi cenno con la testa come se avessero capito quale fosse l'unica opzione possibile.

Con la guardia di scorta, la statua potè proseguire il suo percorso verso l'uscita lentamente senza dare troppo nell'occhio. A poci metri dall'uscita del quartiere commerciale, altre due guardie intimarono lo stop.

- Alt! Dove state portando il trofeo? Chi vi autorizza.
- Re Varian ce lo ha ordinato! - rispose la guardia controllata dal collare - Vuole che sia visibile tra i vari trofei dei nemici uccisi all'ingresso della città.
- Qual è il vostro nome soldato?
- Ehm... Sono Patrick Fearblade da Westfall!
- E tu soldato, chi sei? Hai un colorito strano, sembri verde, non sembri stare molto bene, stai anche traballando sulle tue stesse gambe.

Dopo un attimo di incertezza, i due goblin ritrovarono l'equilibrio che permetteva loro di stare uno sopra l'altro all'interno dell'armatura del soldato.
- Ehm, Ja capitano. Io stare benissimo, essere Greg Swampdrinker
- Hai un accento anche piuttosto strano. Da dove vieni ragazzo? Hai un cognome piuttosto particolare (Bevipalude ndGaius)
- Ah zì, accento strano perchè vengo da BootyBay.
- in mezzo a quelle bestiacce verdi e a quei pirati maledetti. Ti credo che hai preso un accento così orribile. Passate pure e rientrate immediatamente dopo averla parcheggiata qui fuori.
- Certo capitano!

Piano piano la statua riuscì a guadagnare l'uscita e a parcheggiarsi a metà del ponte. i goblin spiarono alle loro spalle se le guardie stessero oservando e non appena ebbero la certezza di non esser visti, fuggirono dalla porta frontale portandosi con loro il piccolo Fitz.

Il giorno seguente, Jim e Matt chiesero udienza con il Re che li ricevette immediatamente.

- Mio signore - disse Matt - Abbiamo una buona notizia e una cattiva.
- Molto bene miei cari alleati, qual è la bella notizia?
- Abbiamo una traccia molto sicura su dove i "signori degli Zerg" che voi chiamate "Draghi degli Aspetti" si rintanino.
- Molto bene!!! come lo avete scoperto?
- Questa è la brutta notizia. Abbiamo rilevato una fortissima traccia psionica in quella direzione da parte di un drago diverso da quello che abbiamo sentito quando siamo arrivati qui. Questo indica che la minaccia di Deathwing non è l'unica in questo momento.
- Vorreste dire che avete sentito una traccia di un altro Drago degli Aspetti? e dove si troverebbero.
- Il punto è qui mio signore, nelle terre a nord.
- Northrend!! lo sapevo! prepariamo le truppe. Prima di partire voglio che i nostri eserciti vengano addestrati insieme per poter attaccare la loro terra nel miglior modo possibile. I Varyanor stanno arrivando NORTHREND!!!

A quel punto la musica di sottofondo del Re partì come al solito, mentre Varian rimaneva immobile nella sua posa da veterano combattente. in quell'istante, l'immagine di Jaina Proudmore si materializzò in mezzo alla stanza del Re.

- Mio signore, scusate la mia intrusione.
- Lady Jaina! Deve trovare un modo di bussare prima di entrare così nelle mie stanze o mio non mi sentirò tranquillo nemmeno mentre sarò al bagno! Dica, cosa la porta qui da noi in questo momento solenne?
- Il goblin, FitzJohn è sparito. Credo lo abbiano rapito, delleguardie dicono di aver visto degli strani movimenti della statua dei murloc questa notte!! Stiamo cercando per tutta la foresta, ma di lui non c'è alcuna traccia.
- Maledizione Jaina, non ci voleva, ma in questo momento non posso impegnare i miei uomini nelle ricerche. Dedicherò una piccola squadra di soccorso che parta alla sua ricerca.

In quel momento, la geniale mente di Re Varian, ebbe una delle sue migliori idee di sempre.
« Ultima modifica: Gennaio 11, 2012, 03:32:47 pm da Gaiusßaltar »

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Re: Il colore viola di FitzJohn Whazzap
« Risposta #11 il: Gennaio 23, 2012, 05:17:18 pm »
Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 2 Season 2)

Re Varian aveva già preparato tutto per il grande annuncio. Era tempo di grandi manovre e Stormwind con i suoi nuovi alleati stava per dare battaglia contro l'odiato nemico. La sala per le riunioni tattiche era pronta, in fondo alla fortezza della capitale umana. L'ingresso al castello era contorniato da numerosi musicisti ai lati dell'ingresso che intonavano la marcia di guerra del Re. Jim, Matt e Lady Jaina erano stati convocati assieme ad un altro personaggio misterioso. Colui che avrebbe guidato la spedizione per la ricerca del povero FitzJohn rapito la notte scorsa.
- Hey Matt, ma siamo sicuri che questo Re Varian sia a posto con la testa?
- Non lo so Jim, ma è l'unica persona che può aiutarci nella ricerca della matrice di tutti gli Zerg del quadrante e se mi chiedi come diavolo siamo finiti nel paese di "Alice nel paese delle meraviglie" la mia risposta è: preferivi andare su Char direttamente?
- Hai ragione Matt, assecondiamo questi pazzi scatenati e poniamo fine a tutto. Nonostante tutto sembri così bizzarro, non mi dispiace molto questo pianeta. Sopratutto quando vedo certe cose...
Jim stava dicendo questo proprio mentre li stava raggiungendo Lady Jaina. Entrambi si ricordavano poco della notte alla taverna, ma un impercettibile senso di disagio trafisse entrambi appena si videro di fronte. Jaina tolse lo sguardo da Jim abbassando il cappuccio sulla testa.
- Buongiorno signori. Vogliamo andare?
- Buongiorno a lei Lady Jaina, mi sembra di cattivo umore oggi?
- Signor Raynor, ci è appena stato rapito il più formidabile e imprevedibile guerriero che possa esserci su tutta Azeroth. Come crede mi debba sentire? Lei ha sempre voglia di scherzare come al solito!

A quel punto Jim pensò che forse la nottata alla taverna se l'era proprio sognata. Non poteva essere la stessa persona. I tre continuarono percorrendo il lungo corridoio gremito di musicisti che non smettevano di suonare la marcia bellica di Re Varian. Arrivati alla sala del trono svoltarono verso la sala tattica dove il Re li stava aspettando  in piedi nella sua solita posizione con le mani appoggiate all'elsa della spada che puntava verso il terreno. Al suo fianco un oscuro cavaliere dall'armatura oscura emanava lugubri fiamme nere su tutto il corpo. Il volto era coperto da un elmo dalla forma di una testa di drago. Si ergeva silenzioso in un angolo della stanza imperturbato. Re Varian prese la parola:
- Salute Lady Proudmore, salute a voi cari alleati venuti dal cielo. Siamo qui oggi per organizzare la nostra offensiva verso Deathwing e per organizzare le ricerche di FitzJohn dopo il rapimento della scorsa notte. Il nostro esercito verrà impegnato nella lotta contro il drago e verrà addestrato dal Signor Raynor in persona nell'utilizzo delle nuove armi. Per la ricerca di FitzJohn, Lady Jaina Proudmore guiderà la ricerca.
- Mio signore, ma come potrò guidare la spedizione da sola?
- Non si disperi, le affiderò il gruppo di guerrieri più affidabile del regno. Il loro nome è noto a tutti qui e con noi in questa stanza è presente uno dei loro leader.
Varian spostò la mano verso il terrificante cavaliere oscuro posto nell'angolo ed esclamò:
- Egregio cavaliere! Si sposti per cortesia! non vede dove si è messo?
L'oscuro cavaliere rispose:
- Mi perdoni mio Re, mi sposto subito di qui. mamma mia che figura, mi scusi ancora.
L'oscuro cavaliere si dileguò in fretta in preda alla vergona e dietro di lui apparve una figura molto più piccola della precedente. Un piccolo gnomo minuscolo incappucciato e silenzioso come il cavaliere che lo precedeva erroneamente. La piccola femmina imbracciava due pugnali apparentemente identici e si muoveva a piccoli passi verso il centro della stanza. Sul petto ergeva un effige che raffigurava l'appartenenza al suo gruppo di combattenti. Due serpenti attorcigliati.
- Signori miei, vi presento uno dei leader della task force scelta. Il suo nome è Trixies, assassino, uno dei comandanti dei Templari Neri.
Trixies si vece avanti per salutare i presenti e il silenzio calò nella sala quando alla fine Lady Jaina prese parola.
- Mio Signore. Non mi permetterei mai di discutere una sua scelta specie in campo belli... ma "quei" Templari Neri? Quelli miseramente caduti da 35 metri nel tentativo di attaccare il drago Nefarian perchè non avevo visto una piattaforma mobile? Quelli che quando c'era da affrontare Cho'Gall si son ritrovati con il mal di stomaco per una settimana per aver leggermente sottovalutato l'incontro?
- Lady Jaina, sta per caso insinuando che non siano alla sua altezza?
- No mio, signore, sarò felicissimo di seguire i suoi ordini!
- Benissimo allora, Trixis, raduna i tuoi uomini e prepara la spedizione. Partirete all'aba di domani stesso. Tutto chiaro capitano Trixies?
- Italia uno!
- Come scusi?
- No niente mio signore, è solo un nostro modo di dire. Signorsì Signore!
- Ne convengo. Jim, Matt, radunate le truppe reali e preparatele alla battaglia!
- D'accordo amico, lo faccio subito. Me li faccia trovare tutti appena fuori della città e saremo pronti.

Poco fuori il ponte levatoio di Stormwind, Jim e Matt avevano preparato tutto e poco alla volta le truppe di re Varian si fecero avanti. Prima di cominciare il vero e proprio addestramento Jim guardò Matt con aria dubbiosa.
- Ehi Matt, che ne dici se facciamo fare a questa gente un salto in avanti di qualche centinaio d'anni?
- Che cosa hai mente stavolta?
- Vediamo di fare un piccolo aggiornamento a quei ferri vecchi di spade che si ritrovano. Chiama i tecnici degli SCV e dai qualcosa a quei poveri fanti che li faccia assomigliare a un marine. Per quanto riguarda gli gnomi, così piccoli potrebbero andar bene dentro qualche Goliath. Fai sistemare la cabina di alloggio con qualche prolunga e mettili li dentro. I nani sono adattissimi per i nostri Thor. A loro piacciono queste cose piene di bombe e esplosioni, si divertiranno come pazzi. Gli assassini e i cacciatori... vediamo, quanto ci mettiamo ad addestrarli come Ghost Matt?
- Ma Jim, non è troppo rischioso? non sono pronti e non sappiamo le loro attitudini a reagire con le potenzialità di una unità Ghost. Poi dare i Thor e i Goliath a nani e gnomi, insomma Jim hai visto anche tu cosa riescono a fare quei tizi nelle taverne da ubriachi!
- Ehi Matt, da quando in qua hai qualcosa contro quelli che bevono la sera?
- No, niente Jim, solo che... al diavolo! Cominciamo subito!

Nello stesso istante, Lady Jaina radunava i membri dei Templari Neri nella sua torre per preparare la spedizione. Al cospetto della maga arrivò il Capitano Trixies in compagnia degli altri tre comandanti: i preti Isides e Ilaria e il cavaliere della morte Dyanoi.
- Un cavaliere della morte?
- Si Lady Jaina al vostro servizio!
- Ma come pensate che io possa collaborare con un cavaliere della morte dopo tutto quello che ho passato? Non è giusto! E per di più devo guidare voi in una pericolosissima ricerca nel cuore dei territori dell'orda! Perchè è capitato a me? Perchè?
Lady Jaina presa dalla disperazione del ricordo di Arthas scoppiò in lacrime. I quattro comandanti dei Templari si guardarono negli occhi sorpresi dalla reazione della maga. Trixies, Ilaria e Isides, in quanto donne, si avvicinarono a lei cercando di rincuorarla. Nel farlo lanciarono un occhiata fulminea al cavaliere Dyanoi invitandolo ad allontanarsi:
- Ehi, ma che ho fatto? Volevo solo essere gentile con lei!
- Capitano Dyanoi, ne parliamo dopo. Aspettaci al porto per la partenza, saremo li tra poco. Su Lady Jaina, il Capitano Dyanoi non è quel che pensate. Fatevi coraggio, vi abituerete a lui e...
- E? - rispose Jaina.
- E vedrete che comincerete ad apprezzarli come i nobili guerreri che sono a discapito del nome che portano.
In quell'istante, dal corridoio di uscita della torre, la voce di un cavaliere della morte nano giunse forte e chiara:
- Ma che cavolo vuole quella femminuccia? Dobbiamo portarcela dietro senza che ci affondi la nave a forza di piangere? Ah, maledette donne!

NOTA: i nomi utilizzati fanno riferimento a personaggi virtuali presente sul server di Runetotem. Con l'esplicito consenso del gran maestro della narrazione Sceìren del fuoco.

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Re: Il colore viola di FitzJohn Whazzap
« Risposta #12 il: Gennaio 27, 2012, 04:55:39 pm »
Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 3 Season 2)
La spedizione era pronta al completo nel porto di Stormwind. Lady Jaina stava aspettando gli ultimi preparativi della nave per la partenza, quando da lontano qualcuno la stava chiamando.
- Lady Jaina! Aspetti! Non parta! - Era Jim - Volevo prima salutarla e augurarle buona fortuna per la missione.
- La ringrazio signor Raynor...
- Jim, mi chiami Jim la prego.. - Jim era emozionatissimo e non si sarebbe mai perdonato d'averla lasciata andare senza prima salutarla.
- Jim... E' stato molto gentile. Le serve altro?
Jim era sconsolato. Si era molto affezionato a lei, ma sembrava davvero esserlo sognato. Non si aspettava una reazione così fredda  inaspettata da parte della maga.
- No Lady Jaina - Jim estrasse il suo sigaro - oh maledizione non ho nemmeno da accendere.
Uno dei capitani dei templari Neri, Ilaria, si rivolse a Jim.
- Signor Raynor, le serve aiuto? Sceìren, vieni qui un secondo!
- Signorsì capitano Ilaria!
- Aiuta il signor Raynor.
Con una faccia delusa e arrabbiata Sceìren si avvicinò con il palmo della mano aperto sotto al sigaro di Jim Raynor. Fece scaturire una piccola fiamma rossa che lo accese. Jim soddisfatto lo ringraziò:
- Ehi amico! Me lo devi insegnare questo trucchetto un giorno!
- La prego Signor Raynor, sono un mago del fuoco veterano, non un accendisigari!
Il gruppetto dei Templari Neri era abbastanza gremito e a vederlo sembrava proprio un esercito di combattenti capaci di affrontare qualsiasi difficoltà. Nonostante l'apparenza, Jaina era molto preoccupata e temeva potesse essere una missione assai pericolosa. La nave li avrebbe trasportati al porto della sua amata Thereamore, dove visse lontana da tutti per diversi anni prima di tornare a Stormwind dopo la sconfitta del Lich King. Non vedeva l'ora di salutare qualche vecchio amico, ma sapeva che il tempo a disposizione non era moltissimo e avrebbe dovuto rinunciare a vederli. La missione prevedeva di raggiungere Durotar senza farsi scoprire dai soldati comandati da Garrosh, il Warchief dell'Orda. A quel punto con un'azione diversiva dei Templari, Jaina avrebbe recuperato Fitz in qualche modo. I Templari non sapevano ancora nulla del piano.
La nave stava salpando e Jaina guardava in direzione di Jim con gli occhi un po' tristi. Un tremendo passato li aveva uniti in un destino che non riusciva ancora bene a decifrare nonostante le sue arti magiche potessero viaggiare nel tempo e nello spazio.

Nel frattempo Jim Raynor tornò da Matt nel pieno delle sue esercitazioni.
- Ehi tu, con quel fucile, devi premere il grilletto, non sfasciarlo in testa al tuo compagno!! Fermi!! Per tutte le galassie!! Non fate correre i Goliath a quella velocità folle!! I bottoni alla destra non sono fuochi d'artificio ma missili terra aria!!!
Un boato enorme fece fermare tutti. Appena poco dietro alle spalle di Matt, un nano a bordo di un Thor di 50 metri si era appena schiantato sul terreno. Jim arrivò applaudendo.
- Ehi Matt, te la cavi bene con questi ragazzi.
- Non scherare, non possiamo portarli in guerra in queste condizioni. Ho messo l'unità Ghost a 4 assassini e sono diverse ore che nessuno li vede. Avrei dovuto spiegare loro come disabilitarlo ma non ne ho avuto il tempo. Per non parlare dei cacciatori. Loro hanno imparato a usare il sistema di invisibilità Ghost, ma hanno il tremendo vizio di portarsi appresso quelle bestiacce e quindi rende tutto inutile. Jim sei sicuro sia tutto necessario?
- Purtroppo lo è Matt, loro conoscono questa terra meglio di chiunque altro e con le sole nostre forze e delle poche truppe che abbiamo, non possiamo sperare di battere la matrice Zerg facilmente. Spero solo Jaina riesca a trovare Fitz in fretta. Con l'aiuto del piccoletto abbiamo forse ancora qualche speranza di vittoria.
- Stai parlando di Fitz? Il goblin viola? Quello sarebbe l'arma più potente che c'è qui? No Jim, andiamocene prima che sia troppo tardi...
- Ehi, non so cosa fosse o come riesce a farlo, ma se tu potessi avere un'arma che possa tramutarsi in qualsiasi momento in una nostra qualsiasi unità terrestre o aerea che sia non penseresti di essere invincibile?
- Mi stai dicendo che quel coso può trasformarsi a piacimento?
- E' quello che pensa Lady Jaina. E io le credo.
- Se lo dice lei...
- Che vorresti dire?
- Oh, niente. Dammi una mano con questi barbari o finiremo tutti arrosto.
- Lascia fare a me.
Raynor adorava le soluzioni veloci ed efficaci. Non c'era altro modo per spiegare a quei soldati come combattere se non mostrandogli come si doveva fare. Dopo qualche minuto, il portellone della base spaziale Terran, si aprì. Dalla rampa di accesso si sentorono i passi metallici sempre più forti e pesanti. Era la suite di combattimento di Jim, la più letale arma di fanteria mai costruita. Il pesante fucile MK-45B aveva una forza esplosiva capace di abbattere un gruppo di alberi in un solo colpo. La sua precisione era tale che avrebbe anche potuto colpire un uccello in volo da un chilometro di distanza.
- Miei cari amici, vorrei la vostra attenzione per un attimo. Se combattiamo come state facendo voi in stile scazzotata da bar, magari rusciremo anche a farci rispettare nella losca taverna del quartiere dei maghi, ma il vostro caro Deathwing sarà felice di cuocervi come la sua cena più prelibata e deliziosa. Se invece farete come faccio io, allora andremo a fargli passare questo boccone per traverso!
Jim prese il suo fucile in mano e cominciò a dare una dimostrazione di come sapesse usarlo. Partirono colpi a raffica con una precisione che riusciva a colpire qualsiasi cosa si muovesse intorno a lui: foglie, Hogger, e un goliath impazzito che correva verso Goldshire senza trovare il freno.
Tutte le truppe di Stormwin rimasero allibite e stupefatte. Mai avevano visto una forza simile in un solo uomo. All'ordine di Jim, tutti si ritrovarono in formazione e pronti per ricevere gli ordini.
- Ok Matt, per me sono pronti, falli salire e carica anche la birra.
Tutto sulla nave era pronto, mancava solo il decollo, quando da lontano le trombe e i tamburi annunciavano ancora una volta l'arrivo di Re Varian.
- Prode Jim Raynor! Non vorrà mica partire senza il Re? Altrimenti perchè mai avrei chiamato la spedizione Varianor?
Il Re si era presentato insieme alla sua banda che lo seguiva ovunque lui andasse i ogni istante. era vestito con la sua armatura migliore con degli spallacci enormi a forma di testa d'aquila. Il lungo mantello blu seguiva i suoi passi imperiali e l'armatura in placche di metallo e oro luccicava come un diamante. Con un lieve disappunto, Matt chiuse lo sportello e Hyperion potè decollare.
Dalla sala di comando, Jim diede uno sguardo verso il basso e vide la nave di Jaina che era salpata da qualche minuto.

Nel mentre sulla barca, Jaina si era ritirata in una stanza per riposare e per non pensare alle sue preoccupazioni. i Templari, invece, erano entusiasti e ognuno cercava di ambientarsi meglio che poteva. Il comandante Dyanoi, aveva radunato qualche guerriero al suo cospetto:
- Ok ragazzi, quando arriviamo, mi raccomando. Al mio tre, voi vi spostate qui, dove ho messo la croce rossa, mentre i cacciatori e i maghi si metteranno qui, dove c'è il cerchio blu. Avete capito bene? Questo serve a far in modo che voi andiate a fare provviste alla taverna, mentre cacciatori e maghi andranno dal fabbro a far riparare l'equipaggiamento da guerra. Evitiamo di fare le code tutti insieme.
L'umore delle truppe era ottimo e in un paio di giorni avrebbero visto le scure sponde di Kalimdor. Da li sarebbe iniziata la loro avventura ma che della quale, nemmeno il capitano Dyanoi, ancora non sapeva nulla.

Shockwave

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Re: Il colore viola di FitzJohn Whazzap
« Risposta #13 il: Gennaio 30, 2012, 10:53:19 am »
[...]colpire qualsiasi cosa si muovesse intorno a lui: foglie, Hogger, e un goliath impazzito che correva verso Goldshire senza trovare il freno.
  ;D  ;D

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Re: Il colore viola di FitzJohn Whazzap
« Risposta #14 il: Febbraio 24, 2012, 03:18:01 pm »
Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 4 Season 2)

- Ziiintonizzatore allineato Zìì.
- Molto bbene collegare subito Zìì.
- Ah Ah Ah, quando potremo sperimentarlo?
- Anche zzubito mio Warchief.
Fitz era loro prigioniero da qualche giorno nelle prigioni di Ogrimmar seguito da un gruppetto di goblin e i loro misteriosi strumenti di controllo per l'X7-400. Insieme a loro l'imponente presenza del Warchief Garrosh Hellscream e il suo vecchio amico Thurg Skullsplitter a osservare gli esperimenti. I goblin erano riusciti a portare Fitz, che per loro era l'X7-400, sotto il controllo della macchina che molto tempo addietro lo aveva creato.
- Riusciamo a portarlo fuori per una prova?
- Come lei comanda mio ... Warchief - Rispose Thurg.
Tutta la strumentazione venne trasportata con dei carri all'esterno della fortezza e Fitz era su una di queste all'interno di una gabbia in stato di sonno apparente. Giunti fuori, collegarono gli strumenti e dopo aver premuto un pulsante, Fitz si risvegliò di colpo.
- Come posso comandare l'X7?
- Lei zignore basta comanda con voce e zzintonizzatore comanda l'X7.
Un sorriso maligno comparve tra le fauci del comandante degli orchi e subito cominciò a impartigli dei comandi.
- X7! Lava Lash!
Fitz diventò subito di colore blu scuro e il potere delle fiamme della lava di un vulcano cosparsero le sue mani. Al solo avvicinarle alle sbarre della gabbia, queste si fusero come burro permettendogli di uscire.
- Molto bene! Ora possiamo divertirci un po'.
- Che cosa vuoi fare Garrosh - Chiese Thurg.
- Chiamami Warchief se non ti spiace. Comunque voglio vedere cosa sa fare questo goblin. C'è quella piccola fortezza umana sulla costa. L'ho sempre tenuta in vita per addestrare le reclute, ma ora mi son stufato di averla qui a Durotar. Che i piccoli orchi vadano ad ammazzare qualche cinghiale piuttosto!
- Non vorrai spazzarla via? Sei un folle Garrosh, scatenerai una guerra!
- Ah! Stupido Thurg, cosa pensa che sia il mio obiettivo? X7! Mark!
Fitz cambiò colore e divenne verde, cercando di prendere la mira a molte miglia di distanza sul forte umano, come se una gigantesca freccia rossa pendesse dall'alto sull'obiettivo.
- X7! Soul Fire! Pyroblast!
In successione Fitz assunse i colori viola scuro e azzurro, sparando dalle sue mani incendiate delle gigantesche palle di fuoco che andarono a scontrarsi contro le mura della fortezza. Le mura perimetrali vennero colpite con una precisione millimetrica, ma la fortezza resistette.
- Ehi, la fortezza è ancora in piedi!
- Zì mio zignore, ma vede, l'X7 può anche effettuare potentizzimi combinando più clazzi combattimento ja signore Warchief!
- E come posso comandarglielo?
- Provare questo mio Warchief!
Il goblin passò un foglio con una parola scritta che il goblin voleva evitare di pronunciare a voce alta per non far partire il colpo dalle mani di Fitz. Garrosh prese in mano il foglio e il suo sorriso cominciò a diventare più accentuato di prima.
- Molto bene. X7! DIABOLIC EXTERMINATION!
Fitz inizialmente rimase fermo fissando il punto lontano della fortezza. improvvisamente cambiò in tutti i colori che fossero possibili tornando alla fine al suo colore viola originario. Poco alla volta delle macchie nere cominciarono a comparire sulla sua pelle, fino a ricoprire interamente il suo corpo di quel colore. Fitz alzò le mani al cielo, una gigantesca nube tempestosa apparì sulla fortezza. Non appena le abbassò e le rivolse verso il bersaglio, una tremenda tempesta cominciò ad abbattersi e dalle sue mani comparirono in sequenza decine di gigantesche palle di fuoco e ghiaccio mescolate a forze demoniache che si unirono in un unico colpo che a velocità tremenda si diresse verso gli umani.
L'impatto fu così violento che della fortezza non rimasero che poche pietre ammassate. Dopo qualche secondo l'onda d'impatto arrivo anche tra i capelli della coda di Garrosh. Quella brezza accentuò il suo sorriso, mentre Thurg al suo fianco era terrorizzato.
- Per gli dei Garrosh cosa hai fatto, devo subito contattare Thrall prima che sia troppo tardi. Sei un folle, non puoi fare questo!
- WARCHIEF! IO SONO IL WARCHIEF! - Disse Garrosh voltandosi verso di lui. I due furono faccia a faccia a pochi centimetri di distanza - E se non farai quello che dico, farai compagnia al X7 in cella!.


Nel frattempo da Stormwind, la flotta volante di Jim stava lasciando il regno per avvicinarsi al luogo della segnalazione psionica registrata qualche sera prima. Jim decide di coinvolgere Re Varian nella decisione delle coordinate.
- Re Varian, può venire qui al tavolo tattico?
Il tavolo tattico di Jim e Matt era una piattaforma luminosa con un gigantesco schermo sopra.  I monti e le valli del regno uscivano da esso come se fossero reali e una piccola immagine arancione raffigurante l'astronave indicava la loro attuale posizione fluttuando sopra di esso.
- Mio prezioso alleato come posso aiutarti.
- Le coordinate che abbiamo raccolto ci indicano una posizione su questa isola a Nord, di che posto si tratta precisamente.
- Ah! le Northrend, le fredde e desolate terre del Nord di Azeroth. il punto che hai indicato appartiene sicuramente alla zona di Dragonblight.
- No, scusami Varian, come ha detto che si chiama la zona?
- Dragonblight, non potrei esserne più sicuro!
- Ok, ci siamo, ma quello che noi chiamiamo grosso Zerg, voi come avete detto di chiamarlo?
- Deathwing, il distruttore!
- Sì ok, ma lo avete chiamato anche in un altro modo se non sbaglio.
- Che io sappia, mio caro Jim, lui era l'antico Aspetto della creazione terrestre.
- Sta bene, ma c'è una parola precisa con il quale identificavate la sua razza se non sbaglio...
- Drago! Certo, lui è il più grande dei draghi esistenti!
- Drago, capisco. Ma com'è che non vi è mai venuto in mente che si nascondesse in una regione che si chiama, appunto, Dragonblight?
- Mi cogli impreparato Jim, non ci avevo mai pensato. Credevo fosse un nome dato per spaventare le persone che ci vanno.

Il viaggio continua tranquillamente e il morale dei soldati, ormai mescolati tra le truppe di Varian e i soldati ribelli di Jim, era altissimo. I soldati di Jim si divertivano molto ad insegnare ai nuovi alleati come utilizzare le loro armi super tecnologiche. Dall'altra parte, gli azerothiani, amavano mostrare quante cose si possono fare con un barile di whiskey e qualche bicchiere in più.
All'orizzonte però stava per giungere la prima minaccia. uno stormo di draghi neri, si stava avvicinando alla flotta di Jim.
- Hey Jim, saranno circa 500 unità zerg volanti profondamente evolute. Credo si tratti proprio di draghi e stanno venendo nella nostra direzione.
- Maledizione Matt, non abbiamo molte navicelle con cui combattere e i soldati di Re Varian non sono addestrati al volo con le Valchirie. Dobbiamo cercare di rispondere con il nostro fuoco di copertura, chiama subito l'allarme e manda gli uomini in torretta!
Una sirena risuonò per tutta l'astronave.
- A tutto l'equipaggio, predisporsi alle postazioni di difesa perimetrale antiaerea. Nemico in avvicinamento. Squadra Blu e Squadra Bianca dei Vichinghi in uscita dal ponte centrale. Ripeto, nemico in avvicinamento, tutti ai posti di combattimento!
Mentre i soldati nani di Varian rimasero con il boccale in mano, tutti gli uomini di Jim sparirono per posizionarsi alle loro postazioni di attacco. Il gigantesco portello centrale sotto la nave si aprì lasciando uscire decine di caccia Vichingo pronti a tenere lontani i draghi neri di Deathwing.

Nello stesso istante, Jaina e la sua scorta sbarcavano sull'isola di Thereamore. Durante lo sbarco, il comandante Ilaria procedette al controllo delle sue truppe.
- Vediamo, comandante Dyanoi, può raggiungermi un secondo?
- Certo, dica pure!
- Ha mica visto che fine hanno fatto i nostri tre maghi?
- Forse si sono già teleportati in città, vado a controllare.

La battaglia tra le navi di Jim e i draghi era scoppiata. Alcune navicelle erano state sbattute nel mare dai colpi di coda dei velocissimi draghi. Il fuoco di copertura della nave madre, l'Hypherion, permetteva a Matt e Jim di salvare la nave dall'attacco, ma stavano subendo già troppe perdite e se fossero arrivati tutti vicini, non ci sarebbero state molte speranze di vittoria. Matt all'improvviso individua una cosa sul radar.
- Ehi Jim, guarda qui!
- Ehi, ma queste sono altre tre unità in avvicinamento, ma sono diverse e molto più lente, mettile sullo schermo.
Lo schermo tattico visualizzò tre ombre volanti nel cielo. Le tre figure in avvicinamento non erano ben distinguibili nemmeno da Re Varian, quando ad un certo punto si intravide un dettaglio. Erano tre persone, sedute su tre grifoni da trasporto. Uno di loro portava una bandiera sulle spalle e raffigurava...
- ... 2 serpenti incrociati... non c'è dubbio, sono loro. Sono i Templari Neri Jim! Forse siamo salvi! - Disse Re Varian.

- Maestro Sceiren, è sicuro che questa sia la direzione esatta?
- Non preoccuparti Seilune, ormai riesco a orientarmi ovunque su Azeroth. Se Lagaranth non ci faceva saltare dentro quel portale difettoso eravamo già a Thereamore con gli altri.
- Io non ho sbagliato nulla - disse il mago Lagaranth - era la prima volta che provavo questo portale e qualcuno mi ha dato le coordinate sbagliate - rivolgendosi a Seilune.
- Sei proprio una persona per bene, prendertela con una piccola gnoma indifesa!
- Fate silenzio voi due, ora troveremo qualche cosa per orientarci. Guardate li in fondo. Sembra ci sia qualche altro viaggiatore volante, potremo provare a vedere se sa aiutarci.
I tre maghi avevano sperimentato un nuovo tipo di portale per evitare il lungo traitto marino. Sceiren diede loro permesso di provarlo, ma si ritrovarono malauguratamente in una isola sperduta al centro del grande mare di Azeroth. Sceiren non lo ammise ai suoi sottoposti, ma aveva la netta sensazione di essersi perso. Si avvicinarono all'area della battaglia.
- Maestro Sceiren, sembra pericoloso avvicinarsi, sembra si stia combattendo una battaglia li sopra.
Re Varian, dopo averli individuati, fece in modo che Jim lanciasse loro un segnale per farli avvicinare.
- Guardate ragazzi, c'è una luce che lampeggia nella nostra direzione. Probabilmente ci hanno visti, avviciniamoci.
Aggirando la grossa astronave, i tre riuscirono ad avvicinarsi all'Hypherion, quanto basta per riuscire ad atterrare nel canale di atterraggio delle navette Vichinghe. Ad attenderli sulla rampa c'era proprio Re Varian.
- Salute valorosi Templari Neri.
- Salute a lei vostra maestà - disse Sceiren inchinandosi.
- Sono sorpreso siate corsi in nostro aiuto.
- Infatti vostra meastà, volevo proprio chiederle un grosso favore.
- Farò per voi qualunque cosa. Chiedete pure.
- Ci indicherebbe su una mappa l'esatta posizione di Thereamore?
- Oh ecco, si trova esattamente in questo punto! - disse loro estraendo una mappa dalla sua tasca e mostrando il preciso punto dell'isola.
- Molto bene, Lagaranth, hai visto anche tu? Procedi.
In quel preciso istante, Lagaranth cominciò ad evocare il portale che poco alla volta mostrava le mura dell'isola umana di Thereamore. Re Varian, sbigottito chiese loro:
- Ma allora combatterete per noi valoroso Sceiren?
- E' proprio per questo che sono qui, forza ragazzi, tutti nel portale, andiamo a combattere con Jaina e gli altri!
I tre maghi svanirono nel nulla e Re Varian rimase solo a guardare la battaglia nel vuoto della rampa di lancio. Ora non sapeva se avrebbero vinto contro i draghi di Deathwing, ma non sapeva cosa sarebbe potuto succedere a Jaina affidata ai Templari Neri.