Autore Topic: Le fiamme del passato (I) - 1: preludio  (Letto 1337 volte)

Sceiren

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Le fiamme del passato (I) - 1: preludio
« il: Settembre 11, 2009, 06:41:08 pm »
Intro

Ci sto lavorando da quelche tempo.  Di fatto vuole essere un omaggio a tutti gli amici con i quali ho condiviso le serate passate, le presenti e, in alcuni casi, quelle che verranno.
Il racconto non descrive questa volte eventi effettivamente svolti, ma è un lavoro di fantasia, nell'ambientazione di WoW, attingendo a personaggi della Gilda.  Unica differenza in termini di "classe" è proprio per il povero sceiren ^^ nel racconto elfo (come in AD&D), non potevo non renderlo come è nato eheh

Mi scuso da subito se non tutti gli storici TdO ora TN sono descritti nella storia, ma il raid è solo di 40 persone ^^ quindi in un modo o nell'altro ho dovuto fare delle scelte.
In ogni caso confido di proseguire su questa strada e aggiungere personaggi, siano essi nuovi arrivi, che vecchie glorie in altri racconti successivi.
Vi auguro buona lettura ^^

                                                                                           * * *
Cronache dei Templari Neri

ATTO I

Le fiamme del passato


1
Preludio


Il bambino osservava la farfalla da qualche secondo.  I colori variopinti delle ali, il suo fluttuare nell'aria, quasi sospesa tra invisibili correnti d'aria, le sue zampe sottili che si posavano sulla rosa che sua nonna amava coltivare. 
Illentar amava la natura. Suo nonno diceva che era normale che ne venisse attratto e spesso parlava con lui ore ed ore di paesaggi da sogno che il bambino si disegnava nella mente e sentiva i profumi e vedeva i colori, con gli occhi del cuore e l'immaginazione che solo in tenera età si possiede.
Il piccolo Illentar seguì la farfalla color del cielo perdersi in esso, poi scese con un saltello dal parapetto e rientrò in casa.  Il profumo di biscotti di nonna Antera lo travolgeva e lo attirava come il miele attira gli orsi golosi o l'erba fresca la sua capretta, Betty.
- Nonna Antera! Sono pronti i dolcetti? -
Illentar fece capolino, appoggiandosi con la spalla al muro e sbirciando da oltre l'ingresso nella piccola cucina della nonna. La sua mano sinistra, senza che se ne rendesse conto, come sempre quando l'impazienza lo vinceva, andò a giocherellare con l'orecchio allungato tipico degli elfi.  La cucina era avvolta in un fumo grigio e il piccolo mezz'elfo a malapena riusciva a vedere la sagoma della nonna in quel marasma di forme in continuo mutamento.  Un'espressione di preoccupazione si dipinse sul suo volto, poi, come il vento spazza le nubi proprio prima di un temporale, così il sorriso cancellò il turbamento appena accennato del piccolo Illentar quando la nube si diradò quel poco che bastò al ragazzo per vedere sua nonna a mezzo metro dal forno che, puntandolo con l'indice, lo apriva, sollevava la teglia e la indirizzava verso il tavolo senza toccarla, ma semplicemente indicandola.
- Nonna! -
- Il mio ragazzo! - esclamò Antera allargando le braccia per circondare il mondo intero che per lei era quel piccolo mezz'elfo paffutello che ora correva ridendo verso di lei per raccogliere il suo affetto. E mentre Illentar scompariva nell'abbraccio della vecchia maga il vassoio dolcemente si adagiava sul tavolo di marmo al centro della stanza dopo aver fluttuato per qualche istante sospeso a mezz'aria.

Il profumo dei biscotti intanto era salito al piano di sopra fino al piccolo balcone semicircolare che affacciava sul boschetto di querce che da Goldshire portava fino alla grande capitale di Stormwind.  Sceiren osservava il boschetto che tanto amava con un sorriso disegnato sul viso e, tra un albero e l'altro, la sua vista acuta intravedeva in lontananza uno scorcio della maestosa capitale degli Umani.
- Nonno! - chiamò il piccolo Illentar dal piano di sotto - Nonno i dolcetti sono pronti! Vieni! -
Sceiren lanciò un'ultima occhiata alla capitale, poi prese per rientrare in casa quando un'idea gli venne in mente.  Sapeva che Illentar adorava quel trucchetto così, dopo averlo chiamato, mosse le mani, prese una piuma dalla piccola sacca di daino che teneva sempre ben ancorata alla cintura e la lasciò cadere a terra. La piuma, appena sfiorò le tavole di legno del suo balcone si sbriciolò e si dissolse nella brezza che spirava dolce dal bosco. Illentar intanto, come leggendo nella mente del nonno, aveva salito le scale più velocemente che aveva potuto e proprio quando il nonno aveva completato il rituale, lo raggiunse sul balcone.
- Vieni piccolo! - Illentar abbracciò stretto stretto il braccio destro, poi il nonno afferrò con l'altra mano la ringhiera e con un piccolo balzo, facendo forza sulla sinistra, si staccarono dal suolo e come una foglia, come non avessero alcun peso, si sollevarono da terra, superarono la ringhiera e fluttuando raggiusero il giardino, ben attenti a non atterrare sul piccolo orticello, territorio incontrastato della moglie dell'elfo.  Illentar rideva felice mentre la nonna uscì con la mani sui fianchi ed un'epressione corrucciata sul viso rugoso.
- Sceiren! Quante volte te lo devo dire che... -
- ...la magia non è un gioco. Sì lo so, lo so, anzi... lo sappiamo, vero? -
Illentar annuì vistosamente e ripetè la frase della nonna per poi correre dentro la casetta dai sui amati biscotti.
Antera lo seguì con gli occhi ancora vitali per poi avvicinarsi a Sceiren che l'abbracciò dolcemente.
- Mi mancherà molto, sai... -
Il sorriso dell'elfo scemò rapidamente e la tristezza e il dolore gli annebbiarono la vista.
- Sei veramente sicura di volerlo fare? Voglio dire, non possiamo semplicemente... -
- Semplicemente cosa? Comportarci "come una coppia normale"? Aspettare che il tempo passi e che io con esso? E poi tu che farai? Lui che farà? Non lo accetterà mai, Sceiren, e tu non puoi farci niente. E' la tua natura, è la mia natura... e la sua natura che ce lo impone. Quello che posso fare è provare a parlare con Lui, finchè mi reggo in piedi, nient'altro.-
- Antera, la natura... -
- Non iniziare neanche! - quasi gridò la vecchia maga staccandosi dal marito e piantando i piedi per terra.  Poi, un pensiero improvviso la colse e si morse il labbro: Illentar poteva sentire.  Sceiren amava quando faceva così: si mordeva sempre il labbro quando si sentiva a disagio.
- Non è il momento di parlarne ora.- tagliò corto la donna entrando in casa.
- Tanto, sussurrò più a se stesso l'elfo, non c'è molto da dire: ormai hai già deciso. - e sforzandosi di sorridere più naturalmente possibile seguì sua moglie. 
La magia può cose prodigiose, ma quel sorriso sforzato neppure il più potente degli arcimaghi avrebbe potuto mutarlo in qualcosa di più credibile.


« Ultima modifica: Maggio 22, 2012, 06:26:49 pm da sceiren »

"Spesso gli incantesimi più semplici nascondono le sorprese più grandi" - Sceiren