Il freddo del Nord e le sue lande desolate ricoprono i millenari resti di antiche battaglie. Le carcasse scheletriche dei mastodonti che solcavano il cielo fanno da tetra cornice a quello che era il posto più inaccessibile e misterioso in tutta Azeroth. una gigantesca cava, nascosta agli occhi dei comuni mortali, si apriva sul fianco di una gigantesca montagna. Al suo interno giaceva sin dalla creazione del mondo, diverse grandissime caverne. Cinque gigantesche caverne che ospitavano i loro mastodontici ospiti, si congiungevano ad una sala ancor più grande. La maestosità del luogo e il potere in esso contenuto non era paragonabile a quello dei loro inqulini. Il pavimento roccioso era cosparso di misteriose rune di un linguaggio sconosciuto e che muovevano in circolo come se fosse un libro in movimento. Diversi fasci di luce di colore differente provenivano dalle caverne limitrofe per congiungersi al centro della stanza dove di li a poco sarebbe avvenuto un incontro da molto atteso.
I drahi erano pronti e i gli Aspetti si stavano radunando perchè il momento era ormai troppo delicato e le sorti di Azeroth e dei draghi stessi dipendeva da questo grandissimo evento. Gli Aspetti erano ormai tutti giunti dalle loro rispettive caverne e la regina dei draghi rossi, Colei che dona la Vita, Alexstrasza fu la prima a parlare.
– Salve a tutti amici miei e benvenuti a questo nostro importante incontro. Più di 2000 anni sono passati dall’ultima volta che abbiamo utilizzato quella sala. Oggi dovremmo decidere del nostro futuro miei cari e di quello che accadrà in Azeroth per i prossimi anni alla luce degli eventi che sono accaduti. A proposito di futuro, qualcuno ha visto Nozdormu il Senza Tempo? Ysera? Mi senti? Forza!! Sveglia!!
Ysera, l’Aspetto del sogno di smeraldo si destò da suo lungo sonno sbattendo ripetutamente la propria testa sulla parete di roccia nel tentativo di voltarsi verso Alexstrasza. Ysera era poco più piccola di Alexstrasza, am agli occhi di un comune mortale sarebbe stata ugualmente maestosa. Padrona del mondo dei sogni, viveva sempre tra i due mondi tenendo sempre gli occhi chiusi. La cosa sembrava creargli qualche problema di orientamento nel mondo reale.
– Perdonami Alexstrasza, stavo contemplando alcune cose nel mio regno.
– Al solito! Io mi chiedo ancora che diavolo ci stai a fare tu tra noi draghi. che utilità mai avrete voi della flotta dei draghi verdi. Hai avuto notizie di Nozdormu il Senza Tempo?
– Nessuna, ma credo stia arrivando, si sta materializzando proprio in questo momento.
Da una fessura apertasi nel vuoto, cominciò ad apparire nella sua semi trasparenza il gigantesco Aspetto del Tempo: Nozdormu. Colui che governa il trascorrere del tempo e gli eventi che accadono in esso.
– Eccomi a voi fedeli amici e scusate del ritardo. Vivo costantemente tra futuro e passato e non riesco mai a capire bene in quale esatto secondo della storia debba materializzarmi per poter parlare con i vostri Aspetti del presente. Mi sono appena congedato dalla riunione degli aspetti di 2000 anni or sono. Mi ci son voluti diversi minuti per capire che erano argomenti già sentiti.
– E ti sei congedato da loro?
– Si Alexstrasza, ho detto loro “ah scusate, questa l’ho già sentita” e sono andato avanti nel tempo sino a quando non ho visto ripopolarsi questa sala. Ora scusatemi qualche minuto, devo sistemare la mia clessidra spazio temporale per ricordarmi in che era mi trovo: rischierei di vagare nei secoli come alla guerra degli antichi.
– Sei sempre il solito ritardatario distratto. Di Malygos hai notizie inerenti al presente?
– Si, Signora della Vita, è stato avvistato più volte presso l’Eye of Eternity in preda alla sua solita pazzia. Un’ottima copertura come tutti noi sappiamo e dovrebbe essere qui a momenti. Ultimamente viene spesso aggredito da eserciti di avvenurieri e passa la maggior parte del tempo a curarsi le ferite del dopo battaglia. In verità vi confesso che credo stia meditando di lasciare il suo posto al più giovane Kalecgos. Essendo all’oscuro su cosa sta accadendo all’Eye of Eternity, vorrebbe mettere lui al suo posto. Eccolo che arriva.
Dalla profonda e misteriosa caverna dal quale giungeva il fascio di luce di colore blu, un sinistro cigolio stava arrivando alle orecchie dei presenti. Alexstrasza inclinò un po’ la testa cercando di scorgere la fonte di quello strano suono. Ysera fu svegliata di soprassalto da quel rumore inatteso, in una maniera così violentà che andò nuovamente a sbattere con la sua testa sulla parete della cava. Nozdormu già sapeva cos’era quel suono e la sua espressione non era certo di quelle più allegre e spensierate, anche perchè era troppo concentrato nel risintonizzare la sua gigantesca clessidra.
– Piano Malygos, mio Signore, faccia attenzione, la prego.
Un drago dello stormo blu stava uscendo per primo dalla caverna dando alcune indicazioni all’Aspetto che governava la magia. Il mastodontico drago blu apparve poco dopo. Le sue condizioni erano davvero disastrose. La testa del drago era ricoperta di cicatrici e una gigantesca fasciatura bianca avvolgeva il suo occhio sinsistro. Le zampe anteriori erano ancora in buono stato anche se qualche ferita era ancora visibile e si faceva sentire. Tutto il corpo era una mappa di fasciature, cicatrici e ferite ancora vive dei numerosi combattimenti. Le maestose ali di un tempo non erano che un vago ricordo. I numerosi strappi le avevano lacerate quasi completamente ed erano oramai quasi inutilizzabili. La cosa peggiore però toccò agli arti posteriori. Avendo subito una terribile caduta, Malygos era costretto a poggiare le sue zampe su di un carretto di legno. Il gigantesco drago blu, riusciva a camminare trainandosi con la sola forza delle zampe anteriori e con una grande forza di volontà.
– Salute a voi miei cari amici. Come vedete non sono nelle migliori condizioni, ma vi darò tutto l’aiuto di cui avrete bisogno.
Alexstrasza rimase allibita nel vedere il potente Guardiano della Magia seduto su quel ridicolo carrettino di legno. Ysera si era riappisolata nel momento in cui Malygos pronunciò parola e Nozdormu trattenne una risata astento fingendo di interessarsi alla sua preziosa clessidra. Improvvisamente una risata arrivò dal fonto della caverna più buia e tetra. Quel tipo di risata così diabolica poteva appartenere ad un solo essere su tutta Azeroth. il silenzio avvolse la caverna e tutti gli sguardi dei presenti, Ysera esclusa, volsero verso l’ingresso della caverna nera. Il più maestoso e terrificante di tutti gli aspetti si stava mostrando di fronte a loro. Deathwing era improvvisamente apparso. Nonostante questo Alexstrasza non era affatto sorpresa.
– Oh Malygos, potente Guardiano della Magia ridotto a trascinarsi come un povero cane azzoppato!
– Nelthy, era ora ti facessi vedere. Siamo riuniti qui oggi proprio per colpa tua se non te ne fossi accorto.
– Alexstrasza, il mio nome ora è Deathwing.
– Oh Nelthy, ma che paura che mi fai con questo nome così terrificante.
Alexstrasza accentuò il falso stupore mettendo le proprie zampe anteriori davanti alla sua bocca, seguita da tutti gli altri aspetti che finsero un coro di stupore di fronte a tale forma di orgoglio da parte del drago nero.
– Non potete prendervi gioco di me in questo modo, io sono pur sempre…
– Ok Nelthy, ascolta, non mi interessa riascoltare tutta la tua storia e tutto quel discorso sulla creazione del mondo. I tuoi comportamenti scellerati in giro per tutta Azeroth stanno mettendo a repentaglio il successo del nostro piano. Hai attirato l’attenzione di quelle fastidiose creature che sono arrivate qui qualche giorno fa e che già ci stanno creando dei problemi in altre parti dell’universo. Se riuscissero a scoprirci il nostro tentativo di conquista potrebbe essere compromesso definitivamente!
– Alexy, ma devo pur terrorizzare qualcuno, altrimenti non mi chiamerei più Deathwing.
– Non osare chiamarmi in quella maniera mai più! Hai distrutto metà del pianeta per puro divertimento richiamando la loro attenzione su di noi e da dove tutto è partito. Se dovessimo manifestare il nostro potere un altra volta, potrebbero scoprire questo nostro nascondiglio millenario e buttare all’aria tutta la preparazione del piano finale.
– Perdonami Alexstrasza, non accadrà più.
Gli altri aspetti concordarono con quanto detto da Colei che dona la Vita. Malygos fece per accennare il suo consenso con la testa, ma i dolori che lo circondano lo fecero gridare di dolore. la fitta che lo attanagliavano erano così forti che involontariamente finì per gridare e una gigantesca fiammata blu partì involontariamente dalle sue fauci in direzione di Neltharion.
– Maledetto Malygos! Vuoi incendiarmi le ali?
– Ecco fatto – disse Alexstrasza – ora gli abbiamo appena mandato un invito…
Nel frattempo, a bordo della nave madre di Jim Raynor, lo strumento di rivelazione psionica ebbe un sussulto e puntò direttamente verso le terre del Nord.