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Racconti Brevi / [Star Citizen] Oltre la notte
« Ultimo post da Sceiren il Giugno 07, 2020, 12:42:01 am »
Scritto quasi due anni fa, poi pubblicato, perso col sito, recuperato in modo a dir poco roccambolesco, ecco rinato un racconto ispirato da una sessione di gioco del pilota RDE Ludwig :)
Buona lettura!


Oltre la notte

1
Il braccio iniziò a vibrarle, ma naturalmente sapeva bene chi fosse davvero a infastidirla. Era il momento di alzarsi, nonostante fosse ancora profondamente stanca.  Del resto, il lavoro era estremamente pesante e, comunque, assai più duro adesso rispetto al suo periodo su  Yela. Di certo la gravità meno forte della luna che, per oltre un anno, era stata la loro casa aiutava quando era necessario spostare una cassa o anche semplicemente andare da una struttura all’altra, ma per il resto…
Skye si mise seduta tirandosi le lenzuola fin sul collo: aveva molto freddo. Questo significava una sola cosa: avrebbe dovuto arrampicarsi sul tetto del blocco abitativo per aggiustare, ancora una volta, il sistema vitale. Le polveri scagliate nella blanda atmosfera di Cellin dai soffioni boraciferi che punteggiavano la superficie erano una maledizione per i filtri. Era la quarta volta che il sistema andava in blocco quel mese.
La ragazza inforcò le pantofole e, ignorando la sveglia che, dal mobiglas assicurato al suo polso destro, non aveva ancora smesso di vibrare, si avvicinò al finestrone della sua camera. Le colline del settore in cui suo padre aveva deciso di insediare l’avamposto erano spazzate da un vento più simile ad una bufera che, travolgendo il terreno, sollevava turbini di polveri che offuscavano la vista. Skye ebbe un brivido all’idea di dover riparare il sistema vitale sotto una bufera di quella portata, ma sapeva bene che certe incombenze non potevano essere rimandate.
Sbuffando, bloccò finalmente la sveglia, si spogliò e si fece una doccia sotto uno scroscio di acqua gelida. Normalmente detestava doversi lavare trattenendo tra i denti imprecazioni, tuttavia c’erano anche mattine in cui persino lavarsi sotto uno scroscio d’acqua a temperature proibitive era un’esperienza divertente e quella, fortunatamente, era una di quelle mattine. L’avaria al sistema vitale, infatti, spesso impattava marginalmente con i valori generali delle griglie di gravità dell’avamposto. In buona sostanza, il cervellone che controllava le condizioni generali della struttura interpretava l’avaria del sistema vitale a modo suo, riducendo talvolta persino del 5-10% la gravità artificiale, ritenendo, così, di bilanciare l’avaria. Questo dava il via a tutta una serie di divertenti contingenze che Skye adorava e, prima fra tutti, vi era la doccia: le gocce d’acqua scendevano come rallentatore, quasi fluttuando lungo la loro discesa verso il piatto. Le piaceva, ad esempio, saltellare e godersi l’acqua che per un attimo sembrava staccarsi dalla sua pelle per poi ricadere pigramente verso il basso, tornando a bagnarla.
Erano piccole cose, certo, piccole cose già viste, ma lei le adorava perché erano le sue piccole cose, le stesse cose che le permettevano giorno dopo giorno di continuare a sorridere, nonostante il lavoro che la sua famiglia avesse di fatto scelto per lei proprio non le piaceva.
Asciugata e indossata la tuta, mentre sorseggiava la sua colazione, la ragazza tornò al finestrone, ma invece di guardare davanti a sé, alzò gli occhi al cielo. L’universo era bellissimo. Se fosse stato per lei, invece che passare il tempo a riparare tubature o a coltivare ortaggi per i più fortunati che potevano permetterseli, avrebbe passato le sue giornate a esplorare la galassia, ad ammirarne i suoi lati più segreti e celati all’occhio umano, per poter vivere una vita di avventure che avesse un senso, che non fosse il semplice sopravvivere ad un’altra monotona giornata di lavoro. Ieri come oggi. Oggi come domani. Nessuna aspettativa se non quella di cambiare settore e, di tanto in tanto, luna.
Non aveva mai messo piede su Microtech, ad esempio, ne aveva letto molto e lo immaginava con la fantasia come un pianeta quasi fatato, con una vegetazione rigogliosa e non una brulla landa desolata come Cellin o Yela o, come, aveva letto, Delamar. Era nata su una luna di Crusader e sentiva che su una luna di Crusader sarebbe morta.
Skye scacciò quell’ultima riflessione: del resto il destino ti travolge solo se decidi di non controllarlo e lei, prima o poi, quel destino lo avrebbe piegato al suo volere. Lo sentiva, nel petto, nel profondo del suo cuore.
« Skye! Maledizione, dove sei? Si gela! Possibile che devo essere sempre io a dirti cosa fare? Non sei più una ragazzina! Andiamo! Muoviti! »
La voce roca di suo padre non ammetteva repliche che ulteriori indugi. La ragazza scacciò con rabbia le pantofole dai piedi, scagliandole contro il letto, quindi si mise gli stivali e lasciò la camera: era l’inizio di una nuova normale giornata all’avamposto di cultura idroponica Cellin-637.

2

Le scintille le inondavano il viso, rimbalzando sulla visiera e andando a perdersi con la polvere traportata dal vento. Fortunatamente la bufera li aveva superati in poco più di due ore e questo le aveva dato modo di iniziare le attività di manutenzione accumulando solo poco ritardo rispetto alla tabella di marcia prevista da suo padre. Naturalmente questo non la aveva esonerata dal partecipare ad attività previste per il pomeriggio né tanto meno l’aveva messa al sicuro dalle imprecazioni lanciate nel vuoto dal genitore. Come se poi fosse colpa sua se la bufera si fosse scatenata a inizio giornata…
Mise via il saldatore e si piegò fino a sfiorare la tubatura che stava riparando: l’operazione era riuscita e questo significava solo che ora toccava alla parte veramente seccante del lavoro: la pulizia dei filtri. Non sarebbe bastata una doccia, nonostante la tuta protettiva, per togliersi di dosso la sporcizia che avrebbe tirato via. Aveva sempre la sensazione che quella polvere grigiastra si intrufolasse oltre la tuta fino a raggiungere la sua pelle. Era una sensazione di sporcizia del tutto irrazionale, lo capiva, ma come tale non riusciva a non prenderla in considerazione.
« Skye, ho bisogno di te con la cupola idroponica 4: cliente in arrivo. »
La voce della madre la fece sobbalzare. La ragazza balzò sull’attenti, dritta sul tetto del blocco abitativo e, portatasi una mano sulla fronte, attivò la schermatura infrarossa della visiera e iniziò a spaziare girandosi su sé stessa: clienti significava visitatori e visitatori significava una nave con la quale arrivare!
Nulla all’orizzonte. Questo voleva dire che aveva ancora tempo.
Scese rapidamente al suolo e quasi correndo raggiunse la cupola indicatale da sua madre che, come previsto, la stava aspettando. Suo padre non era in zona, evidentemente occupato con le scartoffie per l’imminente vendita. Bene! Avrebbe lavorato meglio e più in fretta senza i suoi occhi addosso e i suoi continui richiami.
« Eccomi mamma! »
La donna stava armeggiando con una tastiera che faceva i capricci.
« Non riesco a ricordare la corretta sequenza per lo sblocco progressivo – disse portandosi le mani sui fianchi e sbuffando visibilmente contrariata – facciamo che… »
« …io penso allo sblocco e tu all’immagazzinamento? » la donna sorrise. Più Skye cresceva e più la loro intesa aumentava. Così, annuendo, si allontanò, puntando direttamente al blocco 3, quello adibito a magazzino.
Con una maestria degna di un pilota, immaginandosi di inserire le coordinate di un salto che l’avrebbe portata in un sistema lontano, la ragazza attivò la sequenza di crio-conservazione. Grazie a quell’ingegnosa procedura automatizzata, gli ortaggi presenti nella cupola sarebbero stati disseppelliti dal suolo attraverso variazioni mirate di gravità e congelati in cubi pronti per l’inscatolamento. A quello ci avrebbe pensato sua madre. Una volta completata la procedura, avrebbe piazzato le casse sul muletto e sua madre avrebbe provveduto alla consegna. Il tutto mentre suo padre avrebbe contrattato il prezzo di vendita.
E quello era il suo momento, la sua finestra di uscita! Mentre suo padre discuteva sul prezzo col compratore, sua madre riportava il muletto nel magazzino, lei sarebbe stata finalmente sola, sola con la nave del visitatore e così, mentre la madre si avvicinava alla sua posizione, Skye sorrise, immaginandosi quale nave da lì a poco avrebbe sognato di pilotare.

3

Le casse erano pronte, ben prima del tempo, ad essere precisi, era l’acquirente ad essere in ritardo. Poco male, almeno per lei: avrebbe avuto tutto il tempo per godersi la nave. Di tutt’altro sentore era suo padre che, se non fosse stato per le continue imprecazioni per tutto quel tempo perso, le avrebbe fatto quasi tenerezza, con il naso all’insù a fissare il cielo in attesa di quel cliente che non voleva farsi vedere.
Ben consapevole che il più delle volte quando suo padre era contrariato riusciva spesso a trasmettere il proprio malumore anche a lei, trovandole del lavoro che fino a poco prima non esisteva, decise di allontanarsi, dirigendosi al blocco abitativo. Se non l’avesse vista non l’avrebbe pensata… almeno per un po’, ma poco prima di rientrare un rombo improvviso, come un tuono la raggiunse. Proveniva da Est, in direzione della Grande Gola. Skye, emozionata, come ogni volta del resto, salì nuovamente sul tetto della struttura e attivò lo scanner visivo in direzione della gola. Spostò la sua attenzione dal suolo all’orizzonte al cielo ed infine eccola! Infiammata dall’attrito con l’atmosfera di Cellin, una nave si stava avvicinando.
« Prepariamoci! E vediamo di chiudere rapidamente. Abbiamo già gettato al vento fin troppo tempo… » grugnì il capofamiglia ai suoi familiari attraverso il microfono del suo casco.
Skye fissò quella palla incandescente scendere verso la gola, sparire dietro un’altura per poi risbucare alla sua destra e puntare nella loro direzione. Quindi scosse il capo, come frastornata: non era possibile! Doveva essere un’allucinazione oppure quello sarebbe stato il giorno più bello degli ultimi mesi! Tornò a fissare la nave che si avvicinava sempre di più, trasferì la scansione del suo scanner al mobiglas sul polso ed interrogò il database. Aveva visto bene: la nave che a breve avrebbe potuto ammirare non era la solita Aurora CL, no, quella che si stava avvicinando era una nave della MISC classe Freelancer!
Sua madre si riparò gli occhi dal riverbero del sole, quindi si avvicinò al marito e attivando la comunicazione privata in modo che Skye non ricevesse la discussione iniziò:
« Una ‘lancer, potrebbero acquistare tutto il raccolto, sarebbe davvero una boccata d’aria fresca per noi. Questo mese non è andata come pensavi.»
L’uomo annuì e volandosi verso la moglie rispose che non doveva preoccuparsi. Con o senza una vendita extra, avrebbero concluso il mese quantomeno in pareggio. In cuor suo, però, sapeva bene che sua moglie aveva ragione. Se davvero avessero venduto oltre al carico della cupola 4 anche il carico di una delle cupole 6 o 7, avrebbero risolto molti problemi. L’agricoltura non rendeva più come un tempo…
Infine, la nave raggiunse l’avamposto e le riflessioni lasciarono il campo al commerciante esperto che era. La freelancer superò l’insediamento, quindi, lentamente, virò verso la piattaforma di atterraggio e sollevando nuvole di polvere, raggiunse il suolo.
Skye si sentiva il cuore battere nel petto, come se quella nave fosse la sua, come se invece che clienti venuti per fare acquisti, quei due uomini che avevano raggiunto i suoi genitori fossero arrivati per consegnarle la sua nuova freelancer fiammante. Tutta per lei. Skye osservò il portellone della stiva rimasto aperto: un segno inequivocabile. I due nuovi arrivati dovevano essere dei novellini. Quel particolare sicuramente non doveva essere sfuggito neppure ai suoi genitori. Se tieni la stiva aperta significa due cose: che hai fretta e che, quindi, non hai tempo per contrattare troppo sul prezzo e, in questo, suo padre era un vero asso.
Significava in effetti anche dell’altro: il tempo per dare un’occhiata da vicino a quella nave straordinaria sarebbe stato molto meno del previsto. Skye stava per lasciare la sua postazione per avvicinarsi alla piattaforma, quando un altro particolare attirò la sua attenzione. I propulsori erano spenti, chiaramente, tuttavia i razzi di manovra erano ancora accesi. Inusuale: che senso aveva spendere crediti di carburante se la nave era già al suolo? Oltre ad essere novellini erano pure distratti.
Scuotendo il capo, scese dal tetto e, saltellando, iniziò ad avvicinarsi alla nave.

4

Una delle cose che aveva imparato da suo padre era l’essere un passo avanti agli eventi: coltivare ortaggi su una luna era estremamente complicato, nonostante quanto coloro che poi consumavano quegli ortaggi pensassero. Non bastava certo impostare nel computer i parametri di crescita, nutrizione, umidità e mille altre variabili per far crescere tutto come si desiderava… comunque non solo questo. Occorreva letteralmente prevedere la crescita di ogni singola piantina, per poter bilanciare giorno dopo giorno, talvolta ora dopo ora i parametri in macchina. Chiaramente suo padre non parlava molto con lei, più che insegnare, comandava a bacchetta, tuttavia quella lezione l’aveva appresa comunque e così, applicandola alla sua vita, difficilmente si trovava completamente spiazzata di fronte un evento imprevisto. Ad esempio, un giorno si era “per caso” imbattuta nelle credenziali di sua madre per l’accesso alle comunicazioni riservate. Era un canale che utilizzavano i suoi genitori quando dovevano discutere di qualcosa che era meglio che non sentisse se distanti. Skye rispettava sempre quel canale, pur potendovi accedere, perché si fidava dei suoi come di sé stessa ed anche perché ogni volta che lo utilizzava cresceva la probabilità di essere scoperta e a lei quel canale serviva principalmente per un motivo: li ascoltava negoziare.
Questo le dava un vantaggio tattico notevole: lasciando in background le noiose trattative che di volta in volta suo padre approntava con i clienti, aveva sotto controllo i clienti stessi e, quindi, sapeva esattamente quanto tempo aveva a disposizione per godersi le loro navi.
Così, anche quella volta, a una decina di metri dalla nuova arrivata, si fermò attivò il suo mobiglas e avviò la scansione dei canali di comunicazione. Come di consueto, accanto ai due canali in chiaro, comparve nella lista il canale “Riservato” con un lucchetto accanto alla caratteristica icona del wifi.
- Per prima cosa mettiamo muto il microfono. – pensò e disattivò l’audio in uscita. Quindi toccò l’ologramma generato dal suo mobiglas in corrispondenza del lucchetto e digitò la password.
«… sicuramente poco piacevole. Ci sono giornate in cui neppure coi filtri ottici si riesce a vedere qualcosa. Rimpiangiamo le bufere di qui in giornate come quelle.»
« E’ uno dei motivi per cui detesto Hurston, anche se non ci sono mai stato in effetti.»
«Forse meglio Hurston che ArcCorp però.»
« Parole sante! Come si può vivere in quell’inferno?!»
« Ah, la gente è strana, ma è proprio quella gente che mi piaga quindi… a proposito, che ne dite se iniziamo. Abbiamo parecchia strada da fare ed altri due avamposti da visitare. »
« Lo capisco, se volete seguirmi.»
Le voci dei suoi genitori si alternavano a quelle di uno dei due clienti. Evidentemente il comandante.
Skye raggiunse finalmente la nave. I razzi di manovra spingevano verso l’alto la polvere che via via si depositava sulla carlinga a causa dell’incessante brezza in sbuffi che le ricordarono alcune illustrazioni che sua madre le aveva mostrato: “giochi d’acqua di fontane su Microtech”, era il titolo della foto. Microtech. Un paradiso. Un giorno lo avrebbe raggiunto, magari proprio a bordo di una Freelancer.
Come prima cosa, appoggiò la mano sulla lamiera: adorava il contatto con il metallo delle navi. Era differente da ogni altra cosa. In effetti, amava osservare le saldature a freddo di ogni nave, persino della loro sgangherata e vecchia Aurora CL, seppure lì erano più presente le saldature di suo padre volte a riparare artigianalmente crepe e fessure sempre più numerose. Quella nave era loro da prima che lei nascesse… era un dinosauro, ma almeno per il momento, faceva bene il suo lavoro e, comunque, i suoi non avevano crediti sufficienti per cambiare nave, quindi doveva andare bene per forza.
Se però la superficie della sua Aurora era simile ad una ruvida pietra lunare, quella della Freelancer era di tutt’altra natura: levigata, perfetta!

… sicuramente il carico. Tuttavia, se posso consigliare, poteste valutare la possibilità di aggiungere anche alcune unità di carico di pomodori. Sono certo che su Hurston li vendereste molto bene in questo periodo dell’anno…

Skye passò dietro alla nave, ben attenta a con sbattere la testa contro l’ala di sinistra, e si concentrò sui propulsori: erano spenti. Una delle cose che adorava fare era calcolare da quanto tempo si erano spenti in base al residuo di calore al loro interno. Si accorgeva chiaramente subito se i suoi calcoli fossero corretti oppure no visto che sapeva esattamente da quanto tempo la nave era atterrata, così attivò il visore infrarosso del suo casco e ragionò sul residuo di calore che il visore registrava.

… di certo siete i primi di questa settimana, ma no, non ci possiamo lamentare. Gli affari vanno bene, chiaramente, ci auguriamo possano andare anche meglio tra poco!

Era il momento della parte più interessante: armamenti. La ragazza si avvicinò alla torretta laterale destra e con un’espressione di pura sorpresa rimase incantata di fronte quelle due bocche di fuoco: erano semplicemente enormi! Armeggiando con il suo mobiglas interrogò il database: cannoni balistici. Non ne aveva mai visti dal vivo. Sfiorò la bocca di fuoco affascinata quando una mano le si posò sulla spalla facendola sobbalzare.
Skye si voltò di colpo e si trovò faccia a faccia con il terzo componente dell’equipaggio. Non indossava una divisa leggera come gli altri due, ma un’armatura piuttosto pesante, scura, minacciosa. Oltre il cristallo del casco, due occhi penetranti e duri la fissavano.
La ragazza fece un passo indietro e attivò la comunicazione di prossimità attraverso i controlli oculari del casco. L’audio si sovrappose a quello del canale già aperto.
« Scusate, stavo solo guardando… »
« Ora lo hai fatto. » fu la risposta secca dell’uomo che, immobile, continuava a fissarla.
Skye continuò ad indietreggiare. L’uomo era armato. Forse un mercenario pagato per la sicurezza del carico e dell’equipaggio. Era meglio non farlo innervosire.
Annuendo la ragazza si voltò e senza correre, ma con passo sempre più rapido, prese distanza dalla nave, puntando nuovamente al blocco abitativo da cui era venuta. In quel momento si accorse del disturbo nell’audio riservato. Le parole erano confuse, a stento riusciva a coglierne una su tre. Poi un sibilo. Un tonfo. Un altro sibilo. Un altro tonfo.
Si pietrificò. Il sudore le imperlava la fronte e il silenzio sul canale era terribile.
Lentamente piegò il capo per inquadrare la nave alle sue spalle e vide che l’uomo che aveva visto poco prima aveva aperto il boccaporto posteriore che dava su quella che aveva tutta l’aria della stiva della freelancer.
La ragazza ricominciò a camminare quindi incrociò con lo sguardo gli altri due visitatori che uscivano dal blocco commerciale. Erano soli. I suoi non li accompagnavano.
Capì.
Iniziò a correre ansimando, fu allora che le arrivò come uno schiaffo la voce dell’uomo che aveva incontrato poco prima.
« Non puoi andare da nessuna parte, fermati e non ti faremo del male. »
Cercò di disattivare il canale, ma stava piangendo. Le lacrime rendevano impossibile utilizzare i controlli oculari.
« Dove vuoi andare. Fermati! – poi il mercenario aggiunse, evidentemente non a lei – Si sta dirigendo ai locali del personale. Bloccatela!. »
Correva sapendo di essere braccata, sapendo di essere sola, nel nulla. Non poteva sfuggir loro, non a piedi.
Raggiunse il blocco abitativo, si appoggiò con la schiena alle pareti e con una rapida occhiata individuò i due malfattori che si stavano avvicinando. Erano armati.
Col fiato corto e con un nodo in gola attivò il mobiglas e convulsamente attivò il menù dei mezzi. Inserì le credenziali di sua madre e dette conferma. Senza prendersi la briga di disattivare l’ologramma dal braccio, ricominciò a correre, questa volta verso la piccola depressione poco distante dall’avamposto. Suo padre era solito lasciare lì la sua nave quando aveva clienti per permettere ai suoi ospiti di atterrare sulla piattaforma invece che sul terreno brullo. Diceva sempre che la cortesia è mezza contrattazione.
La ragazza raggiunse l’inizio della discesa e saltò giù, mise un piede in fallo e iniziò a rotolare, mentre una pioggia di colpi di laser le passarono di poco sopra la testa.

5

Ruzzolò lungo il crinale in una nuvola di detriti e terriccio. Con le braccia si protesse il viso, temendo che un urto più violento degli altri potesse infrangere il cristallo del casco, provocandole una morte che non augurava a nessuno.
Dopo l’ennesimo capitombolo, con il mondo che le vorticava, Skye finalmente si fermò. Ansimava e le doleva ogni parte del corpo. Dapprima gattonando, poi, rimessasi in piedi, correndo piantando i piedi uno dopo l’altro sempre un attimo prima di cadere nuovamente al suolo, senza equilibrio, raggiunse finalmente la nave dei suoi genitori. Il boccaporto di ingresso laterale era sbloccato così non appena si avvicinò, la serratura scattò e, si aprì, mentre la scaletta scese allungandosi fino a terra. Quei quattro pioli rappresentavano una sfida non indifferente per lei, considerato che vedeva scala, nave e tutto il resto ruotare in un vortice infernale.
Un colpo di laser raggiunse il fianco della nave, inondando la ragazza di scintille. Urlò e quello spavento ebbe l’effetto di riportarla coi piedi per terra, non solo fisicamente. Afferrata la scala, si inerpicò scomposta fin dentro la nave e, colpendo con un calcio l’interruttore, si chiuse all’interno. Non era sufficiente e lo sapeva: doveva andarsene e in fretta se voleva sopravvivere.
I due inseguitori nel frattempo avevano iniziato a scendere a loro volta lungo la ripida discesa, ma a differenza di Skye, non inciamparono, non caddero, ma grazie all’esperienza che evidentemente avevano su quel tipo di terreno, raggiunsero la spianata senza problemi.
Skye si lanciò dentro la postazione del pilota e ripetendo biascicando la sequenza di accensione della nave iniziò ad attivare i vari switch dalla consolle.
« Blocco portelloni: fatto. Generatore: attivato. Propulsori, propulsori?! » non ricordava quali fossero. Del resto quello sarebbe stato il suo primo volo.
Uno dei due inseguitori, nel frattempo, si scagliò contro il boccaporto laterale destro. Era bloccato. Dette due pugni facendo sobbalzare la ragazza, quindi si allontanò ed il secondo prese a sparare contro l’interruttore. Scintille avvolte da piccoli archi elettrici esplosero dal tastierino, ma il boccaporto non si aprì.
« Forza i tubi! Taglia i condotti del sistema idraulico di apertura! Muoviti! » urlò il comandante al suo secondo. Quest’ultimo, messa via la pistola, afferrò un coltello dalla cintura e lo piantò con un grugnito nella guarnizione del portello.
« Propulsori, propulsori, propulsori! » ripeteva schiacciando di tutto, infine la nave ebbe un sussulto. I razzi di manovra sbuffarono e improvvisamente l’Aurora si inclinò di una decina di gradi, grattando su suolo e ruotando sul suo asse.
Il comandante degli assalitori, si chinò un attimo prima di essere centrato da uno degli alettoni, per poi rotolare di fianco evitando di essere schiacciato, ma il suo secondo, che era praticamente attaccato alla nave, venne centrato in pieno. Il coltello con cui stava armeggiando gli schizzò letteralmente tra le mani, mozzandogli alcune dita. Inoltre la nave lo colpì in pieno volto, frantumandogli casco e le ossa del viso e sbalzandolo all’indietro in una pozza di sangue.
Skye urlava terrorizzata, mentre la nave impazzita continuava a girare su se stessa, urtando il suolo, sobbalzando, impennandosi e tornando a terra. Con azioni del tutto irrazionali dettate dalla paura di essere raggiunta dai suoi aguzzini oltre ad essere sbalzata per tutta la cockpit dalla nave imbizzarrita, Skye invece che calmarsi e riprendere i comandi, rotolava letteralmente sulla consolle di comando, urtava contro le cloche, contro la pedaliera, talvolta si ritrovava addirittura contro il cristallo, per poi ricadere all’indietro.
Una raffica di colpi centrò il muso della nave e una serie di sinistri sibili vennero trasmesse all’abitacolo dal vetro messo a dura prova dall’ennesima sollecitazione.
Aveva bisogno di protezione, aveva bisogno di

scudi

andarsene da lì e di farlo in fretta.
Per un puro caso fortuito, l’ennesimo urto la scaraventò sulla poltrona del pilota come doveva essere: il capo appoggiato al poggiatesta e i piedi al loro posto. Skye espirò rumorosamente, quindi afferrò finalmente entrambe le cloche e riprese il controllo. La nave smise di muoversi senza senso e, finalmente stabile, puntò il comandante degli aggressori che, a sua volta, teneva la sua arma puntata contro l’abitacolo.
Questa volta non fu il panico a prendere il controllo della ragazza, ma fredda determinazione. Lo avrebbe schiacciato, avrebbe vendicato i suoi genitori, ma per farlo doveva vivere. Lasciata la cloche dei propulsori, schiacciò due pulsanti che quasi per istinto ricordò che andavano premuti e finalmente con un lampo azzurro la nave venne circondata dai suoi scudi. Gli ultimi colpi dell’arma dell’assassino vennero letteralmente assorbiti dall’aura pulsante che circondava la nave e che, una volta sollecitata, lampeggiò minacciosa.
La ragazza guardò da dietro il suo casco gli occhi gelidi del suo avversario, protetti a loro volta dal proprio, quindi sorrise.
Tirò la cloche di sinistra verso il basso, premette i pedali e la nave si sollevò; quindi, una volta lasciato il suolo, la indirizzò verso il cielo e gridando tutta la sua rabbia, ma soprattutto dando voce alla libertà che aveva finalmente spezzato le catene che la tenevano ancorata al suolo, consapevole che in quel preciso momento la vecchia Skye era morta assieme ai suoi genitori, tirò verso il basso la seconda cloche e l’Aurora CL del pilota Skye schizzò verso le stelle.

6

Era sola, sola con quel rombo che la attraversava da dentro lo stomaco, che le faceva vibrare le ossa, quella vibrazione del motore di quella nave che aveva sempre sognato pilotare e che, salvo qualche rara volta con sua madre, di fatto non aveva mai potuto che sognare.
Ora invece, dimenticando le circostanze per un po’, si sentiva libera, una persona nuova che, finalmente, poteva vivere la sua vita

sola

come aveva sempre voluto. Con la sua nave, le sue stelle, le avventure che da quel momento avrebbe affrontato col sorriso di colei che aveva raggiunto il suo obiettivo e che adesso avrebbe combattuto

sola

per non permettere che le fosse strappato via.
Aprì lentamente gli occhi che, dal decollo, non aveva avuto la forza di aprire e rivide il sorriso di sua madre quando poco più di sei mesi prima le aveva di attivare i sistemi di bordo. Suo padre era letto, costretto sotto le coperte da un’influenza che avrebbe steso un vanduul. Del resto solo così lo si poteva tenere lontano dal lavoro e lei, loro…
L’eroina, la guerriera, il pilota, l’avventuriera, tutte insieme disparvero, vennero spazzate via e la ragazza, la figlia, la fuggitiva tornarono di colpo. Al pensiero dei genitori che non avrebbe mai più rivisto, le si riempirono gli occhi di lacrime e la fredda e cruda realtà tornò a galla, dopo essere stata sommersa per qualche minuto da un misto di sogni e adrenalina che, però, di reale aveva ben poco.
Skye spinse il capo contro il poggia testa una, due, tre volte, con sempre maggiore forza, per cercare di scacciare le lacrime che invece continuavano a correre lungo le sue gote. Con il braccio istintivamente tentò di asciugarsele, ma il casco che non si era ancora tolto glielo impedì.
« Mi dispiace…  » sussurrò.
Chiuse gli occhi tra i singhiozzi, ma non poteva abbandonarsi alla tristezza: era lontana dal suolo non sapeva neppure lei quanto e se non avesse ripreso il controllo di se stessa immediatamente avrebbe perso quello della nave e, a quel punto, gli epiloghi potevano essere soltanto due: morire schiantandosi, morire fluttuando nello spazio profondo. Comunque morire, da sola, in modo orribile e lei non voleva morire!
Si passò la lingua sulle labbra ed assaporò le sue lacrime salate. Strinse i denti e con la mano tremante rallentò la salita, quindi piegò l’altra cloche. La nave virò di colpo a babordo. Non si aspettava una risposta del genere, non così repentina comunque.
Gridò più di sorpresa che di paura.
Poi vide Cellin, sotto di lei: bellissima. Enorme. Il sole di Stanton stava tramontando e lunghe ombre si allungavano all’orizzonte sempre di più e, presto, la luce sarebbe stata nella faccia della luna che non vedeva. Quelle ombre avrebbero coperto tutto e a quel punto non avrebbe avuto più modo di trovare il suolo senza schiantarsi.
Iniziò a ragionare sul da farsi, sul come tornare a terra o se fosse il caso di andarsene da Cellin, ma no, questo non era possibile: non sapeva impostare un salto a velocità quantistica, figuriamoci un salto vero e proprio. Rifletteva, sussurrava a se stessa per dar voce ai suoi pensieri, quando il computer di bordo iniziò ad emettere degli strani suoni ricorrenti, uniti al lampeggiare di una spia rossa.
Skye schiacciò il tasto che lampeggiava e il radar olografico al centro della plancia, si allargò mostrando un puntino rosso che, dal basso, si avvicinava al centro e Skye sapeva bene che il centro di quel radar rappresentava la sua nave.

la freelancer

Non aveva alcuna possibilità di vincere uno scontro a fuoco contro una nave qualunque, men che meno con una di quella stazza. Lo sapeva bene e presto le sarebbero stata addosso. Nel secondo monitor sulla destra, apparve la scritta “comunicazione in entrata”. Skye sapeva bene chi era a chiamarla e con un coraggio che non sapeva di avere, invece che ignorarli, autorizzò il segnale e il volto del comandante che le aveva dato la caccia comparve distorto nello schermo. Suo padre non aveva mai riparato quel monitor, del resto, come diceva sempre, bastava ascoltare bene più che vedere bene chi parlava dall’altra parte.
« Ragazzina, fermati, lasciati abbordare e ti riporteremo a terra incolume. Continua a scappare e ti abbatteremo. Sono stato chiaro? »  disse prima di sorridere. Se non avesse massacrato i suoi genitori e tentato di ucciderla una mezz’ora prima lo avrebbe quasi trovato rassicurante… quasi.
« Vai a farti fottere! » ruggì la ragazza.
Sempre con mano tremante, puntò la sua nave verso la zona d’ombra all’orizzonte, quindi inclinò di una trentina di gradi l’aurora e accelerò a tutta potenza. Se non fosse arrivata rapidamente a terra non avrebbe più avuto modo di farlo.
La vecchia nave della RSI tornò a traballare e nuovamente quelle vibrazioni l’attraversarono. Poi un qualcosa la centrò e tutto divenne blu per un attimo. Il primo monitor sulla destra che mostrava gli scudi passò sul rosso. Quel colpo aveva praticamente azzerato la protezione.
Un altro colpo così e sarebbe diventata una pioggia di detriti incandescenti.
Col cuore le esplodeva nel petto, iniziò a muovere a destra e sinistra il timone, schiacciando al contempo i pedali. La nave prese a ruotare sul suo asse, spostarsi di lato, in modo quasi del tutto casuale. Alcuni colpi la sfiorarono, ma andarono completamente a vuoto. La Freelancer si avvicinava però, ne era certa eppure continuava a mancarla.
Alla terza virata stretta, tuttavia, qualcosa iniziò ad andare storto: si sentì estremamente pesante, comunque stanca, travolta. Gli occhi le si chiudevano, era come

assonnata

travolta da ondate crescenti di stanchezza. Stava svendendo. Se ne rese conto, fortunatamente per tempo. Non poteva continuare così.
Lentamente sollevò entrambe le cloche, tirando sia il muso verso l’orizzonte immaginario segnato dalla grafica sovra impressa sul cristallo e, contestualmente, rallentando la discesa. Fu allora che vide un indicatore che prima non c’era, un indicatore con numeri che scendevano rapidamente così come fu allora che capì di essere troppo veloce ed inclinata.
Con gli occhi lucidi, cercò di raddrizzare la traiettoria, ma la cloche era estremamente pesante. Piazzò piedi sulla pedaliera e con tutta la forza che aveva tirò il timone. Poi la sua nave venne circondata dalle fiamme scatenate dall’attrito con l’atmosfera ed come una palla di fuoco sparì tra le tenebre.

7

I quattro schermi che occupavano la parte bassa dell’abitacolo da sinistra a destra, proprio sotto il cristallo erano impazziti: ognuno di loro presentava menù lampeggianti che rendevano la situazione se possibile ancora più caotica e terrificante per la ragazza.
La temperatura durante la discesa era aumentata repentinamente e molte delle guarnizioni e delle parti in plastica della nave avevano iniziato a sciogliersi. Mano a mano che i fili elettrici si deterioravano per il calore, scintille accompagnato da un fumo nero si sprigionavano senza preavviso un po’ dappertutto. Evidentemente gli scudi non stavano reggendo l’attrito con l’atmosfera.
Skye strinse le cloche cercando di controllare la discesa, ma dopo poco dovette lasciarle: anche loro iniziavano a scottare. La ragazza era in preda al panico: di fronte a sé, oltre il cristallo, una moltitudine di lingue incandescenti le ostruivano la vista e rendevano impossibile leggere i dati che il computer di bordo proiettava sul vetro. Una cosa però era chiara: stava scendendo e lo stava facendo rapidamente. Troppo.
Sicura che in quella folle discesa i suoi inseguitori non le sarebbero stati dietro per evitare di schiantarsi al suolo, si costrinse a non pensare al pericolo alle spalle, per focalizzare tutta la sua attenzione su quello imminente che le stava correndo incontro: doveva rallentare e doveva farlo immediatamente.
Ricordò gli insegnamenti di sua madre e cercò di rammentare frammenti degli articoli sul volo che aveva raccolto in quegli anni: doveva innanzitutto rallentare e poi ridurre l’angolo di ingresso in atmosfera o la nave, come un proiettile, si sarebbe schiantata da lì a poco.
Il sudore le rendeva insopportabile persino respirare e il fumo nero proveniente dalle sue spalle presto avrebbe saturato l’abitacolo, impedendole di vedere. Aveva poco tempo per impostare la rotta e pregare di non finire disintegrata o, comunque, seppellita in una bara volante.
Trattenne il respiro e afferrò entrambe le cloche.
Bruciavano, nonostante i guanti della tuta.
Gridò, ma non lasciò la presa.
Tirò entrambe con tutte le sue forze verso di sé, mentre sentiva la pelle delle dita aprirsi per le ustioni.
Urlò ancora, poi d’un tratto le fiamme che avvolgevano la sua nave disparvero e Skye tornò a vedere… a vedere il buio più totale: era nella zona d’ombra.
Se da un lato quelle tenebre avrebbero nascosto lei e la sua nave alla vista del nemico, al contempo le avrebbero occultato il suolo.
Continuò a far forza sulle cloche, incurante del dolore pulsante alle mani, anche sui palmi ora, e finalmente i numeri sospesi nel cristallo iniziarono a rallentare la loro discesa così come le linee dell’orizzonte. Skye si chinò in avanti e, nonostante le crepe sul vetro, gli schizzi di liquame di un qualche tipo che qua e la sporcavano tutto l’abitacolo, riuscì a comprendere cosa quei numeri rappresentassero: “altitudine” e “velocità di sicurezza”.
Ora sapeva cosa fare: pur non vedendo praticamente nulla, avrebbe ridotto la velocità sotto il limite massimo indicato dall’indicatore della velocità di sicurezza in modo da mantenere il controllo della nave e, contemporaneamente, gestendo le linee dell’orizzonte e l’altitudine, avrebbe evitato un atterraggio poco piacevole.
Col cuore in gola, si portò una mano al petto per assicurarsi al sedile grazie alla cintura di sicurezza, ma si accorse che era già chiusa. Doveva averlo fatto senza accorgersene chissà quando.
Meglio.
Riafferrata la cloche, tra fitte lancinanti alle mani, cercò di controllare la nave fino a quando le linee dell’orizzonte non indicarono un angolo di discesa non eccessivo e l’indicatore dell’altitudine iniziò a scendere più lentamente.

2.500 metri
2.300 metri
2.000 metri.


La velocità di sicurezza era ancora inferiore alla propria, il che significava che se non avesse rallentato non avrebbe potuto manovrare.

1800 metri.
1600 metri.


Cercò di rallentare ancora, anche con l’ausilio dei razzi di manovra, attivati dalla pedaliera e, finalmente, raggiunse l’obiettivo primario: la sua nave aveva finalmente rallentato quel tanto che bastava a evitare il peggio.

1200 metri.
900 metri.
800 metri.


Skye decise che poteva iniziare a raddrizzare il muso della sua Aurora CL e ridurre l’angolo di discesa. Da quel momento in poi avrebbe rischiato di impattare non tanto col suolo che distava oltre seicento metri, quanto piuttosto dai picchi rocciosi che sapeva esserci anche se non li vedeva a causa della totale assenza di luce.

Luce!

Sorrise improvvisamente.
« Le basi, Skye, le basi! » disse nel frastuono della cabina di pilotaggio.
Si guardò intorno e individuò un interruttore che sapeva avrebbe attivato l’illuminazione esterna. Doveva solo portare su quella levetta… ma le mani erano come incollate alle cloche. Non riusciva a muoverle, ad aprirle, né a staccarle dalla loro posizione. Non provava neppure dolore, fino a quando non ci pensò… in quel preciso istante il dolore tornò più forte che mai. Singhiozzò poi il fiato le venne mozzato dal contraccolpo quando la nave urtò quello che sicuramente doveva essere il picco di un’altura. Skye ora vedeva ombre allungarsi di fronte a sé, ovunque. Con la coda dell’occhio, mentre il sudore le imperlò la fronte già madida, lesse l’altitudine dal cristallo: 150 metri. Era praticamente al suolo..
Sgranando gli occhi cercò di evitare altre collisioni, fallendo. La nave urtò di fianco un altro picco. Il vetro del boccaporto laterale destro andò in frantumi, inondando la carlinga di schegge. L’aria di fuori irruppe dentro la nave dirompente. L’indicatore segnava 100 metri quando perse il controllo.
La nave si schiantò al suolo in una piccola radura.
Un boato. Un lampo. Una fitta. Poi tutto divenne nero.

8

Le mani furono le prime che si fecero sentire: le dolevano, le bruciavano. Cercò istintivamente di sollevarle, ma una fitta lancinante al polso destro le strappò un gemito facendole sgranare gli occhi.  Con la vista

il vetro era in frantumi come gran parte della strumentazione di bordo. Un alettone, divelto all’impatto, giaceva a una decina di metri dalla nave

tornarono tutti insieme anche gli altri sensi: udito,

il crepitio delle fiamme che stavano consumando la consolle di comando, il soffitto

olfatto,

il tanfo di plastica bruciata unito a mille altri odori sgradevoli le saturavano i polmoni

gusto,

oltre a superare ogni sua difesa, persino la tuta, scorrendole fin dentro la gola dandole il voltastomaco

tatto

dita e mani erano tempestate da una serie pulsante di punture, come se stesse stringendo una di quelle meteore ricoperte di cristalli di quarzo che precipitavano su Yela di tanto in tanto.

Il sapore ferroso del sangue che le colava dalla fronte fin sopra le labbra le strappò un conato, ma riuscì a trattenersi: il casco non era spaccato fortunatamente, ma se avesse vomitato avrebbe dovuto scegliere se morire affogata oppure asfissiata.
Provò ad alzarsi, ma era bloccata, incatenata alla poltrona. Sentì un’angoscia crescente premerle nel petto, strappandole il respiro. Riprovò ad alzarsi con uno strattone, ma il dolore al polso, alla schiena ed alla gamba destra più fitte sparse praticamente in tutto il corpo le strapparono un urlo stridulo ed acuto. Si abbandonò nuovamente allo schienale.
« Aiuto… » sibilò singhiozzando, mentre roteava gli occhi sempre più sul baratro di una crisi di panico, poi, senza rendersene conto, con la mano destra sfiorò qualcosa proprio sotto allo sterno. Era la chiusura della cintura di sicurezza.
Con movimenti sempre più rapidi, quasi convulsi, armeggiò con la chiusura fino a quando questa non scattò, liberandola.
Skye piangendo, si lasciò letteralmente cadere in avanti, finendo sul quadro di comando. La vista del fuoco e di quello che sarebbe accaduto se avesse attaccato sulla sua tuta però la fece riprendere. Con un colpo di reni, si spinse dalla parte opposta, tornando a urtare la sedia del pilota che, subendo l’ennesimo urto, evidentemente già pesantemente compromessa, si ribaltò, andando a rotolare nella parte centrale della nave. La ragazza ruzzolò assieme la sedie, ne venne dapprima travolta, quindi riuscì a spingerla verso la cuccetta.»
Cercando di proteggersi il polso rotto, si trascinò verso il boccaporto laterale sfondato e tra fitte a stento sopportabili, finalmente toccò nuovamente il suolo di Cellin.

* * *

Le fiamme che dovevano aver avvolto la sua nave mentre era incosciente si erano già spente e questo le aveva impedito di morire arsa viva, mentre all’interno in parte ardevano ancora.
Frammenti degli alettoni, dei propulsori, dei vetri, dei carrelli e di chissà quante altre parti della vecchia Aurora CL di famiglia erano sparsi in tutta l’area e, ad eccezione della zona illuminata dalle scintille che di tanto in tanto esplodevano dai frammenti del relitto e dalla carlinga che ancora bruciava, tutto il resto era avvolto dalle tenebre.
Skye sapeva che non poteva restare lì: nonostante le tenebre rappresentassero una protezione per lei, il relitto dell’aurora era un faro che sarebbe stato ben presto individuato dai suoi inseguitori. Doveva andar via.
Rotolò su se stessa e rimase ansimante con schiena nella polvere ed occhi al cielo stellato. Lassù tutto era pace e silenzio, mentre dov’era lei c’era solo terrore e caos. Si voltò verso quello che restava della nave e individuò qualcosa che le avrebbe fatto comodo: un tubo dell’impianto di refrigerazione era stato scagliato a mezzo metro da lei. Ritratto il braccio sul petto, rotolò ancora una volta fino a raggiungere il tubo quindi, stringendo i denti per resistere al dolore insopportabile, sfruttando il tubo si mise in piedi e iniziò ad allontanarsi. La piccola radura dove fortunatamente era atterrata era delimitata da una serie di collinette. Per il resto non vedeva assolutamente nulla.
I menù sospesi nel cristallo del suo casco oscillavano, sparivano per poi riapparire spostati e coi colori sfasati, prima di traballare pericolosamente ancora una volta e tornare nuovamente fissi per qualche attimo. Skye si chiese se i controlli oculari fossero ancora attivi. Provò a indirizzare la lo sguardo nell’angolo in basso a destra dove aveva piazzato l’attivazione della torcia elettrica posta sulla sua spalla destra e, pur se non nutriva alcuna speranza che potesse essere ancora funzionante, questa si attivò, illuminandole la via.
Un passo alla volta, la ragazza si allontanò dalla nave e raggiunse una salita non troppo ripida. Doveva arrampicarsi per avere una visione migliore del dove si trovasse e, soprattutto, di dove potersi nascondere: non aveva modo, del resto, di allontanarsi più di tanto in quelle condizioni.
Così, nonostante una vocina dentro la testa la supplicasse di fermarsi, piano piano iniziò l’arrampicata.

* * *

Non aveva idea di quanto tempo fosse passato, ma quando raggiunse la vetta si sentì appagata come non le era mai accaduto prima: aveva superato i suoi limiti. Si guardò intorno e vide quello che stava cercando: quella strana rientranza aveva tutta l’aria di essere una grotta o qualcosa del genere. Lì si sarebbe potuta riparare e riposare, oltre a ragionare sulla sua prossima mossa. Fece un passo poi si congelò: avvertiva qualcosa nel casco, come un

contatto

fruscio, un disturbo, qualcosa che non doveva esserci visto che era sola. Skye con il labbro che iniziò a tremarle senza controllo voltò il capo in direzione della nave, qualcosa comparve dal nulla e centrò in pieno il relitto, facendolo esplodere.
Lo spostamento d’aria la travolse, facendola cadere giù, lungo il pendio. L’avevano trovata.
Rotolava senza potersi fermare, ma se non altro le fitte che continuavano a raggiungerla la tenevano sveglia: non poteva svenire, non fino a quando non si fosse fermata almeno.
Una volta arrestata quella dolorosa caduta, riprese a trascinarsi lungo l’ennesima altura: non avrebbe potuto sfuggire ai suoi aguzzini che, ora, giocavano con lei come potrebbe un cacciatore con una preda ferita. Aveva però un vantaggio perché non potevano sapere se fosse viva e, soprattutto, dove fosse. Non subito almeno.
Quel vantaggio era tuttavia limitato perché presto sarebbero arrivati. Lo sapeva. Lo sentiva. Lo temeva.
Aveva bisogno di un piano.
Trascinandosi come meglio poteva, riuscì a raggiungere la vetta dell’ennesima collinetta e vide le luci abbaglianti della Freelancer sempre in lontananza: stavano arrivando!
Aveva poco tempo, pochi attimi prima che gli scanner dei suoi inseguitori la individuassero, ma cosa poteva ferita, disarmata, sola, contro di loro? Come poteva sfuggir loro?! In quel momento ricordò le parole di suo padre. Erano riferite ad un cliente, ad una contrattazione, non capì neppure come mai le vennero in mente, ciò nonostante non riuscì a non pensarci: “quando ti trovi su un binario morto nella trattativa, non ha senso perdere tempo cercando un’altra strada. Meglio chiudere lì e tornare a lavoro”.
Skye ebbe un’idea.
Con la mano buona sganciò la torcia dalla spallina e la piantò nel terreno, proprio in direzione del relitto della nave, in direzione della Freelancer degli inseguitori. A quel punto si lasciò scivolare sul crinale e si appiattì contro il fianco della collinetta. Infine, con il controllo oculare spense ed accese la torcia.

Luce, poi una piccola pausa, poi luce per alcuni secondi, poi pausa per un secondo.

Nella sua testa sperava che dall’alto sarebbe stata scambiata per lei che correva.
La Freelancer dei suoi cacciatori fece fuoco, mancando la vetta però, la nave era molto vicina, sentiva il rombo dei motori attraverso il casco. Skye lasciò accesa la torcia ancora qualche attimo poi, quando il rombo fu davvero forte, la spense del tutto.
La nave, concentrata sul punto di riferimento, fece fuoco centrandolo in pieno, ma il colpo fu tale da frantumare la punta rocciosa della collinetta che si tramutò in una pioggia di sassi improvvisa che, dal basso verso l’altro, travolse la nave.
Una bolla azzurra circondò la lancer che però era davvero troppo veloce, evidentemente nel tentativo di non farsi sfuggire quella pericolosa testimone. Così nonostante non subì danni immediati dall’urto con i frammenti scaraventati per aria dall’esplosione, non riuscì a sollevarsi per tempo senza urtare con le l’ala destra l’ennesimo colle che punteggiava l’area. L’urto fu terribile. L’ala venne strappata e roteando finì per decapitare una collina poco distante. La Freelancer, fuori controllo, in un avvitamento letale si schiantò a terra, trasformandosi in una frana di detriti e roccia. Infine, arrestò la sua rovinosa corsa, contro un muro di terra e roccia poco distante.

* * *

Skye non aveva visto la fine della nave dei suoi aguzzini, non aveva assistito allo schianto, ma ora, mentre zoppicando si avvicinava ai resti della nave inseguitrice, poteva finalmente vedere che il suo piano aveva avuto un successo insperato. Aveva vinto.
Poco distante dalla nave, i resti di quello che doveva essere il capitano degli assassini che avevano trucidato la sua famiglia. Doveva essere stato sbalzato dall’abitacolo.
- E’ quello che ti meriti. – pensò.
Si aggirò tra i resti della nave senza un perché: sarebbe stato meglio allontanarsi il più possibile, ma era attratta da tutto quello sfacelo, affascinata dal pericolo scampato.
Infine, sentendo che le forze le stavano per venire, meno, ricordò la grotta poco distante: avrebbe fatto meglio a rifugiarsi lì per la notte, pensò. Così si voltò.
« Tu… » ruggì attraverso il casco della sua armatura pesante il mercenario. L’unico sopravvissuto della Freelancer aveva un occhio completamente andato, il viso tumefatto, un braccio penzolone lungo il fianco e l’altro avvinghiato ad uno quattro cannoni balistici delle torrette che si era piantato in verticale come fosse una sorta di bizzarra pianta locale.
Skye cadde all’indietro: scuoteva il capo cercando di arretrare, trascinandosi coi gomiti per come poteva, ma non riuscendo a distogliere gli occhi dal volto furente del militare.
« Questo è per Gery e per Sallas. » disse estraendo la pistola. Skye chiuse gli occhi: aveva lottato, ma non aveva modo di fuggire, non più. Chiuse chi occhi in attesa della fine, poi un tonfo sordo la costrinse ad aprirli di scatto: il mercenario le dava le spalle, traballava, quindi inaspettatamente cadde a terra col casco sfondato. L’uomo ebbe alcuni tremiti convulsi, quindi rimase immobile. Davanti a lui una figura che non aveva mai visto: il volto nascosto in una strana maschera scura, di metallo, anzi, più ricavata da pezzi di scarto assemblati insieme. Sulla testa un cappuccio che si univa ad un mantello di tela biancastra che lo avvolgeva fino alle ginocchia. Un’armatura estremamente aggressiva, ma non pesante come quella del mercenario a terra gli conferiva un aspetto minaccioso. Le gambe erano avvolte da una serie di bande di stoffa della stessa fattezza del mantello che, evidentemente, celavano altre parti di quella singolare corazza.
Skye non aveva più la forza di opporti al destino e, comunque, chiunque egli fosse, l’aveva salvata da morte certa. Una folata di vento scosse il mantello dello strano guerriero che, nel frattempo, aveva riposto dietro la schiena un bastone rinforzato con parti di metallo. Sempre fissando la ragazza a terra, estrasse con un movimento fluido una pistola dalla cintura e fece fuoco una, due, tre volte contro il corpo a terra dell’inseguitore, quindi, riposta l’arma, scavalcò il suo cadavere e si avvicinò alla giovane ferita e, infine, le porse la mano.
Da quando la sua triste avventura era cominciata, si sentì per la prima volta finalmente al sicuro.
Senza dire nulla, sollevò la mano tremante ed afferrò quella del suo salvatore che, con rapidi movimenti ed una delicatezza fuori dal comune, la prese tra le braccia per poi sparire in direzione dell’orizzonte.
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Appunti di Viaggio / [Cinema] Spiderman lascia l'MCU - the end
« Ultimo post da Sceiren il Agosto 26, 2019, 12:01:06 pm »



Ho aspettato parecchi giorni per iniziare questo articolo sperando non servisse, ma purtroppo col passare del tempo, nonostante qualche segnale e soprattutto la speranza di tutti i fan dell'MCU, pare proprio che il titolo di questo post sarà l'epilogo della storia di Spidey nell'Universo Cinematografico Marvel.

Dappertutto oramai si è scritto e si scrive di tutto, così sarò piuttosto veloce sulla storia della vicenda, focalizzando invece l'attenzione sugli aspetti magari più in ombra e, infine, una mia analisi della vicenda.

Considerato l'argomento, chi non ha visto SPIDERMAN: FAR FROM HOME non vada oltre in quanto nell'articolo ci sono spoiler sulla fine del film in questione.


* * *

Il personaggio di Spidey come oramai anche i sassi immagino sapranno è gestito direttamente da Sony che ne detiene i diritti.  Per questo motivo la sua presenza in MCU è iniziata nel 2015 (cammeo in civil war) a seguito di "prestito" del personaggio in forza di un accordo che prevedeva la presenza di Spiderman in 5 titoli dell'MCU la cui produzione intelletuale ed artistica era tutta in capo ai Marvel Studios, mentre la parte economia per i film stand alone intermanete in capo a Sony e, per i crossover (Captain America: Civil War, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame) interamente in capo a Disney.  Gli introiti di questa operazione erano così strutturati: 100% a Disney per i crossover, 5% Disney 95% sony per gli standalone.  A questo, però, ai aggiungeva il merchandising inteteramente riscosso da Disney.

Non è un mistero che il nuovo Peter Parker ha riscosso l'unanime approvazione dei fan e della critica, oltre che del botteghino. FFH ha incassato oltre il miliardo di dollari diventando il maggior incasso di sempre per un film sony.  E allora, mi direte, cosa può aver portato le due major alla rottura? Una cosa sola, quella di sempre: i soldi.
Prima di vedere cosa è accaduto e perchè, vorrei partire dalla fine per iniziare a spulciare la questione in modo diverso dal consueto.

Proprio ieri, a margine del D23Expo, la biennale della Disney dove vengono presentate le novità e premiati i protagonisti del biennio concluso, Kevin Feige, incalzato ovviamente dalla stampa sulla questione, ha dichiarato che sapeva bene che l'accordo non poteva durare per sempre e che era grato per aver avuto l'occasione di portare spiderman negli avengers.  Ha poi detto, però, che "abbiamo raccontato la storia che volevamo".
Non solo il sottoscritto, sentendo questa dichiarazione, è rimasto basito perchè chi ha visto FFH sa perfettamente che il film si colloca in modo inequivocabile come il secondo atto di una trilogia in MCU! La storia che voleva raccontare Feige, quindi, è evidente che non era limitata a due film e allora come può essere? Come può una mente del genere che ha pianificato con quasi un decennio di anticipo la fase3 e che tesse trame miltifilm come nessuno ha mai fatto prima rischiare una cosa del genere?

Come oramai è noto, la trattativa tra Disney e Sony proseguivano da oltre sei mesi e anche se la rottura tra le major è di settimana scorsa, la difficoltà di raggiungere un accordo dubito non fosse all'orizzonte... salvo che, chiaramente, Disney-Marvel Studios fossero certi del rinnovo.
Questo trova conferma sotto un altro punto di vista: se Marvel Studios avesse temuto l'uscita di Spidey dal suo MCU, considerato che E' STATA DISNEY a chiedere una variazione delle condizioni contrattuali, come mai il cliffanger finale in spiderman FFH? Col rischio di lasciarlo tronco (cosa che peraltro rischia di avvenire)?  La sensazione, quindi, è che Feige fosse certo di un rinnovo, quantomeno certo di un terzo atto in MCU, tant'è che il film, come lui stesso ha dichiarato, era già abbozzato e avrebbe dovuto ruotare più su Peter che sul supereroe Spiderman.  Alla luce di questo, credo fortemente che Sony abbia portato Disney a pensare che il rinnovo era cosa fatta e che poi, vuoi per gli incassi stratosferici di FFH vuoi per una strategia da sempre programmata, hanno ritrattato, portando a questa empasse.
Infatti sono sicuro che se il rischio fosse stato percepito quale concreto, semplicemente avrebbero rimosso la scena post credit da FFH lasciando quindi il film concluso e conclusivo, seppure non come avrei previsto, per permettere l'uscita di Spiderman in modo piuttosto indolore, ma così facendo il problema c'è, considerato che Sony non potrebbe proseguire la storia per come è stata impostata in MCU.
Dicevo che Disney pare abbia alzato il tiro, vediamo come.
Le notizie si sono inseguite e smentite, ma sembra che Disney già mesi orsono abbia inizialmente proposto a Sony una partnership alla pari e, quindi, dapprima una divisione di costi/benefici al 50/50 per poi ritrattare fino ad un più ragionevole 25-30%, pur mantenendo però la gestione della produzione a livello artistico.
Sicuramente, come ho letto un po' dappertutto, a Disney quel 30% non avrebbe cambiato la vita, ma c'è da dire che in un'ottica imprenditoriale, prendere solo il 5% su cifre a nove zeri, dopo aver di fatto creato le circostanze per cui quelle cifre fossero raggiunte, è davvero un po' pochino.  Dall'altra parte, Sony non ha voluto mollare l'osso considerate le cifre a rischio praticamente zero ottenute fin qui. 
Resta quanto osservato prima: a chi dare la "colpa", se di colpa si può parlare, per una cosa del genere? Se la strategia di Sony, come mi viene da pensare, era fin dall'inizio quella tirare la corda, costringendo Disney ad accettare un accordo che non voleva sulla base di un FFH già completato, allora qui sicuramente Sony è colpevole di vedere il personaggio come unicamente una fonte di guadagno, fregandosene di ogni altra implicazione per i fan. 
Certo colossi del genere guardano al profitto (lungi da me dire che DIsney non lo faccia o che siano santi!), ciò nonostante una rottura è una perdita PER ENTRAMBI. A questo punto vien da chiedersi: chi perderà di più?

Disney: FFH termina con un cliffanger che fa presagire uno spiderman3 unico nel suo genere. Mai nella storia della trasposizione cinematografica dell'arrampicamuri la sua indetità era stata rivelata al mondo.  Il fatto che il film sarebbe ruotato su Peter e non su Spidey lo avrebbe reso personale, intimo, originale.  L'impatto della sua uscita rapentina, quindi, indebolirà la trama di Spiderman vista finora, ma se si escludono le relazioni tra Happy Hogan e Zia May o il ruolo che Peter Parker stava piano piano prendendo in seno agli Avengers quale una sorta di erede spirituale di Tony Stark, anche nella gestione della sua strumentazione, la sua uscita non produrrà effetti troppo pesanti. Anche perchè la Fase4 non avrebbe comunque visto l'arrivo del terzo capitolo nè di film che avrebbero potuto vedere Peter Parker avere un ruolo (mi riferisco principalmente ai Fantastici 4 o gli X-Men).  La Fase5 è ancora in fase di definizione e la macrostoria può essere rimaneggiata agilmente.  Insomma, peccato, ma MCU andrà avanti senza troppi contraccolpi.

Sony: da quanto si leggeva in giro e in seguito alle ultime dichiarazione dello stesso Tom Holland, il personaggio resterà all'attore che lo ha riportato in vetta. Questo però, ritengo, sia il solo punto a favore.  Sony ad oggi ha contro l'intera community che a gran voce chiede il ritorno in MCU (i social sono impazziti, petizioni su Change.org hanno raccolto oltre 150k firme complessivamente in appena 72 ore).  Il CEO di Sony sostiene che in forza del successo di Venom e del periodo passato fianco a fianco a Feige, hanno ormai l'esperienza e le skill per poter gestire spiderman da soli, nel loro universo.  Sorvolando sulla mancanza di umiltà a paragonarsi a forse il più redditizio produttore della storia del cinema che in 11 anni ha totalizzato la cifra record di 27 miliardi di dollari per 23 film tutti collegati tra loro come non si era (e temo non si vedrà più) mai visto prima... mi chiedo: è davvero così? E poi: guardiamo il personaggio.  Non potrà essere collegato all'MCU, quindi il suo background viene spazzato via. In buona sostanza non potranno parlare del suo legame con Stark, nessun riferimento alla Infinity Saga, niente.  Così mi chiedo: che Peter Parker sarà questo nuovo personaggio interpretato da Holland? In buona sostanza, anche se non viene detto apertamente, si tratta di Reboot... un reboot con lo stesso attore che, sicuramente, piace, ma che non interpreterà gioco forza il Parker già visto, quanto piuttosto una sua "imitazione".  Poi abbiamo il Venom-Verse.  I toni di un universo Sony appaiono più dark, basti pensare al fatto che stanno partendo dai villan come film stand alone, niente sugli amici della spider squad per dire. Va bene questo spiderman e questo peter parker in un universo del genere? Come ho sentito anche altrove, e condivido, Tom Holland è uno Spiderman perfetto per l'MCU, ma sarà altrettanto nel Venon-verse?  Insomma le incognite sono molteplici e ancora una volta mi chiedo: il gioco vale la candela per Sony? Chi ha più da perdere a questo punto?



Cosa attenderci dalle trattative?

Tra pessimismo sempre più simile a realismo e lampi di speranza su fantomatiche trattative che addirittura confermavano Spiderman nell'MCU per 7 film, l'unica cosa certa è che le trattative ancora non siano finite.  Jon Farau, regista e attore storico dell'MCU, ha detto di essere "cautamente ottimista".  E' inoltre di questa mattina (26/08/19) la new che Feige stia spingendo affinchè Disney torni al tavolo a conferma, come se ancora non bastasse, del suo amore per il personaggio oltre che per l'MCU. Sicuramente Feige è un uomo d'affari, ma a differenza di altri CEO-Executive Manager non è SOLO QUESTO.  E' anche una mente creativa come poche che è riuscito a canalizzare in un prodotto unico un genere come i cinecomic, creando un format che ad oggi in altri hanno tentato con risultati nel migliore dei casi pessimi (Universo DC, Dark Universe, lo stesso debole tentativo di Lucasfilm a introdurre spinoff, fallito miseramente) che anche chi non ama il gener,e non può non riconoscere come rivoluzionario.  La speranza, almeno del sottoscritto, è che le due Major stiano giocando al rialzo e che, se proprio non sarà possibile tenere dentro Spiderman in MCU, lo comprendo, almeno che si mettano daccordo per un terzo e ultimo capitolo che concluda la storia.
Personalmente, salvo miracoli e Sony e Disney non trovassero un nuovo accordo multifilm, se dovessero almeno siglare un accordo ponte per un terzo ed ultimo film stand alone ecco cosa farei. 

Spiderman 3 lo farei ruotare nel primo atto su Peter come ha detto Feige, mascherando dove la trama stesse andando e cioè sull'apertura di un portale multiversico.  Concluderei le vicende in questo mondo con un villan non troppo carismatico, magari invece con un nuovo amico che proviene da un altra dimensione e che alla fine recluta Peter che, anche per mettere al sicuro zia May e i suoi amici, visto che non può più mascherare la propria identità segreta, decide di andarsene (di fatto lascia l'MCU approdando nel Venom-Verse).  Chiaramanente mostrerei vivo e vegeto il vecchio Mysterio anche se, chiaramente, non avrebbe mai seguito perchè di proprietà sony (almeno non nell'MCU).  In questo modo l'uscita di scena sarebbe conveniente sotto tutti i punti di vista per entrambe le Major:

1) Disney: la storia di Spidey si chiude degnamente e in modo plausibile, con un'uscita di scena che non ammette repliche, almeno non nel breve periodo e non in modo semplice comunque.
2) Sony: Spidey arriva con il suo background, ma senza nulla in sospeso in un nuovo universo, senza dover pensare a chi ha lasciato alle spalle.  Inoltre avrebbero una porta aperta per un futuro rientro anche one shot nell'MCU, che so: chi non vorrebbe vedere un cross-over MCU-Spiderverse qualora questo venisse gestito bene? 

Converrebbe in termini economici, politici e, naturalmente, andrebbe meglio ai fan di un taglio netto senza alcun senso.

Speriamo che logica e un pizzico di amore per il personaggio prevalgano...
Aggiornerò l'articolo con le notizie che arriveranno.

[update] 27/08/19

Quello che si sospettava ora è conferma: le trattative tra Sony e Disney non sono concluse e stanno effettivamente continuando a passo serrato in questi giorni.
La conferma ufficiale arriva da Twitter dove l’autorevole MCU direct, riportando l’aggiornamento della testata online “We got this covered”, ha pubblicato il seguente comunicato:



In un modo o nell’altro, questo stillicidio sta per finire.

[update] 06/09/2019

E’ di questa mattina la dichiarazione di Sony che, oramai senza ombra di dubbio: “la porta per ora è chiusa” dice il pezzo grosso di Sony, Vinciguerra.  Le trattative che erano ripartite dopo la risposta fortissima da parte della community mondiale in seguito alla rottura tra le major Disney e Sony per la gestione di Spiderman in seno all’MCU.  Dopo un inseguirsi di notizie più o meno rassicuranti anche da fonti autorevoli, stamattina la doccia fredda che, allo stato, mette la parola fine alla speranza dei fan di tutto il mondo di continuare a vedere Spiderman interagire con gli Avengers.
Nei giorni scorsi alcune affermazioni dello stesso Holland (Spiderman sarà in buone mani con Sony) avevano gettato nel panico i fan che attendevano una risposta positiva, ma evidente quello che sembrava una sorta di bilanciamento pro sony a fronte della tempesta a favore disney dei fan, in realtà era un’anticipazione di quanto oggi è diventato di dominio pubblico.
Non si sa se Disney commenterò o meno la notizia, sta di fatto che allo stato Spiderman è fuori.
Leggendo tra le righe il comunicato di Vinciguerra, si nota che la chiusura non è definitiva, seppure nel breve periodo non lascia molte alternative.  Questo farebbe comunque scopa con alcuni dettagli emersi nei giorni scorsi che vedevano come tempo ultimo per una decisione la metà del 2020 in quanto, per allora, in un modo o nell’altro dovrà partire la produzione del prossimo film dedicato esclusivamente all’arrampicamuri. 

Personalmente, ritengo che Sony abbia preso la sua decisione e che sia definitiva per quanto concerne ai film stand alone sull’uomoragno.  Quello che potrebbe essere ancora nell’aria, invece, è la presenza in MCU nei film corali, seppure ad oggi di certo è remota anche questa come opzione.
Sony vuole il proprio universo, ritiene di essere in grado di crearlo e alimentarlo con film stand alone e corali in cui il collante sarà proprio spidey di Holland.  I film in cantiere riguardano i villan dell’universo Sony e quello che manca è chi quei villan dovrà affrontarli.  Non escludo che arriveranno anche gli altri elementi del team spiderman visti in fumetti e cartoni che potranno arricchire il panorama, resta però un intrinseco problema ad uno spiderverse: alla fine dei giochi sempre e solo di spiderman si parla.  Mi chiedo, quindi, quanto potrà un universo slegato dal variegato MCU andare avanti prima di annoiare e diventare ripetitivo? Un contro sono i fumetti, un conto è il cinema con prodotti che per competere con la Marvel Studios devono essere qualitativamente eccellenti. 

A mio avviso, la soluzione migliore per entrambe le major che, in cuor mio, spero sia ancora nelle corde, considerata la volontà di riprendere Spiderman da parte di Sony è quella di spostare le avventure dell’uomoragno a livello più locale nello spiderverse di Sony con film che non impattano magari sul mondo e che, quindi, restino in qualche modo più o meno slegati dall’MCU come accaduto, quasi interamente, con Homecoming.  Questo permetterebbe un eventuale ritorno in MCU per un film corale senza dover dare troppe spiegazioni, lasciando al contempo libertà creativa in Sony.  Dall’altra parte, però, non c’è modo per Disney di trovare una soluzione per l’uscita di Spiderman e per questo ritengo che, semplicemente, non lo faranno.  Secondo me diranno che in seguito alla rivelazione di Mysterio, Spiderman è sparito e l’MCU ignorerà completamente lo Spiderverse della Sony.  Questo esclude però il suo ritorno, salvo qualche roccambolesca trovata di sceneggiatura dai tratti surrealistici e poco plausibili, qualora un domani si dovesse trovare un nuovo accordo.

La chiave di volta, unica e sola, è il multiverso.

Nell’MCU potrebbero semplicemente dire che Spiderman è sparito di scena, nello Spiderverse utilizzarlo a mo’ di reboot e se dovessero trovare un nuovo accordo nei prossimi anni, potrebbero semplicemente dire che l’universo Sony è un’altra realtà rispetto a quello marvel.  Poco elegante, come dicevo sopra, ma sarebbe l’unico modo per salvare in una qualche maniera capre e cavoli.
Peccato, comunque, perché l’uscita così tronca è un’occasione persa per entrambe le major: sarebbe bastato un accordo ponte per un terzo ed ultimo film in MCU che si concludesse con Spiderman che spariva in una frattura dimensionale che lo sparasse in un nuovo universo per dare senso a questa decisione contrattuale invece che una frattura che non giova a nessuno…
Non ci resta che vedere cosa Sony tirerà fuori dal cappello e se e come lo spiderman di Tom Holland si collocherà nel venomverse che, immagino, da oggi potrà appunto chiamarsi Spiderverse della Sony.

Unica cosa che spero è che i film che verranno avranno lo spirito della trilogia di Raimi che, seppure datata, resta a mio avviso una delle migliori trasposizioni cinematografiche su Spidey, forse persino migliore della versione disneyana di Holland come spirito e ambientazione, sicuramente al suo livello in termini di film (specie i primi due).

Da fan dei cinecomic in generale e dell’MCU in particolare non posso che dire… peccato.


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Appunti di Viaggio / [Cinema] Marvel MCU fasi 4 e seguenti - speculazioni
« Ultimo post da Sceiren il Agosto 14, 2019, 11:40:09 am »
Oggi Endgame chiude il suo viaggio con l'uscita dei blu ray nei negozi.
La sua corsa è stata da record dal primo giorno di uscita, arrivando a polverizzare ogni record mai registrato nei cinema, piazzandosi sopra ad Avatar sul podio e consacrando l'MCU e l'opera di Fiege e compagni nella storia.

Questo film non è stato solo un film di epilogo della storia avviata con Infinity War, insomma, non ha reappresentato l'ultimo capitolo di una trilogia o di una saga, quanto piuttosto il punto focale di un universo intero, tirando le fila di ben oltre venti film, tutti interconnessi tra di loro. Insomma, Endgame è stato la fine dell'Universo Cinematografico Marvel per come lo conosciamo.
Cosa rappresenta per il futuro dell'MCU quindi e cosa aspettarsi?

La fase 4  è evidentemtne una fase di transizione. La Marvel deve far metabolizzare gli eventi di Endgame e al contempo iniziare ad introdurre nuovi personaggi a cui il pubblico dovrà, volente o nolente, affezionarsi.
Certo sarà dura immaginare questi film senza un Tony Stark o uno Steve Rogers... vediamo quindi cosa sappiamo e come immagino l'evoluzione futuro dell'MCU partendo da quanto lasciato in Endgame e, per certi versi, da Spiderman Far From Home (che chiude definitivamente la fase 3).

FASE 4



La fase 4 annunciata al Comicon di San Diego sarà diversa dalle altre viste in precedenza: abbiamo già detto che sarà la più breve dell'MCU (gennaio 2020-maggio 2021) e per la prima volta includerà al suo interno non solo lungometraggi, ma anche serie tv completamente integrate nell'MCU.
Con ordine quindi vedremo:

- Black Widow: il film stand alone della compianta Vedova Nera.  Da quello che sappiamo potrebbe svilupparsi a cavallo tra passato remoto e prossimo di Nat, in pratica dovrebbe mostrare sia le sue origini sia collocarsi in parte poco prima di Civil War o poco dopo. Più avanti tornerò sull'argomento, ma di certo quando venne annunciato questo progetto sinceramente rimasi sorpreso: vedova nera senza dubbio non è uno degli avengers più amati e comunque più carismatici, da qui fare addirittura un film dedicato mi fece pensare... poi è arrivato Endgame... ma ci torneremo.

- Falcon e The Winter Soldier - prima serie tv che arriverà direttamente sulla piattaforma streaming della Disney, Disney+.  QUi sappiamo che si collocherà dopo Endgame e, quindi, con molta probabilità mostrerà come Falcon erediterà il ruolo di Cap.  Mi immagino una serie piuttosto leggera, dai toni allegri.  Certo la scelta di Falcon continua a non convincermi. Se è vero che eticamente è più indicato rispetto a Bucky, resta il fatto che non ha superpoteri, come potrà gestire il ruolo di cap? Spero davvero che, salvo spiegazioni adeguate, non si metta a lanciare lo scudo e riprenderlo perchè sinceramene, lo troverei appena appena fuori luogo...

- The Eternals: e qui arrivano le prime new entry della fase 4: gli eterni.  Considerato il cast di eccezione (basta citare Angelina Jolie) è evidente che Fiege punti molto a questi personaggi immortali ancestrali.  Certo sarà molto interessante capire come si innesteranno nell'MCU viste le loro peculiarità.  Di certo sono molto più "strani" dei guardiani della galassia sia come background che come poteri.

- Shang Chi and the Legend of the Ten Rings:  il 2021 si apre con un nuovo personaggio di cui più volte in passato si era vociferato, specie dopo l'enorme successo dell'operazione Black Panther.  Questo film si collocherà in oriente e, proprio come Black Panther, punterà ad un approccio di film estremamente caratterizzato e non occidentalizzato.  Mostrerà evidentemente il vero mandarino (ancora soffro all'occasione persa con Ban Kingsley comunque...) e c'è da aspettarsi combattimenti estremamente curati e coreograficamente interessanti.

- Wanda Vision: seconda serie TV MCU che avrà come protagonisti Scarlet Witch e Visione (!).  Fin dai tempi di Infinity War ho sempre pensato che il backup avviato dalla geniale sorella del re di Wakanda, seppure interrotto, qualcosa doveva aver salvato del visione extra-gemma e così questa serie potrebbe in effetti confermare questa teoria.  Non sappiamo praticamente nulla sulla trama, seppure è possibile che sia collocata dopo endgame, seppure non esattamente come si potrebbe immaginare.  Infatti i poteri di Wanda non sono ancora stati esplorati minimamente nell'MCU.  Abbiamo visto che stava per sconfiggere thanos da sola in Endgame, tuttavia potrebbe essere mostrata nella serie in una veste inedita.  Infatti parte dei poteri della MAxinoff riguardano la manipolazione della realtà e la gestione delle realtà alternative.  Che quindi Scarlet cerchi di recuperare la psiche di un visione distrutto in una realtà fuori contesto?  Potrebbe essere quindi una serie estremamente psichedelica, in un mondo immaginario che ruoterà sul recupero di Visione. 

- Doctor Strange and the Multiverse of Madness: arriva poco dopo la serie su Scarlet il pezzo da 90 di questa fase 4: il sequel del film sullo stregone supremo che, già dal titolo, conferma quanto supposto dopo la visione di endgame ed apre al Multiverso anche al cinema.  Sappiamo che oltre al dottore, avremo Scarlet come protagonista e si vocifera che in questo film prenderà l'identità di "strega".  Altro elemento rivoluzionario è che questo film sarà il primo a tinte horror dell'MCU.  Mossa sicuramente soprepndente e forse persino azzardata considerato il target classico dell'MCU, ma sicuramente Infinity War prima ed Endgame dopo hanno senza dubbio mostrato che Marvel non ha paura di osare.  Torneremo più avanti anche su questo film nelle considerazioni finali.

- Loki: terza serie TV per uno dei personaggi più amati dell'intero MCU. Il dio dell'inganno, scappato nel 2012 alternativo afferrando il tesseract, è protagonista di questa serie che pare inizi proprio con la sua roccambolesca fuga vista in Endgame e dovrebbe concludersi nel quarto film dedicato al dio del tuono, in arrivo a fine fase 4.  Sappiamo che Loki viaggerà nelle ere e questo si sposa con l'idea che forse vedremo la sua evoluzione da villan vista in the Avengers fino a incontrarlo nel presente forse non come lo ricordavamo alla fine di Thor: Ragnarok, ma sicuramente più orientato al bene. Chissà che non diventi una pedina importante nelle fasi a venire!  Impossibile non menzionare l'orrendo logo della serie tv...

- What if?: prima serie animata curata da Fiege e company.  In realtà a mio avviso di poco interesse in ottica generale, ma probabilmente piuttosto divertente nel contesto.  What if, come dice il titolo, mostrerà cosa sarebbe accaduto se al posto delle scelte che hanno condizionato e caratterizzato l'MCU fosse accaduto qualcosa di differente.  Se al posto di Steve Rogers fosse stato scelto qualcun altro per il famoso esperimento ecc.  Insomma vedremo episodi, rigorosamente doppiati dai doppiatori originali, che mostreranno alternative agli eventi noti. 

- Hawkeye: l'ultima serie annunciata e confermata per la piattaforma disney+ riguarderà il buon Clive Burton che, pare, in questa serie cederà il testimone a una giovane recluta che prenderà il suo posto.  A parte questo poco o nulla si sa già, se non che chiaramente sarà ambientato post Endgame e che rappresenterà l'uscita di scena anche di questo avenger originario.

- Thor: love and Thunder: chiuderà a maggio 2021 la fase 4 il quarto film dedicato al dio del tuono.  Nuovamente al timone il regista di Thor: Ragnarock.  Sicuramente sarà un film leggero che, sappiamo già, contro ogni pronostico, rivedrà il ritorno nei panni di Jane Foster Natalie Portman che, in passato, non era stata particolamente favorevole ad un suo ritorno nel ruolo. Addirittura per le scene che l'hanno vista in endgame è stato utilizzato del girato non incluso nella pellicola di Thor: dark worlds... Comunque, qual che siano i soldi offerti e il contratto siglato con la Portman, Jane tornerà e diventerà proprio come fumetti la reincarnazione del dio del tuono. Pare, infine, che Thor 4 sarà ambientato PRIMA degli eventi del vol3 dei guardiani della galassia e questo quindi spiazza moltissime teorie sul ruolo di Thor nel team più sgangerato dell'MCU.

Colpo di scena, sicuramente l'annunzio del reboot di Blade che, a questo punto, convergerà nella fase 5 e la conferma, se ce ne fosse bisogno, dello sviluppo di un film sui Fantastici 4.

POTENZIALE FASE 5

La fase 4 così composta lascia fuori dai giochi pellicole certe o praticamente tali che, gioco forza, andranno a comporre la fase 5 che sarà senza dubbio più succosa e probabilmente importante in termini generali.  Come dicevo, la fase 4 è evidentemente un terra di nessuno, una sorta di cuscinetto per permettere al pubblico di staccarsi dai personaggi che hanno fatto la storia dell'MCU per avvicinarsi a qualcosa di nuovo.

- Guardiani della galassia vol. 3: il ritorno di James Gunn è garanzia che questo film si farà e che sarà quello che doveva essere da sempre.  Mi aspetto un film divertente, ma nostalgico, a tratti commovente, dove il team cercherà la Gamora ritrovata in endgame e, alla fine, si scioglierà.  Non penso che vedremo una sorta di passaggio di testimone, quanto immagino piuttosto la fine dei giochi per il team dei guardiani.

- Black Panther II: tutt'altra storia per il re di Wakanda. Girano rumor secondo cui il villan di questo secondo capitolo sia niente meno che Namor, anche se non riesco ad immaginare come potrebbe ambientarsi sulla terra ferma un signore dei mari come lui... staremo a vedere. Sinceramente mi sarebbe piaciuto vedere come villan iniziale del film un Visione impazzito, ma considerato che il suo recupero sarà quasi certamente mostrato nella serie tv a lui dedicata, questo è ormai fuori discussione.  Dubito comunque che le avventure della pantera si concludano con "solo" un secondo atto, quindi do per scontato anche un black panther 3, anche se ancora neppure se ne parla ovviamente.

- Captain Marvel 2: in molti danno scontato il ritorno di Carol Denvers ed in effetti la scena post credit di Spiderman FFH oltre alla deriva spaziale che sta prendendo per certi versi l'MCU non fa che portare acqua al suo mulino, tuttavia a me personalmente il personaggio o, meglio, l'interpretazione che Brie Larson ha dato non mi ha convinto fino in fondo.  Poco male, quasi certamente Cap Marvel tornerà e sicuramente porterà avanti la storia iniziata nel primo capitolo e i cui effetti proseguono ad oggi.  Interessante la sostituzione di Fury e della Hill a fine Spiderman FFH che, a molti, ha fatto pensare alla Secret Invasion dei fumetti, dove gli Skrull di fatto hanno sostituito mezzo mondo, tra cui molti super eroi... un indizio sul prossimo crossover?

- Blade: abbiamo parlato dell'annuncio del Reboot in chiave MCU del diurno più famoso del mondo, interpretato negli anni 90 dal mitico Snipes. Sarà durissima vedere una diversa incarnazione di Blade, tuttavia l'attore scelto credo possa svolgere adeguatamente la sua parte.  Questa scelta, tuttavia, la vedo ottima non solo per il personaggio del vampiro, quanto per un altro controverso personaggio che, oramai quasi certamente, prima o poi incrocerà battute e spade con gli eroi più potenti della terra. Parlo chiaramente di Deadpool.  Vedo bene il duo Blade-Deadpool, con il secondo che smorza i toni del primo ed il primo che mitiga le sfumature policamente non corrette del secondo.  Secondo me potrebbe essere un modo per iniziare ad avvicinare questi due controversi persinaggi ai consoni eroi da MCU partendo da una collaborazione esclusiva tra loro per poi farli passare nel team in un secondo momento.

- Spiderman 3: non annunciato, ma certo come l'alba, il terzo ed ultimo spideram arriverà e sarà assolutamente inedito visto il gran finale del secondo.  Mi piace immaginare un peter parker quasi braccato in una prima parte del film e spero, sicneramente, che il buon Mysterio non sia davvero morto. Un suo ritorno per l'epica conclusione delle avventure in MCU di Spidey ci starebbe tutto.

- Fanstastici 4: ne parlai nell'articolo post Endgame, il film sui fantastici 4 è forse il più importante in arrivo.  Con la disgregazione degli avengers manca qualcosa che unisca e che porti ad identificarsi nel gruppo: la famiglia.  Non c'è chiaramente tempo (e neppure avrebbe senso farlo) per ricreare le basi per un avvicinamento come quello passato, quindi occorre che una famiglia ci sia già e quale occasione migliore se non introdurre i fantastici 4 come collante tra entità tanto differenti? 

CONCLUSIONI E IPOTESI PERSONALI SUL FUTURO

Come dicevo metterò qui gli elementi che immagino troveranno collocazioni nelle serie a venire. 
C'è innanzitutto da premettere che, secondo me, vedremo la fase 6 dell'MCU, ma che con essa si chiuderà questa spettacolare pagina di cinema supereroistico.  Infatti, basta fare due conti per vedere che copriremo altri 7-8 anni con le prossime tre fasi che sommati agli 11 passati porta ad un totale incredibile di quasi vent'anni di MCU.  Immaginarsi una fase 7 secondo me è irrealistico considerato anche il passaggio fisiologico della moda e il calo dell'interesse.
Ciò nonostante, confido che la fase 6 arrivi e così, ecco come immagino la storia main e, soprattutto, il supervillan che vedremo sugli schermi.

1) da Endgame in poi: come ho spiegato nell'articolo sul post Endgame, secondo me le gemme riportate da Steve Rogers al loro posto hanno di fatto rimesso a posto le biforcazioni delle realtà alternative, in pratica le 6 gemme del passato sono nella nostra realtà. Questo significa che nel presente le gemme non ci sono più in quanto Thanos le ha dirotte in atomi. In pratica, quindi, con il secondo schiocco di dita, Thanos ha distrutto le gemme la cui presenza nel nostro tempo stabiliva le regole e, senza regole, il nostro universo si apre al multiverso in quanto ciò che definiva una realtà/universo rispetto alle altre non esiste più.   

2) 5 anni di oblio: secondo me ambienteranno pellicole della fase 5-6 nei cinque anni che sono passati dalla sconfitta degli Avengers ad Endgame.  Ad esempio vedrei bene un film sugli X-Men completamente inedito in quel periodo.  Vedrei un team militare di mutanti al comando magari di ciclope che ritiene gli Avengers responsabili di quanto accaduto. Sarebbe interessante un film quindi speudo militare che presenta questi mutanti intenti a mantenere l'ordine, a fare del bene in quei 5 anni anni per completarlo, poi, post endgame, con il loro ritorno a casa: la scuola con Xavier che li attende.   Un altro film in tempi oscuri e privi di speranza potrebbe essere Blade, seppure qui il problema è un altro: come sono arrivati i vampiri? Se Blade non fosse un diurno nato quindi da madre umana e padre vampiro avrebbero potuto spiegare che era stata la frattura causata dal secondo snap a aprire a crerature oscure del multiverso di altre dimensiono (vampiri), ma poichè Blade deve nascere, non ha tempo di "crescere" in 5 anni, quindi questa teoria non va. Resta quindi il problema di giustificare la sua presenza.

3) Supervillan: secondo me la distruzione delle gemme avendo aperto al multiverso (dr strange 2 è una conferma inquivocabile...) occorre una minaccia multiplanare, che esista in ogni universo e che, magari, ora che le gemme sono distrutte, può manifestarsi anche da noi.  Per questo punto tutto su Mephisto, il diavolo di Marvel.  Chi meglio del signore dell'inferno per rappresentare la minaccia ultima per tutto il multiverso?  Inoltre la presenza di Nightmare come villan in Dottor Strange 2 mi sussurra che la mia idea originale può essere valida.  Personalmente opterei per un villan intermedio che grazie all'apertura dei vari piani di esistenza si manifesta anche da noi. Si parla molto di Galactus e potrebbe essere lui: avendo distrutto quasi tutti i mondi del suo universo, ora che può migrare nel nostro lo fa.  Come dicevo, però, confido venga ricacciato nel suo universo (non ucciso, o comunque è irrilevante) a metà fase 5 in modo da permettere al supervillan di manifestarsi.  Lo immagino come una entità subdola, non plateale come thanos, che agisce piano piano nell'ombra inizialmente, corrompendo, alterando le personalità degli eroi e poi, manifestandosi in tutta la sua ferocia.  Del resto, se c'è una costante, oltre la morte, è l'inferno.

4) Chi non muore si rivede: se nei fumetti il concetto di morte dei supereroi è oggettivamente poco permamente, nel cinema questo cambia perchè renderebbe poco plausibile e azzererebbe il pathos delle scene più importanti.  Questo, quindi, significa che chi muore non sempre ritorna... non sempre!  Torniamo alle considerazioni del punto 1.  Alla fine di Endgame, Steve Rogers riporta al loro posto ed al loro quando le gemme dell'infinito.  Questo, come dicevamo, significa che le gemme del passato sono nella nostra realtà.  Questo apre un paradosso di cui anche Loki fa parte: se le gemme del passato sono tornate al loro tempo, significa che quando il passato raggiungerà gli eventi del prologo di endgame e Thanos distruggerà quelle del suo tempo, cosa accadrà? Avrà distrutto le gemme riportate indietro oppure altre gemme? Intendo: come Loki di fatto a fine endgame è al contempo vivo (il nuovo loki) e morto (quello ucciso a inizio infinity war) la stessa cosa accadrà alle gemme?  Credo sinceramente di no: la mia idea è che thanos ha distrutto le gemme anche del passato, ma questo potrebbe significare una cosa, che forse le anime intrappolate nella gemma dell'anima ora dove sono finite? Sicuramente una teoria è che siano distrutte, certo, ma se invece fossero finite in un piano delle anime? Un luogo controllato da una entità metafisica multiplanare? E poi: se, come abbiamo visto in Infinity War, Gamora finisce nella gemma quando muore per mano del padre, questo significa che ora nella gemma dell'anima c'è anche una versione di Nat per lo stesso motivo! Ed allora ecco che uno spin-off su di lei potrebbe acquisire tutto un altro significato, quasi a voler tenere vivo il suo ricordo nei fan nelle fasi post fase3 forse per un suo ritorno?  Certo dispiace che Thanos sia stato polverizzato perchè non essendo finito nella gemma, non c'è un escamotage in questo momento che permetterebbe al buon villan di rientrare in partita, anche perchè in effetti, il thanos visto in endgame era davvero fin troppo villan per sperare in una sua redenzione. Peccato. 
Altri redivivi? Sicuramente Visione, ne abbiamo parlato prima, lui tornerà, ma bisognerà capire come senza la gemma della mente incastonata nel cranio. 

5) Nuovi Avengers e vecchie glorie: che sicuramente Marvel punterà ad una convergenza in un nuovo team avengers dopo il successo del precedente è scontato, naturalmente non potrà ripetersi, pena la banalità e, quindi, la perdita di spettatori.  Quindi senza dubbio vedremo un team diverso, sia come personaggi, chiaramente, che come ruoli e interrelazioni. Immagino il core del gruppo nei fantastici 4, come dicevo, una parte tangente con cap marvel, guardiani e gruppi legati allo spazio e naturalmente le nuove leve.  Quello che traspare è un team sempre più femminile: Carol, Wanda, Jane "Thor", Valkiria e poi il personaggio sicuramente centrale interpretato da Angelina Jolie sono chiaramente esempi importanti.  Poi i vecchi che ritornano: Falcon/Cap, il Winter Soldier, Visione (che potrebbe essere uno dei Leader). 

6) Scontro finale: ho pensato molto allo scontro finale che chiuderà l'MCU per sempre.  Quanto visto in endgame è sicuramente la scena si massa più epica mai vista e sono convinto che non sarà possibile superarla.  Quindi come gestire uno scontro che sia altrettanto epocale e fondamentale per le sorti di tutto il multiverso? Facciamo un passo indietro.  Come dicevo, dovranno rinnovare, ma consapevoli del fatto che con la fase 6 si chiuderà il cerchio definitivamente o, comunque, quasi certamente, quindi potranno lasciare qualche spiraglio per un eventuale proseguo della storia, ma dando una chiusura simile a quella vista in endgame (e secondo me, senza un film successivo questa volta, come accaduto con Ant-man e Spiderman FFH per capirci).   Immagino quindi qualcosa che faccia leva su tutti fan tanto per portare al cinema sia i vecchi leoni che hanno seguito l'MCU dagli inizi che i nuovi che lo hanno conosciuto più di recente.   E così immagino un assemblamento anche qui notevole di supereroi, ma non plateale come visto in endgame.  Come arrivare a questo punto? Metto alcune scene quali punti di svolta nei film della fase 6 per giungere allo scontro che andrò a descrivere:
a) immagino in un film su captan america/falcon che lui e il soldato d'inverno combattono entrambi vestiti da cap, un po' come zorro nei film anni 70.  In pratica Bucky compensa con le sue capacità Falcon. Quindi entrambi con la maschera che gli copra il volto completamente per mascherarne l'identità e impedire allo spettatore di capire che sono in realtà in due a portare il costume di cap.
b) immagino una scena in un film successivo in cui i due combattono, magari contro un villan collegato alla trama principale, verso la fine della fase 6 e a seguito di una villenta esplosione vengono travolti.  Qui farei morire falcon, ma non lo mostrerei.  Più avanti farei rivedere i due combattere come in passato, ma alla fine, si scopre che se bucky ha il volto deturpato, l'altro non è falcon (morto appunto) quando Steve Rogers. Ringiovanito in qualche modo e tornato per vendicare il suo amico.
c) Immagino un "Irongirl" se sarà Morgan a prendere le redini oppure un "Ironboy" se sarà il ragazzo visto anche al funerale di Tony, ma se così fosse, lascerei quasi credere la non plausibilità della cosa, voglio dire: nessuno è tony stark ed è troppo facile per chicchessia costruire e, soprattutto, controllare armature come quella. Farei quindi capire che sono aiutati da Friday, tuttavia nel tempo farei capire che Tony aveva trasferito la propria coscenza in una IA e che inizialmente neppure la IA era consapevole di essere Tony.  Magari per soccorrere la figlia o per un evento differente, la IA prende coscenza di chi era e così, sfruttando la tecnologia utilizzata per la creazione del corpo di visione, TOny potrebbe clonarsi (come nei fumetti) e tornare per un'ultima battaglia.
Con queste premesse, avemmo quindi due team di Avengers: la vecchia e la nuova guardia. 
Lo scontro: di certo, come dicevo, non replicherei una scena di massa perchè mai riusciranno a superare Endgame, quindi farei esattamente il contrario.  Magari potrebbero esseri delle chiavi nel multiverso che "devono essere girate"affinchè i cancelli dell'inferno si aprino.  E così dividerei il grosso degli avengers su più fronti, lasciando un manipolo di eroi (i nuovi) ad entrare nell'inferno ed affrontare Mephisto.  Uno scontro quasi intimo, magari che abbia a che fare non solo con lo scontro fisico, ma anche con le peggiori paure. Ed alla fine, chiusi i cancelli, sconfitto Mephisto, farei tornare tutti casa.

Aggiungo che il multiverso potrebbe aprire anche un altro fronte non da poco: lo spiderverse.  Sony potrebbe quindi stringere un accordo con Marvel volto a creare un proprio Universo, ma coordinandosi con Marvel al fine di creare un qual cosa che, prima o poi, possa convergere.  Del resto, i risultati straordinari di Spiderman: into the spiderverse sono più che indicativi...

Queste le mie teorie! Chissà che anche questa volta mi avvicini!

Grazie per la lettura.
4

Infine ci siamo: l'MCU ha raggiunto il suo apice e, soprattutto, il suo "endgame".  Lo avevano detto, lo hanno ripetuto fino allo sfinimento sia i Russo che Kevin Fiege ed ora quanto sostenevano è sotto gli occhi di tutti: con Endgame il Marvel Cinematic Universe cambia per sempre e, per citare una frase di Peggy nel final trailer del film, "non si può tornare indietro".

Considerato la complessità del film, la sua lunghezza e la sua importanza non solo per l'MCU ma, è oggettivamente il caso di dirlo, per il cinema in generale per come vedremo, dividerò questa recensione in due parti.  Una spoiler ed una no spoiler.

Se ancora non avete visto il film, seguite solo la prima, se invece anche voi siete nell'Endgame, allora proseguite.  Per motivi che saranno chiari già dalle prime battute, la parte "no spoiler" è ridotta perchè ritengo più interessante questa volta concentrarci sul film nella sua interezza.


NO SPOILER

Quando l'anno scorso uscì Avengers: Infinity War la prima sensazione che ho avuto è stata che quel film portava il concetto di cross-over ai limiti del possibile.  Solo X-men: giorni di un futuro passato aveva tentato un simile livello di coinvolgimento con così tanti personaggi, ma giocando su due ere, in un certo senso, barava sull'interazione tra di loro.  In Infinity war assistemmo ad una miscela straordinaria, ad una gestione di ritmo e dello spazio destinato ai vari protagonisti davvero perfetto.   Endgame mostra questa interazione in modo differente: abbandonati, per ovvi motivi, i gruppi di protagonisti (ricordiamo che in IW gli eroi erano divisi su più fronti) qui il film è più intimo, prendendo i passi da ciò che il famoso schiocco ha rappresentato per ciascuno di loro e per il mondo, l'universo intero.  Del resto i Russo lo avevano annunciato: il punto di vista, la narrazione di Endgame sarebbero stati diametralmente opposti a quelli a cui abbiamo assistito in IW dove tutto ruotava, incredibilmente, non tanto sugli eroi, ma su Thanos ed sul suo folle piano.
Endgame quindi riesce a trovare la quadra di una situazione impossibile con soluzioni altrettanto tali, ma a differenza di quanto si potrebbe credere, nonostante la sua lunghezza notevole (3 ore ed un minuto) le parti destinate al combattimento sono minime, rispetto a momenti volti al permettere di elaborare un vero e proprio lutto, su scala planetaria, scatenato alla fine del film precedente.
Il film si articola in tre atti con notevoli cambi di umore e di direzione, dove i personaggi trovano tutti (o quasi) il giusto spazio, raggiungendo l'evoluzione del proprio io in modi talvolta davvero inaspettati.
Visivamente è senza dubbio il più bel film dell'intero MCU.  Campi lunghi straordinari rivaleggiano con i paesaggi incredibili visti in Infinity War, ma soprattutto il terzo atto ha una fotografia nettamente superiore.  La colonna sonora, per nulla invasiva, si fonde perfettamente con le immagini, costituendo un valore aggiunto al girato davvero buono, nonostante questo però, ad eccezione dell'onnipresente tema dei vendicatori, non brilla per temi che buchino lo schermo.
Parlando di recitazione, i 6 vendicatori originali, veri protagonisti della pellicola, riescono a raggiungere lo scopo, trasmettendo anche nei momenti più ironici, emozioni forti, talvolta devastanti; ma tra i sei, emergono senza dubbio Robert Downey Jr (Tony "Ironman" Stark"), Chris Hemsworth (Thor) e Chris Evans (Steve "Cap" Rogers).  Bene anche Scarlet Johanson (Natasha "Vedova nera" Romanof) e Jeremy Renner (Clint "Occhio di falco" Burton), ottima la loro sinergia, in ombra, purtroppo, a mio avviso, Mark Ruffalo (Bruce "Hulk" Bunner).  Seppure ha molto spazio sullo schermo, la sua interpretazione è quella che mi ha lasciato più indifferente: mi aspettavo un grande ritorno ed invece quello che abbiamo ottenuto è qualcosa sicuramente di originale, ma non incisivo.
Discorso di tutt'altra natura, invece, come dicevo, per i tre Avenger più rappresentativi e, tra loro, brilla senza dubbio un Robert DJ da nomination, specie per il primo atto dove davvero è straordinario.
Sulla storia discuteremo approfonditamente nella seconda parte della recensione, ma una cosa è certa: grandissimo lo sforzo nel creare una trama tutt'altro che scontata, troncando ogni parallelismo con prodotti similari dove le peggiori sciagure venivano corrette semplicemente modificando qualcosa nel passato per ottenere effetti sul futuro.  Endgame non fa questo, non è questo, come ribadito più volte dai registi: i morti sono morti, nessun espediente, nessun trucco e il modo in cui gli eroi affronteranno questo cataclisma su scala universale è complesso, talvolta ostico, ma appagante.

In definitiva, nonostante qualche piccola sbavatura, Endgame è un'opera colossale, senza precedenti sotto tutti i punti di vista tra cui, certamente non ultimo, il cast semplicemente stellare che annovera lungo tutta la pellicola, e, esattamente come il titolo suggerisce, rappresenta la fine di un cammino iniziato 11 anni fa.  La nostalgia che ogni scena evoca è palpabile e ha portato alle lacrime in momenti dove, normalmente, le lacrime non avrebbero avuto senso, ma come ho detto questo film non è solo un capitolo della saga, è qualcosa di più: è la sua conclusione, totale, globale, assoluta.
Anche se rappresenta una piccola anticipazione, questo senso di tutto e di completezza lo abbiamo anche con l'assenza, per la prima volta dal 2008, di una scena post credit, che, in effetti, avrebbe forse (è d'obbligo dirlo) stonato.
Insomma, ci sono pochi film che hanno caratteristiche di questa portata: dai tempi de Il Ritorno del Re non si assisteva ad un fenomeno di massa del genere e, forse, nei prossimi giorni, assisteremo alla demolizione di record senza precedenti, basti pensare che in poco più di tre giorni ha superato 1,22 miliardi di dollari, infrangendo 144 record nazionali ed internazionali!
Endgame è un film da non perdere, rappresenta un punto di non ritorno, nel bene e nel male, perchè dal 24 aprile 2019, il cinema, volente o nolente, è cambiato per sempre.

SPOILER - NON LEGGERE SE NON AVETE VISTO IL FILM
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#ThanosDemandsYourSilence
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#DontSpoiltheEndgame
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Se leggete questo allora siete, come mi piace dire, nell'Endgame. Sì perchè è indubbio che chi ha visto il film, soprattutto chi ha seguito l'MCU per tutti questi anni, esce travolto dalla potenza di questo film. 
Lungo, lunghissimo, tiene comunque incollati alle poltrone come solo Infinity War ha fatto e, in alcuni momenti, persino di più. Senza dubbio.
Lacrime, molte, esaltazione, a livelli mai raggiunti, Endgame è un film di eccessi che sconvolge in alcune scene, che sorprende in molte altre.
Essendoci davvero molto da dire, vorrei essere quanto possibile sintetico nelle parti che ho trovato buone, andando magari a soffermarmi sulle sbavature del film e, soprattutto, su cosa rappresenta per il futuro dell'MCU.



Come dicevo, si va a cercare davvero il pelo nell'uovo perchè il film scorre molto bene, ha un buon ritmo e tiene incollati allo schermo, tuttavia non è possibile non manifestare un certo rammarico per come è stato gestito il Prof. Hulk.  Che Bruce Banner si sarebbe fuso con la bestia era evidente già dai primi concept trapelati più o meno volutamente in rete, tuttavia è mancato qualcosa al personaggio.  Qualche sprazzo di rabbia dopo la morte di Nat, peraltro metabolizzata a mio avviso troppo troppo troppo rapidamente da Bruce, anche alla luce della loro precedente relazione, il personaggio è esattamente come lo descrive Valkiria: una via di mezzo, di cui si preferisce o l'una o l'altra forma.  In pratica è un ibrido tra i due che non ha però una propria individualità.  Cerca di barcamenarsi con battute o scene divertenti tra cosa è Hulk (la scena nel 2012 quando si strappa la maglietta e senza voglia spacca qualcosa) e cosa è Banner, senza tuttavia essere al livello degli altri compagni di battaglia.  Forse sarebbe stato opportuno non rendere così definitiva la mutazione, magari lasciando scatti di rabbia tipici di Hulk al personaggio, soprattutto nei momenti più drammatici o focali della storia, piuttosto che ridursi all'ombra di due personaggi insieme.



Altro aspetto che forse avrebbe meritato un maggiore approfondimento, soprattutto per il peso enorme che ha in termini di trama, è stato il legame tra le due Nebula.  Per come è presentato, infatti, sembra forzato che i ricordi di una scorrano nell'altra, quando magari sarebbe stato sufficiente spiegare per esempio che condividendo lo stesso protocollo di comunicazione, la memoria della nuova Nebula veniva "captata" dalla seconda o qualcosa del genere.  Così sembra più un escamotage per sopperire ad un problema di trama, risolto anche piuttosto goffamente.
Poi la scena che, onestamente, mi ha dato davvero fastidio per la sua ovvietà, per quanto è stata forzata e, non me ne voglia il pubblico femminile, ma fuori posto: la scena "girl power" della battaglia finale.
Mi chiedo, senza voler entrare nel polemico: è davvero obbligatorio e necessario mettere in scena sequenze come quella? A che pro? Avrei potuto capirlo se tutti quei personaggi non fossero mai stati al centro delle storie della Marvel Studios o se fossero stati mostrati per la prima volta in Endgame, allora forse sarebbe stato utile per dar loro spessore... ma TUTTE le eroine di quella scena ridicola sono state al centro dei numerosi film: a partire da Captain Marvel, a seguire con Scarlet Witch, Valkiria, Pepper Pots (inspiegabilmente in grado di combattere al pari di Tony Stark in armatura...), per proseguire con Okoye e le Doraminaje, Wasp ecc ecc ecc.  Perchè?  Bellissima come scena tecnicamente, completamente fuori luogo a mio avviso che invece che galvanizzare, fa sorridere per la sua ridicola ostentazione di una forza che non necessitava minimamente di essere palesata in modo tanto esplicito.

Questi i punti che forse potevano essere gestiti meglio... ma andiamo ora a vedere cosa ha funzionato... praticamente quasi tutto quindi!

Tre atti dicevamo, un primo atto semplicemente perfetto che segue un'apertura al cardiopalma che ha lasciato la sala letteralmente esterrefatta! La ricerca di Thanos, l'utilizzo delle gemme una seconda volta (perfettamente plausibile) e il confronto con un villan devastato, claudicante, distrutto, ma sereno è stato forse la cosa più scioccante della pellicola. Anche la battuta di thor dopo l'esecuzione non toglie nulla ad una sequenza che lascia col fiato sospeso per la sua imprevedibilità. 
Sono stato piacevolmente colpito da alcune scelte di storia che, peraltro, con un pizzico di orgoglio, posso dire di aver in parte parzialmente, in parte pienamente azzeccato! Rimando a tal proposito al mio post Risposta #6 il: Giugno 25, 2018, 04:34:43 pm dove avanzavo le mie teorie! 
Cosa che davvero non mi aspettavo (almeno quando ho scritto il post e, cioè, prima di vedere il film stand alone su Cap Marvel) era il suo ruolo minimo nel film, ma visto i poteri devastanti che aveva e che ha mostrato nello scontro finale, ci sta tutto: avrebbe tolto spazio ai vendicatori originali.



Vediamo ora il secondo atto, quello relativo al piano per rimettere le cose a posto.
Proprio come avevo pensato, il piano apre le porte al multiverso ed alla ricerca delle gemme dell'infinito distrutte da Thanos nella nostra realtà e nel nostro tempo nel passato, scatenando realtà alternative e, in buona sostanza, universi alternativi in funzione della gemma.
Facciamo un attimo il punto su questo aspetto perchè, ritengo, sia basilare per farci un'idea sul futuro stesso dell'MCU.



Sappiamo per una moltitudine di battute e per la spiegazione del professor Hulk che i viaggi nel tempo in chiave quantistica non seguono le regole dettate dal... cinema in materia! Nello specifico film come “ritorno al futuro” ad esempio non sono "corretti" secondo le regole di Endgame.  Infatti Banner spiega che modificare il passato non altera il futuro in quanto il futuro diventa il nostro passato ed il passato in cui siamo piombati diventa il nostro presente. 
Poichè il viaggio nel tempo visto nel film non è semplicemente un balzo indietro (e poi avanti) nel tempo, ma un vero e proprio salto spazio-temporale attraverso l'universo quantico, ritornando avanti nel tempo non si superano gli eventi scatenati da quanto accade nel passato, ma attraverso il passaggio del microcosmo si torna esattamente dov'eravamo.  Cosa accade allora al passato modificato?
L'antico del 2012 spiega a Hulk che il continuum spazio-temporale è definito dalla posizione in tale continuum delle sei gemme dell'infinito.  Spostare una di queste gemme dal quando/dove si trova come fanno gli Avengers genera una realtà alternativa per ogni gemma spostata.  In buona sostanza, quindi, quando le gemme vengono portate nel 2023 (il nostro presente), alle spalle restano definite 6 REALTA' ALTERNATIVE non perchè sono stati alterati gli eventi (es. Loki che scappa usando il tesseract - ma su questo torneremo tra poco; o Howard Stark che sicuramente si accorgerà che il tesseract del 1970 è spartito ecc), ma perchè le gemme, strappate alla loro realtà, hanno generato una realtà senza di loro, alternativa!  Non a caso, quando Banner promette che riporterà la gemma del tempo esattamente da dove l'ha lasciata, l'Antico mostra che la biforcazione sparisce, non accennando minimante a cosa l'incontro avuto avrebbe potuto generare alla sua realtà ed agli eventi futuri! 
Ed ancora: quando alla fine Steve Rogers prende le gemme e inizia la sua missione nei vari passati sfruttando sempre il tunnel quantico, si parla espressamente di "cancellare le diramazioni" riportando le gemme da dove sono state prese, non si accenna alle alterazioni degli aventi che conosciamo che gli Avengers si sono lasciati alle spalle.  Non a caso, lo Steve Rogers invecchiato spiega che ha completato la missione cancellando tutte le diramazioni.  Naturalmente, per far questo, non ha di certo rimesso la gemma della mente nel bastone (distrutto) di Loki nel 2012 o nel Tesseract (in polvere) nel 1970 o ricostruito l'Orb su Morag, così come non può aver impedito a Loki di scappare senza creare ulteriori ingarbugliamenti al continuum di quell'epoca.  No: quello che ha fatto è stato semplicemente riportare ogni gemma nel quando e nel dove l'avevano presa: 

- Su Morag la gemma del potere
- Su Vormir la gemma dell'anima
- Probabilmente allo Shield la gemma dello spazio nel 1970
- A New York del 2012 la gemma della mente
- A New York del 2012 la gemma del tempo (riconsegnata all'Antico)
- Su Asgard la gemma della realtà.

Se uniamo questi elementi, quindi (la spiegazione di Hulk, quella dell'Antico e quanto apprendiamo alla fine del film) riportando esattamente le gemme da dove e da quando sono state prelevate, si annulla la biforcazione generata dal loro "furto".  Questo significa che ogni realtà alternativa aperta con lo spostamento delle sei gemme è stata ripristinata nel continuum normale dopo l'azione di Steve Rogers a fine film!
Gli eventi nel passato, inoltre, non influenzano il futuro perchè, come abbiamo detto, non rappresentano il futuro a cascata come visto in “ritorno al futuro”.
E allora cosa succede, in primis, a Loki?
Certo è che non essendo minimamente legato al recupero della gemma dello spazio (se non per portare con questo espediente Tony a incontrare suo padre) la fuga di Loki resta senza alcun effetto sulla trama principale.  Quindi perchè mostrarla visto che non influenza il futuro e non serve ai fini del recupero?  Sappiamo che è in lavorazione una serie TV da 10 episodi interconnessa all'MCU con Loki come protagonista.  La serie è definita una serie Prequel... e se per prequel si intendesse il passato "alternativo" in cui Loki non è ancora addolcito e "buono" per come abbiamo visto in Thor: Ragnarok e Infinity War e inizi il suo cammino per diventare quel personaggio?  Magari fino a raggiungere l'anno 2023 e ritrovare gli Avengers magari in una potenziale Fase 5?  Ne riparleremo comunque più avanti. 
Crea scompiglio nel cammino che stiamo facendo la doppia dichiarazione dei due Russo: Antony, infatti, dichiara in merito al finale che Cap ha generato una realtà alternativa e che per arrivare alla famosa panchina ha dovuto fare un salto nell’universo cosmico.  Joe, invece, in una dichiarazione di qualche giorno dopo, dichiara invece che Bucky quando vede Steve da vecchio non si scompone, come se SAPESSE che lo avrebbe trovato lì ed in effetti è quantomeno strana la reazione che ha Bucky alla fine del film...  Questo fa pensare, quindi, che i due vecchi amici si siano incontrati già nel passato e, se così è, DEVONO essersi incontrati nella stessa realtà.
Questa seconda dichiarazione quadra con la teoria di cui sopra.  Conoscendo gli infiniti depistaggi operati dai Russo in passato, non mi stupirebbe che abbiano volutamente confondere le carte (oltretutto se si considera che hanno espressamente detto che in Endgame restano aperte alcune strade da percorrere, forse, in futuro!)

Infine arriviamo ad una delle note “dolenti” ovvero i grandi esclusi dalla più straordinaria battaglia della storia dell’MCU, una scena, questa, che ridisegna il concetto di epico al cinema e non solo per la scena in se, quanto piuttosto dal fatto che le forze impegnate sul fronte dei nostri amati beniamini erano composte (ad eccezione delle truppe) da protagonisti di franchising e/o, comunque, attori noti e dalle capacità ben definite.  Ad eccezione della già citata scena “all girl”, la battaglia è straordinaria nella sua parte spettacolare e toccante, nel suo triste epilogo.   

Prima di affrontare l’argomento in questione, però, permettetemi una piccola parentesi sul supervillan Thanos.  Ho letto e sentito numerosi commenti sul fatto che Thanos è sembrato più forte senza guanto che col guanto, come a dire che avesse dovuto essere superiore alla sua versione vincitrice di Infinity War per fronteggiare il nemico durante la battaglia finale e non solo.
C’è da dire che è senza dubbio vero che Thanos in Endgame è più aggressivo rispetto a quanto visto in IW, ma questo non implica minimamente che sia anche più forte in senso stretto.  In Infinity War Thanos non aveva nessuna intenzione di massacrare i propri avversari, ma quello a cui teneva era completare il suo piano.  L’unico momento in cui si lascia andare alla rabbia è durante lo scontro su Titano perché ha visto il pericolo dell’attacco congiunto dal quale si è sottratto solo a causa della reazione di Peter Quill.  Eppure, anche lì, una volta vincitore, ha recuperato il controllo e pur se avrebbe tranquillamente potuto sterminare tutti i presenti dopo aver recuperato la gemma del tempo, rispetta la parola data a Strange e lascia in vita Tony Stark, oltre a non infierire sugli altri.  Stessa cosa durante la battaglia di Wakanda: Thanos avanza inesorabile, ma non uccide i Vendicatori che lo fronteggiano uno dopo l’altro, bensì li allontana, immobilizzandoli, perché non è uccidere il suo fine ultimo, non lo è mai stato.  Lo dice anche all’apertura dello scontro finale quando spiega che non ha mai massacrato, distrutto e ucciso per fini personali… prima di allora, certo. 



Tornando a noi, i grandi esclusi: Visione e Vedova Nera.

Come vedremo nella tra poco tirando le somme e guardando al futuro dell’MCU, Visione è confermato insieme a Scarlet Witch quale protagonista della serie in arrivo sulla piattaforma Disney+ il prossimo anno. Questa informazione era stata data ufficialmente ben prima dell’arrivo nelle sale di Endgame e aveva suggerito un po’ a tutti che Visione sarebbe tornato, sicuramente senza la gemma della mente, ma comunque in una qualche forma grazie al famoso backup iniziato da Shuri a Wakanda durante la battaglia finale di Infinity War.  Questo, come sappiamo, non è accaduto.   Tra l’altro proprio Shuri compare al fianco del fratello in uscita dal primo portale quando la battaglia inizia.  Ne va da sé che se Visione avesse dovuto prendere parte ai giochi, lo avrebbe fatto in quel momento.   E allora cosa pensare del suo ritorno? In che misura e, soprattutto, quando?
La mia idea è che Visione sia uno degli assi nella manica che Kevin Fiege si sia voluto obbligatoriamente tenere per il futuro dell’MCU.  L’uscita di scena dei mostri sacri, lascia un vuoto enorme da colmare, una incognita pesantissima sul futuro della saga che, ad oggi, ha oggettivamente dato praticamente tutto sui personaggi più amati e più noti.  Molti spettatori sapevamo chi fossero Ironman e Captain America ben prima che i loro film stand alone arrivassero aprendo la Fase1, anche magari non avendo mai letto neppure un fumetto, ma dubito che gli stessi abbiano ad oggi la minima idea di chi siano gli Eterni, tanto per dirne una, eppure saranno probabilmente cruciali per definire il futuro dell’MCU…  Per questo l’assenza di Visione è importante perché anche alla luce della serie già annunciata rappresenta un qualcosa di non concluso.  La mia idea è che Visione potrebbe tornare prima della serie a lui dedicata, magari in Black Panther 2… se così non sarà, allora diventa importante capire quando sarà ambientata la serie.  Sinceramente spero non tra Civil War e Infinity War perché con tutto il rispetto per i due “vendicatori piccioncini”, dubito che vedere come i due personaggi si siano innamorati possa giovare all’MCU considerato che sappiamo già cosa accadrà.   Staremo a vedere.

Discorso differente, invece, è da fare per Vedova Nera.
Per lei sappiamo che è confermato non una serie, ma il primo film stand alone e sappiamo che questo film sarà un prequel.  Dalle informazioni trapelate, sembra plausibile pensare che mostrerà le origini della nostra spia e, quindi, non impatterà minimamente sugli eventi dell’MCU, andando piuttosto ad approfondire il personaggio.   La sua morte, allora, è definitiva?  La risposta è semplice: NO.
Sappiamo da dichiarazione dei Russo post Infinity War che la scena finale del film in questione (quella in cui Thanos incontra la Gamora bambina) è ambientata nella gemma dell’anima.  Questo significa che Gamora, sacrificata dal padre per ottenere la gemma su Vormir, è quindi finita nella gemma.  Se questo è vero (e, ripeto, lo è visto che è stato confermato dai registi) allora anche Nat si trova nella gemma dell’Anima riportata su Vormir da Steve Rogers e poiché Thanos del passato è morto nel presente, nessuno cercherà la gemma che, ad oggi, resterà custodita da Teschio Rosso indisturbata!  In buona sostanza, sembra proprio che il film spin-off su Vedova Nera abbia non solo lo scopo di riempire uno slot nella fase 4, ma anche quello di non far dimenticare la Vedova Nera, scomparsa nell’endgame!   Se poi a questo si aggiunge che ad oggi non sappiamo se chi è stato annichilito dallo schiocco venisse risucchiato nella gemma dell’anima o meno, questo lascia in sospeso una questione non da poco: Thanos è davvero uscito di scena per sempre? Se davvero chi viene distrutto dallo schiocco di dita dovesse finire nella gemma, allora oltre a Nat, ci sarebbe proprio Thanos e la sua armata!
Questa osservazione apre scenari futuri molto interessanti, non tanto per riportare Thanos indietro come villan (ha già dato abbondantemente), ma magari come un improbabile alleato! Magari di cui proprio la Romanoff potrebbe essere garante! 

Come si sposa tutto questo con le serie e i film in arrivo?
Sappiamo che le serie live action direttamente interconnesse con l’MCU sono quattro:

- Loki – abbiamo già parlato di come Loki scompaia nel 2012 grazie al tesseract, la domanda è: dove può essere andato? Di certo non ad Asgard dove era ricercato e neppure troppo allo scoperto visto che i Chitauri e lo stesso Thanos del passato lo stavano cercando e allora dove?   Mi piacerebbe vedere Loki che, nella serie, mostri come è arrivato a quel fatidico 2012, ma, soprattutto, come dal 2012 arrivi al 2023.  In pratica mi aspetto una serie che partirà come episodica e che, ad un certo punto, intersecherà gli eventi che abbiamo visto e che, alla fine, con un bel colpo di scena, magari introduca qualcosa che impatti poi sull’MCU. Ricordiamo che questa come le altre serie in questione sono canone dell’MCU!

- Scarlet Vision – abbiamo parlato poco prima di come ritenga che Visione tornerà, il punto è come (sempre che torni certo).  Sarebbe interessante vedere cosa sarà Visione senza la gemma e con un backup incompleto.  Mi piacerebbe vederlo fuori di se per un lento recupero se non in un film (Black Panther 2? Magari inizialmente come villan? Forse non c’è il tempo…) almeno nella serie con Scarlet (che magari diventi il prequel di Black Panther 2 a cui Visione è legato?) piuttosto che una love story supereroistica… sinceramente quello spero proprio di no.

- Occhio di Falco – serie di cui quasi certamente in base a rumors piuttosto insistenti vedremo il passaggio di consegne da parte di Clint alla figlia.  Il ritiro di Clint dipenderà chiaramente in che termini avverrà, ma di certo servono nuove leve, anche per strutturare un nuovo team Avengers per il futuro, se ce ne sarà uno.

- Falcon e the Winter Soldier – questa è interessante. Non sappiamo praticamente nulla a parte il titolo, ma alla luce di quanto accaduto, potrebbe mostrare l’ascesa di Falcon come nuovo cap, anche se mio avviso, potrebbe affrontare anche il passato di Bucky e implicazioni sulle modifiche allo stesso generate da Cap tornato indietro nel tempo, in base a quanto detto prima.

E con l'MCU? Cosa sappiamo? Cosa mi aspetto alla luce di quanto accaduto e dagli indizi che abbiamo individuato in questo articolo?

1) Eterni: confermato - sappiamo che Angiolina Jolie sarà parte del cast.  Dovrebbe essere un film cosmico, seppure leggendo qua e la, alcuni eterni hanno origine anche sulla Terra. Che quindi abbia qualche flashback sul nostro pianeta magari?  Sicuramente, al pari dei guardiani della fase 2, questo film servirà per ampliare gli orizzonti dell'MCU in modo da spostare le storie sullo spazio.  Del resto credo che non vedremo molto sulla terra, almeno agli inizi e serve un nuovo campo da battaglia per i primi film.

2) Vedova Nera - confermato - sappiamo, come dicevamo, che sarà un prequel. Secondo me, come ho detto, descriverà le origini di Nat e di come è diventata la spietata spia russa che vediamo in Avengers.  Insomma, una storia di origini o comunque spostata poco dopo la sua nascita, ricongiungendosi agli indizi sul suo passato già noti.

3) Doctor Strange 2 - praticamente confermato - qui le cose si fanno interessanti.  Secondo me sarà cruciale per individuare il supervillan del nuovo MCU.  Come dirò nell'ultima parte dell'articolo, le dimensioni con cui ha a che fare il dottore sono perfette per introdurre qualcosa che agisca al di là delle realtà e del tempo, qualcosa che esiste in ogni realtà… ma vedremo più avanti appunto. Comunque immagino il confronto con Mordo una certezza, vista la sua evoluzione alla fine del primo capitolo, sarà però davvero interessante capire se avrà qualcuno a cui renderà conto oppure se resterà un cane sciolto…

4) Black Panther 2 – praticamente confermato – se fosse già in preproduzione, avrei scommesso su un Visione villan che, alla fine del film, veniva salvato dalla follia della rinascita senza gemma e incompleto… ma i tempi non ci sono per incrociarsi con la serie e quindi temo non sarà così.  Onestamente sono curioso di vedere cosa accadrà, ma di certo il film ci sarà, visto gli incassi da capogiro che la prima pellicola ha avuto.

5) Antman 3 – nessuna notizia ad oggi – i due capitoli di Ant-man sono perfetti per un terzo atto conclusivo e il richiamo a Pym del 1970 stuzzica non poco, anche alla luce dei viaggi nel tempo.  Non credo che ne vedremo ancora, ma sarebbe interessante qualche bel flashback con il primo antman e, soprattutto, nel presente, la squadra composta da Antman, Wasp e, spero, Fantasma.  Davvero mi auguro non venga persa per strada né lei né il professore interpretato da Laurence Fishburne, davvero ottimi nel secondo atto.  Anche questo film potrebbe essere interessante, soprattutto per quanto importante sia stato in endgame l’universo quantico, seppure i precedenti capitoli siano stati piuttosto “intimi” e su scala ridotta.  Vorrei vedere anche la Pfiffer maggiormente coinvolta.  Insomma premesse eccellenti che spero vengano sfruttate.

6) Captain Marvel 2 – nessuna notizia ad oggi – chiacchiere e poco altro per un eventuale sequel per l’overpower della Marvel. Quasi certamente immagino un secondo atto sempre nel passato e, come per gli Eterni, ambientato nello spazio.  Mi viene da pensare che se così non dovesse essere, forse potremmo assistere ad una operazione già vista in Spiderman Homecoming  e, cioè, un suo ruolo da coprimario nel film sugli Eterni.  Vero è che il primo atto ha incassato molto molto bene, nonostante a mio avviso il film non sia stato così buono ed abbia sfruttato l’imminente Endgame, uscito poco dopo.

7) Shang Chi – sembra confermato – rumors vorrebbero un film su questo maestro di arti marziali asiatico in un film che sfrutti la stessa formula di Black Panther e, quindi, focalizzato sulla cultura orientale. Onestamente mi chiedo: serve davvero?

[emoji41] I guardiani della galassia Vol. 3 – confermato – le riprese inizieranno quando il redivivo James Gunn completerà la sua “suicide squad” per la DC, ma il film si farà e si farà come si deve per fortuna.  Certamente ruoterà sulla ricerca di Gamora, quindi immagino sarà un ottimo stand alone come i suoi predecessori.  Sarà interessante vedere se Thor manterrà il suo ruolo nei guardiani come visto a fine Endgame oppure no, anche se sono piuttosto speranzoso che resti, considerato che se avessero voluto concludere la sua storia, sarebbe bastato farlo balzare via col bifrost attivato dalla Stormbreaker.



Ho cercato, in questa lunga analisi, di guardare da lontano il gigantesco panorama chiuso e aperto in Endgame e, per concludere, cosa farei io se mi venisse chiesto di tratteggiare il futuro dell’MCU? Cosa fare per le prossime fasi o come vorranno chiamarle? 

Partendo da quel colpo di incudine a fine titoli di coda proprio sul logo Marvel così simile ai colpi di martello con cui Tony ha forgiato la Mark I nella grotta in quel memorabile film del 2008 (colpo che qualcuno indica essere in realtà una sorta di scena post credit di Endgame che, lo ricordo, non ha scene canoniche in tal senso) ho pensato: e se più avanti mostrassero Morgan che, seguendo le orme del padre, iniziasse la sua carriera da Iron-girl?  La prima domanda che ci si porrebbe un po’ tutti, magari vedendola sfrecciare con una armatura nuova di zecca potrebbe essere: come è possibile che ci sia riuscita? Di Tony ce n’è uno solo e allora come fa?  E se, magari, Tony prima di partire per l’universo quantico avesse oltre che registrato un videomessaggio anche fatto qualche altra cosa e non avesse avuto modo di dirlo a nessuno… salvo che a Friday? E se magari questa altra cosa fosse stato riversare il proprio io in una IA che si rivelerà più tardi?  Chissà! 
Soprattutto, quello su cui ragionerei per strutturare e definire la forza da contrastare a lungo termine, è che, avendo mostrato più realtà e, quindi, più universi, di fatto l’MCU è passato a realtà multiversica.  Occorre quindi un villan capace di esistere in qualunque realtà, un qualcosa che sia forse più sul metafisico che non su fisico e, quindi, sul singolo piano.  Come giustificare una scelta del genere e, soprattutto, come giustificare il fatto che, finora, questo supervillan è rimasto celato?  La risposta potrebbe venire proprio da Endgame.  Se, come sappiamo, il continuum temporale è mantenuto dalle gemme dell’infinito per come abbiamo a lungo discusso, allora abbiamo un problema che, probabilmente, è sfuggito al controllo.  L’euforia di aver fermato Thanos, non deve distogliere l’attenzione da un particolare: Thanos HA DISTRUTTO LE GEMME NELLA NOSTRA REALTA’ riducendole in atomi.  Le gemme usate da Tory sono le gemme prelevate dal passato e che nel passato sono tornate e che, quindi, hanno salvato le realtà da cui sono state prelevate (ripristinando la realtà principale dell’MCU), ma di fatto non correggendo (perché non è possibile farlo) l’azione di Thanos.  Non essendoci le gemme, quindi, è la nostra realtà a non essere più sotto il loro controllo e, di conseguenza, mi viene da pensare, che qualcosa o qualcuno che prima non poteva agire proprio perché le gemme, implicitamente, con la loro esistenza lo impedivano, ora potrebbe manifestarsi. Mi potrete dire: le gemme del passato avranno raggiunto il presente, lo hai detto prima? La famosa gemma dell’anima per citarne una?  Verissimo, ma secondo la teoria del viaggio spaziotempo di endgame questo non cozza minimamente con quanto sopra: le gemme esistono nella nostra realtà (quelle del passato), ma non significa che Thanos non le abbia distrutte (le nostre).  La frattura, quindi, esiste ed è profonda.   
Quello che farei, quindi, è spiegare che seppure la linea temporale è stata ripristinata nel passato e le gemme riportate indietro da cap esistono nel presente, quelle del nostro tempo fatte esplodere da thanos hanno comunque creato una frattura dalla quale un villan capace di essere presente in ogni realtà è uscito.  Personalmente opterei per Mephisto: il diavolo della Marvel e magari, alla fine di questa seconda era, non mi dispiacerebbe vedere al fianco dei nuovi vendicatori, magari qualche vecchia conoscenza… 
Per quanto riguarda la quadra ritengo che recupereranno uno dei concetti portanti dell’Intero MCU e cioè il concetto di famiglia. Come la stessa Nat ricorda all’inizio di Endgame, gli Avengers sono diventati qualcosa di più di un semplice gruppo di combattenti, ma amici legati da forti legami personali. Questo, inevitabilmente, è andato perduto quasi completamente col finale del film, andando per lo più a frammentare quel poco che è rimasto.  Per questo (ed anche e soprattutto considerata l’acquisizione storica conclusa a fine marzo) immagino che vedremo fare l’ingresso nell’MCU dei Fantastici 4 con un film non sulle origini, ma sulla scia di Spiderman Homecoming.  In questo modo avremmo un gruppo già forte intorno al quale attrarre tutti gli Avengers rimasti, oltre a rappresentare i perfetti sostituti dei pezzi grossi andati perditi: Mr Fantastic prenderà il posto di Ironman come guida e mente del gruppo anche a libello tecnologico, Storm quello di Vedova Nera, la Cosa quello di Hulk e Torcia una sorta di Spiderman, considerato che il contratto con Sony è ormai esaurito e, salvo auspicabili sorprese, non vedremo più l’arrampicamuri dopo Far Far Home…  Per quanto riguarda Deadpool e gli altri X-men, come peraltro ha anche ribadito Fiege, ci vorrà più tempo: sono troppo freschi i film della vecchia saga (che si concluderà con Dark Phoenix), difficile che li vedremo prima di 3-5 anni, ma arriveranno.  Sarà interessante vedere come.   

Tornando ancora una volta ad Endgame, però, un’ultima piccola riflessione: che ne è stato di Steve dopo Endgame? Parlo del vecchio Steve.  Se è, come credo, della stessa realtà degli altri vendicatori del 2023, allora significa che, invecchiando, ha “raggiunto” nel presente Bucky e Sam.  Dubito naturalmente che lo rivedremo a breve, ma considerato che non è un uomo normale, potrebbe restare in vita un po’ prima di tirare le cuoia nel presente e questo potrebbe dare il tempo all’MCU di assestarsi e, magari, avere bisogno ancora una volta di un simbolo intramontabile che solo Steve Rogers ha saputo essere… e passando lo schermo e raggiungendo il nostro mondo, quello di tutti i giorni, tornare a dare, magari assieme ad un Ironman digitale, una vedova nera tornata dal mondo dei morti e, chissà, magari un Thanos alleato improbabile, ma necessario e evoluto,  ancora una volta un’ondata di eroismo puro e sconvolgente come solo l’MCU ha saputo, in questi indimenticabili 11 anni, dare a tutti quanti noi.

Chiudo con un paio di #hastag che meglio di mille parole sintetizzano come la community intera abbia amato tutto questo.
Grazie per la lettura!

#ILoveYou3000 #ThankYouAvengers

E naturalmente

#AvengeTheFallen

Sempre.
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Area Pubblica / Re:E infine quel giorno è arrivato.
« Ultimo post da Chesterum il Febbraio 20, 2019, 09:42:48 pm »
A parte gli storici come te, io qui dentro sono uno dei più anziani, entrato nell'aprile 2009. Ho avuto la fortuna di giocare con te. Quindi posso solo salutarti con un grosso in bocca al lupo [emoji16]

Inviato dal mio SM-G965F utilizzando Tapatalk
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Area Pubblica / Re:E infine quel giorno è arrivato.
« Ultimo post da Shockwave il Febbraio 20, 2019, 09:24:51 am »
Grazie a te Paolo di tutto quanto!!

Un abbraccio,
Davide.
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Area Pubblica / Re:E infine quel giorno è arrivato.
« Ultimo post da Sevex il Febbraio 19, 2019, 07:02:21 pm »
 O0 O0 O0
non ho altro da dire.

Stefano
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Area Pubblica / Re:E infine quel giorno è arrivato.
« Ultimo post da Gnomonero il Febbraio 19, 2019, 06:55:11 pm »
Ciao Paolo, è stato un piacere giocare con te  :D
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Area Pubblica / E infine quel giorno è arrivato.
« Ultimo post da Zigho il Febbraio 19, 2019, 05:55:58 pm »
Ho fatto passare qualche giorno, non ero pronto. Ora ho iniziato a metabolizzare l’evento, e fa un po’ meno male. Ma fa comunque male.

Era il 2005. Se non sbaglio, maggio. Duemilacinque.

Ricordo anche precisamente la parte del mondo in cui mi trovavo: Silithus. Mi arrivò un invito ad entrare in Gilda da un ragazzo che avevo “conosciuto” da qualche giorno: Nadìr (aka, Rino). Tutto è cominciato così, tra 10-12 amici. Ed è durato quasi 14 anni, come non avrei mai immaginato.

Questo gruppo mi ha regalato le gioie videoludiche più grandi della mia vita. In qualche modo ha potentemente attraversato la mia vita. Perché nel frattempo mi sono cresciute due figlie ed una terza mi è nata quando praticamente stavo facendo Molten Core. Tanto che la Gilda, per la sua nascita, mi regalò i pants (drop ambitissimo), che ancora conservo gelosamente in banca. Potrà sembrare una stucchevole banalità. Non lo è.

Ho conosciuto volti, storie e drammi di chi inizialmente era solo un pixel, ma che col tempo è diventato un amico nella vita reale. La mie figlie hanno seduto al tavolo di chi si è sposato fra un boss e l'altro di Blackwing Lair.

Solo per il gusto di salutare questi amici ho loggato Zigho da un punto imprecisato del Mar Morto, dal letto di ospedale di mia figlia, da un volo Lufthansa di rientro dalla Cina mentre sorvolavo il deserto del Gobi.

Questo gruppo per me non è mai stato evasione dalla Realtà: per fortuna non ne ho bisogno. E’ sempre stato un arricchimento della Realtà. Ed oggi voglio ringraziarVi tutti, quelli che ci sono stati all’inizio, i tanti che sono stati di passaggio e quelli che sono rimasti fino all’ultimo. Ad ognuno di Voi devo un pezzo di un divertimento senza pari.

Ora questa irripetibile Storia si chiude e probabilmente state leggendo l’ultimo post della mia vita sul forum che, quasi quotidianamente, ho consultato per tutto questo tempo. Mai avrei immaginato che di quei 10-12 dell’inizio (e delle centinaia che sono transitati da qui nel successivo decennio) sarei rimasto l’ultimo attivo. 

Mi rimane una certezza: chi è stato un Templare Nero sarà sempre un Templare Nero.

GRAZIE.
Paolo.
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Area Pubblica / Re:Saluti
« Ultimo post da Jikes il Gennaio 22, 2019, 06:37:17 pm »
Fab.. Nn ho parole per salutarti.. In questi anni abbiamo condiviso tante cose soprattutto le risate.. Noi per te ci siamo sempre..  un abbraccio
Ele

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