Il colore viola di FitzJohn Whazzap (Ep. 2 Season 1)
– “I simpatici tribuni di Stormwind”?
Fitz aveva solamente tre giorni per sistemare la vicenda della casa e doveva partire immediatamente per la città capitale. Una volta li avrebbe dovuto cercare questo famigerato Baros Alexton e chiedere lui lume sull’accaduto. Il tempo era poco, o Fitz si incamminava subito o avrebbe dovuto costruirsi al momento un mezzo di locomozione per raggiungerla. Dieci minuti dopo Fitz partiva sgommando perdendo i pezzi della sua ex cucina per strada.
Ogni volta che si doveva percorrere la strada dalla sua casa a Stormwind, Fitz provava una tristezza infinita. Non era malinconia, non era nemmeno preoccupazione per la casa. Era la desolazione delle strade che doveva percorrere! Prima quel tragitto in mezzoa quella gola dove solo un mago dalle manie di grandezza poteva farci una torre con tanto di banchetti e sale da ballo. Ancora più incredibile era pensare che vi fosse un tempo pure la ressa per entrarci, come se vi fossero delle feste ogni sera. Persone eccentriche questi maghi.
Dopo il passo di Deadwind, arrivano le strade di Duskwood. Nebbia fitta, perenne, impenetrabile. La gente per non essere investita dai cavalieri doveva girare sempre con delle lanterne in mano. Gli alberi pieni di ragnatele composte da un esercito di ragnetti schifosi. Gli alti elfi delle foreste adoravano girare per quei boschi graffiandosi continuamente il viso avvolto dalle appiccicose trappole dei loro amici aracnidi, ma per fortuna Fitz non aveva questo problema e continuava a sfrecciare verso le mura di Stormwind a tutta velocità.
Fitz preferiva sempre evitare sguardi curiosi e indiscreti su di se, quindi si era vestito con un mantello tapezzato con alcuni pezzi delle sue tende di casa sopra ai suoi soliti abiti da pescatore bombardatore. Sulla testa il suo fido elmetto da immersione e, visto il perfetto camuffamento, aveva anche imparato l’accento degli gnomi per non essere scoperto. Nonostante gli astuti stratagemmi, la gente continuava a guardare con sorpresa quello strano essere che guidava seduto su di un lavandino, spinto dal fuoco del suo forno di casa.
A pochi metri dalle porte di Stormwind, notò con sorpresa le due torri all’ingresso diroccate e distrutte dalle fiamme.
– Guarda queZti umani imbranati uh!. Voglion feZta e non Zan nemmeno lanciare qualche CRAP fuoco artificio uh!
Una volta dentro, parcheggia la sua cucinamobile vicino ai primi negozi del centro città quando uno strano individuo comincia a osservarlo in maniera strana. Non era il solito sguardo curioso, ma era l’espressione di una persona che sa esattamente cosa sei venuto a fare li e che ha qualche interesse a saperne il motivo esatto. Fitz non da molto peso alla cosa, chiude lo sportello dell’elmetto a chiave e prosegue. La persona non smette mai di fissarlo . A dire il vero lo fissava con un solo occhio, l’altro era bendato e quindi era logico non ci vedesse. E se fosse stata una finta? Se la benda avesse un buco? Rimosse subito l’inutile pensiero e proseguì.
Non si poteva udire un suono con quell’elmetto in testa, per questo Fitz aveva installato degli apparecchi che amplificavano il suono esterno all’interno della sua testa. Sentì chiaro e tondo il fischio di richiamo che proveniva da quell’uomo e si convinse a voltarsi verso di lui. Ci fu uno sguardo di accordo. Per mostrare maggiore accordo, Fitz aprì anche lo sportellino e avanzò lentamente. I due si fissarono mentre Fitz si avvicinava e d’un tratto i due erano vicini e Fitz esclamò:
– Woooo!! Bottega del formaggio di ZZtormwind! Quanto ne ho Zentito mancanza! Uh Uh!
Entrò come un fulmine annusando tutti i prodotti come un segugio da caccia. La persona all’ingresso rimase sorpresa e delusa e cominciò ad attirare la sua attenzione:
– Ehi tu piccolo!
– Ehn? E tu chi CRAP zaresti uh?
– E’ il mio negozio, no beh, sono un parente della proprietaria a dire il vero, però devi ascoltarmi!
– AAH, me non mi interezza uh. Tu non zei patrone del negozio, quindi tu no fare prezzi zcontati.
– Ehi, ascolta, il mio nome è Elling Trias…
– Uh? Qvello che rotto i CRAP per fratellanza Defiaz per anni?
– Presumo di sì…
– E coza vuoi?
– Io conosco Baros, so cosa vuole da te e cosa ti succederà. Se avrai bisogno di aiuto in futuro, vieni pure da me. Io potrà aiutarti e finalmente avrò la mia rivincità?
– Ah? tu conozere Baros. Forse tu utile dai uh!
I due trascorsero qualche minuto a parlare, ma era arrivata l’ora per Fitz di affrontare Baros e i “Simpatici Tribuni di Stormwind”. Era arrivata l’ora del confronto e con il sole ormai al tramonto, Fitz guardò il cielo, chiuse lo sportelletto, si avvolse nelle tende e partì verso la cattedrale. Nell’ombra Ellias lo guardava (con una coppia di signore che si tappava il naso alla sua vicinanza per il forte odore stagionato) con i capelli cadere sulla benda e un sorriso appena accennato ma di quelli che, di solito, non augurano nulla di buono.