Il colore viola di FitzJohn Whazzap (Ep. 3 Season 1)
Il sorriso sul viso di Ellias continuava ad accentuarsi secondo dopo secondo, fino a sfociare in una vera e propria risata. Questo perchè il povero Fitz una volta chiuso lo sportelletto con una convinzione tale da far scattare l’abbassamento dello speciale filtro di vetro per le giornate di sole. Purtroppo però a quell’ora della giornata, la cosa fece rimanere al buio completo Fitz che finì per sbattere sonoramente contro la gamba ultra corazzata del Dreaneo più incazzato di Azeroth.
Lo spaventoso guerriero prese il povero Fitz per lo strano tubo di collegamento che collegava il retro della tuta con la parte anteriore. il Dreaneo fece volteggiare il povero goblin per aria fino a lanciarlo nel cielo. Fortunatamente nella direzione del quartiere della cattedrale. Durante il volo il terrore si impossessò di Fitz che si accorse di aver dimenticato di inserire i razzi di controllo sulle scarpe. Che errore imperdonabile, come ha potuto scordarsene. La fase di salita verso il cielo era quasi completata. Da li si vedeva tutto il piazzale, con i bambini che giocavano attorno alla fontana. poco alla volta il piazzale diveniva sempre più grande, sempre più vlocemente. Fitz pensò a tutto quello che aveva passato e desiderò di soppravvivere in qualche modo a quella caduta.
Mancavano pochi metri all’impatto e i bambini erano già corsi al riparo vedendo arrivare un ammasso di ferragglia piovere dal cielo. A quel punto Fitz cominciò a sentirsi strano. La sua velocità cominciò a calare paurosamente fino ad accorgersi di essersi fermato a pochi centimetri da terra, sospeso per aria dentro una bolla che lo proteggeva dagli spruzzi della fontana. Fitz era scosso, incredulo e sconvolto. Si tolse di dosso l’elmo da palombaro e vide che il suo corpo era diventato completamente bianco. Non fece in tempo a gioire dell’aver perso quell’odioso colore viola che subito si ritrovò dentro l’acqua della fontana, senza la bolla protettiva e di nuovo al suo colore originale.
Fitz cominciò a imprecare contro degli dei che evidentemente conosceva solo lui e si avvicinò alla casa dell’architetto di Stormwind: Baros! il momento della verità era vicino, si avvicinò e bussò alla porta. Nessuno rispose. Fitz riprovò ancora, ma nessuno rispondeva, ma la porta era aperta. Dei rumori provenivano dal retro dello studio di Baros, dove una persona vestita di nero stava uscendo. Fitz a quel punto si avvicinò e chiese:
– Ehi CRAP dov’è Barozz?
– Buongiorno, con chi sto parlando?
– FitzJohn Whazzap, ezz CRAP tripuni di Barozz mi hanno chiezto di fenire qui pevchè foglion CRAP togliere mia caza!
– La conosco, sono un simpatico tribuno. Se sta cercando Baros non lo trova qui, è già quasi arrivato alla sua casa. AHAHAHAHAH!
– CRAAAAP mi avete deto…
– Lo so, ma perchè secondo te perchè siamo “simpatici tribuni”? Proprio perchè sapevamo che mentre oggi eri qui a cercare Baros lui è già di fronte alla tua casa pronta per essere demolita. AHAHAH! AHIAAAAA!!!!
Fitz dopo la seconda risata aveva assestato un poderoso destro alle parti basse del tribuno ed era corso verso la sua cucinamobile. il tempo era poco e aprì i portelli del forno al massimo per arrivare prima di Baros alla sua casa. Dopo qualche ora di corsa disperata li vide proprio di fronte alla sua casa. Lui, Baros, altri simpatici tribuni (che ridevano) e alcuni soldati con dei martelli giganteschi. Fitz stava per avvicinarsi a loro quando qualcosa di strano accadde.
Il cielo si oscurò completamente. Sopra di loro un ombra minacciosa si parava sulle loro teste. il suo colore nero non era un buon segno e da quella cosa provenivano delle possenti fiammate. Ad un certo punto la cosa mutò la sua forma e ne uscirono come dei piccoli volatili che si dirigevano a gran velocità verso il terreno. Proprio verso la sua casa!
più che degli uccelli, sembravano delle navi volanti tutte d’acciaio di come Fitz non ne aveva mai viste. Baros e gli altri non si erano ancora accorti di nulla. poco dopo uno di quei strani velivoli si aprì e scese un gigantesco carrarmato e con tutto il suo peso schiacciò la casa di Fitz. il povero Goblin era annichilito, con la bocca aperta. Non sapeva chi erano, perchè fossero li, ma lui non aveva più una casa. Scese un secondo carrarmato e stavolta questo schiacciò i simpatici tribuni e Baros. A Fitz stavolta scappò un mezzo sorriso.
Fitz era immobile, sorpreso, sotto shock. Dalle navi volanti scesero decine di strani esseri, tutti metallizzati che continuavano a guardarsi intorno. Uno di loro, vestito con la sua armatura nera, sembrava essere il loro capo e lentamente si avvicinò a Fitz. Lo strano elmo si aprì e ne uscì una nuvola di fumo. Dentro c’era un umano, diverso da quelli che aveva visto a Stormwind e questi gli parlò:
– Ehi piccolo, sembri proprio strano tu. Mi presento, sono Jim Raynor, hai mai sentito parlare degli Zerg su questo pianeta?