– Ecco le coste occidentali di Stormwind, attraccheremo qui senza presentarci direttamente al porto. Avanzeremo poi verso la fortezza a piedi. Voi cercate di vedere se riuscite a localizzare l’X7.
I goblin al seguito di Garrosh estrassero dalla coperta della nave un curioso marchingegno che ricordava lo stile di FitzJohn e della sua cucinamobile. Una massa attorcigliata di cavi veniva divisa su 3 livelli di acciaio. Il tutto in una spirale intricatissima di condutture di rame dove alla sommità della pila si ergeva quella che doveva essere la lancia di un orco, ma che dalla sua cima pendevano delle strane terminazioni di ferro. Ognuna di queste era formata da delle palline nella loro terminazione finale come in una sorta di super antenna.
Il marchingegno era così pesante che dovettero prendere in prestito un kodo per trascinarla lungo la strada. Il macchinario avrebbe aiutato i goblin a localizzare l’X7 muovendo le piccole antennine nella direzione in cui si trovava, ma non solo.
Nella torre di Jaina, Fitz aveva iniziato a sottoporsi agli studi dei maghi. FitzJohn venne portato in una sala molto più grande dell’ingresso della torre, dove Jaina osservava l’evolversi dei diversi esperimenti. Tre diversi maghi, appartenenti alle diverse scuole, cercavano con diversi esperimenti di trovare la fonte magica di energia di Fitz senza trovarne alcuna traccia.
– Signor Raynor, non capisco, abbiamo sondato il suo amico in qualunque modo, ma sembra essere un goblin qualunque, senza alcuna potenzialità magica. Sinceramente se non lo avessi visto teletrasportarsi con lei in cima alla torre vi avrei già cacciato dopo le prime prove.
– Lady Jaina, io purtroppo di questi trucchetti da incantatori non ci capisco nulla, ma ho visto Fitz fare delle cose stupefacenti, assolutamente incredibili. Ha tenuto testa ai suoi migliori maghi durante il primo incontro con Varian. Li ha respinti quasi senza rendersi conto di quello che ha fatto. Come se fosse istintivo. Lo stesso istinto che ora mi porta a chiederle se per caso questa sera io e lei …
Lady Jaina però tolse lo sguardo da Jim e si rivolse ai suoi eletti:
– Per oggi abbiamo finito, andiamo a dormire, è stata una giornata faticosa. Fitz andrà a dormire nella torre orientale del quartiere per tenerlo sotto osservazione. Signor Raynor è stato un piacere conoscerla.
Prima ancora che Jim provasse a porgere un affettuoso saluto a Lady Jaina, lei scomparve nel nulla lasciando nessuna traccia del suo passaggio. Jim sconsolato chiamò Matt:
– Ehi Matt, fatti dire dal capo di questo posto dove si può bere un drink decente da queste parti. Ne ho assoluto bisogno.
– Jim, qualcosa non va? Qualcosa è andato storto con Fitz?
– No, Matt… è solo che… sai come sono io…
– Oh cavoli Jim, non dirmi che stai ancora pensando a…
– Negativo Matt, la situazione è ancora peggiore.
La spedizione di Garrosh trovò un piccolo spiazzo in mezzo a una foresta poco lontana da Stormwind. Per non destare sospetti evitarono tutti i controlli delle guardie alleate e si accamparono velocemente senza nemmeno accendere alcun fuoco. Thurg si avvicinò:
– Ehm… Warchief…
Thurg, vecchio amico di Garrosh, non riusciva ancora a chiamarlo con quel titolo. Non era ancora riuscito a crede che Thrall avesse lasciato il posto a uno come lui.
– I goblin hanno posizionato il dispositivo in direzione della capitale alleata.
– Molto bene Thurg, cominciamo pure e ricordatevi, massima discrezione, non voglio dare troppo nell’occhio questa notte.
Thurg e Garrosh si avvicinarono al drappello di goblin e diedero l’ordine di partire. Quello che avrebbe dovuto essere il capo squadra dei goblin era un tipo dall’aria molto particolare. I suoi 15 orecchini distribuiti sulle due orecchie, una cresta di capelli assolutamente voluminosa e colorata lo faceva sembrare un residuo di un qualche esperimento fatto con gli esplosivi. Grazsko, questo era il suo nome, si avvicino al macchinario e diede l’ordine. lentamente una piccola dinamo alla base prese a roteare, mentre una dozzina di goblin facevano ruotare delle manopole per dare energia. Un piccolo sibilo comminciò a farsi sentire e divenne sempre più acuto fno a quando gli orchi smisero completamente di udirlo. Le piccole antenne sulla sommità cominciarono a roteare quasi in un senso casuale fino a qando non giunsero ad unirsi tutte verso una unica direzione: il quartiere dei maghi di Stormwind.
– Molto bene Thurg!! Molto bene! Lo abbiamo trovato finalmente!
Fitz era solo in cima alla sua torre in un letto gigantesco per le sue ridotte dimensioni. La stanza da letto era quella destinata solitamente agli ospiti dei maghi che nelle epoche passate erano spesso gli stessi elfi di Quel’Thalas. Il piccolo Fitz dovette arrampicarsi sul mobile a fianco del letto per poterci salire sopra. Non aveva mai dormito così bene in vita sua, quando dalla finestra giunsero numerosi ululati dei lupi. Questo poteva sembrare un fatto normale comunemente, ma il fatto che tutti i lupi della foresta stessero uluando allo stesso modo e alla stessa maniera risultò così strano che Fitz si svegliò, quasi colto da una strana sensazione.
– Grazsko, lo hai agganciato?
– Zì zignore! E’ nelle noztre mani in quezto momento!
– Procedi con la seconda parte del piano! immediatamente!
– Zì Zignore Warchiezf!!
In quel preciso istante la macchina cominciò a roteare ancora più velocemente le sue dinamo fino a produrre un suono che probabilmente a qualche animale della foresta fungeva da richiamo. Centinaia di lupi cominciarono all’unisono a uluare e piano piano si avvicinarono all’accampamento orchesco.
– Ehi, che diamine sta succedendo Thurg!!
– Warchief, sono lupi e stanno venendo in questa direzione.
– Fai qualcosa allora falli stare zitti o ci scopriranno!
I lupi erano ormai a qualche metro dal macchinario, attirati dagli ultrasuoni generati dalla dinamo.
– Signore abbiamo un problema. i lupi non sono qui per attaccarci.
– E allora cosa vogliono?
– Signore, dalla mia esperienza di cacciatore delle foreste temo che la macchina abbia generato un suono che li abbia attirati qui. Se non vado errato credo anche di aver capito che tipo di suono sia.
– E che cosa sarebbe? Sentiamo…
– E’ un richiamo d’amore mio Warchief, e siamo nel pieno del periodo degli accoppiamenti. Signore, agli occhi dei lupi in questo momento possiamo sembrare entrambi molto fertili e disponibili.
– Oh no…
Nella torre fitz cercava di capire come mai ci fosse questo frastuono, quando ad un tratto si sentì bloccare le gambe a terra. Il suo corpo si irrigidì improvvisamente e gli occhi si sbarrarono fissando il vuoto. Fitz non aveva più il controllo di alcuno dei suoi muscoli. La sua pelle cambiò colore molto più velocemente rispetto alle volte passate assumendo un colore nuovo: il marrone. I muscoli di Fitz crebbero a dismisura, fissò verso il terreno individuando una persona che camminava solitaria. Gli occhi divennero rossi dlla rabbia e spiccò un salto dalla finestra della torre che lo portò di fronte a quella quella persona. Un salto di ben 80 metri e del qaule non risentì per nulla. La persona si voltò e si trovò il demoniaco voltò di Fritz. Preso dal panico cercò di fuggire, ma il goblin cambiò nuovamente colore. Dal marrone passò all’arancione, al posto dei muscoli gli crebbero delle piume lungo tutto il corpo facendolo quasi assomigliare a uno dei tanti piccioni del quartiere della cattedrale. in un attimo delle radici bloccarono la persona al suolo e una nuvola di insetti avvolse il malcapitato riempendolo di punture.
– Spegnete il macchinario!! immediatamente!! Toglietemi questi lupi dalla mia gamba!!!
Grazsko spense subito il macchinario che immediatamente sprigionò tutta la sua energia accumulata facendolo esplodere in mille pezzi. Il frastuono dei lupi fece sì che il rumore dell’esplosione non fu quasi avvertito dai vicini abitanti della capitale, ma una volta cessato il suono, i lupi si bloccarono tutti all’unisono, osservandosi l’un altro come se si stessero chiedendo in quale situazione fossero mai capitati. Garrosh era furioso. Non solo aveva perso il macchinario, ma aveva rischiato di svegliare mezzo regno con quel frastuono. L’X7 non poteva più essere controllato e uno dei lupi sembrava aver riconosciuto in lui un degno amante.
Nel frattempo FitzJohn giaceva svenuto vicino a una siepe. Nei pressi di una locanda dove Jim stava sorseggiando il suo whiskey tutto solitario parlando delle sue delusioni amorose con un nano che era al bancone con lui:
– Ehi, ma tu sai che significa vedere la propria donna rapita da delle belve feroci che la trasformano in una cosa più simile a loro che a un umano? hai idea di come ci si possa sentire?
– ahh caro mio, non so di cosa tu stia parlando, ma so che dopo 4 bicchierini della tavaerna Khazin ci si possa sentire parecchio male.
Jim stava per mandare al diavolo il nano quando ad un tratto, girandosi verso la sua destra, comparvero due gambe sedute sopra un bancone, appena svelate da una lunga tunica viola con dei finssimi bordini gialli. Jim cominciava a credere che il nano avesse ragione e alzando lo sguardo vide un volto incappucciato che dal quale si intravedeva un occhio azzurro che lo fissava intensamente:
– Hey Jim, non offri un bicchierino alla tua JP?