Episodio 9 · Stagione 1

Chiedo scusa del ritardo. Purtroppo questo capitolo è stato scritto e riscritto diverse volte a causa di un malfunzionamento del programmino di scrittura che utilizzo.  :'(
Spero possa rendere ugualmente.

Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 9 Season 1)

La taverna di Khazin quella sera si era letteralmente infiammata. Jim ormai era al suo decimo bicchiere di liquore nanesco e Janina aveva dimostrato di reggere l’alcol quanto un guerriero Tauren in piena battaglia e per non farsi riconoscere aveva applicato un incantesimo al suo volto in modo che solo Jim sapesse chi era in realtà. Questo trucchetto veniva usato dalla maga molto spesso e le permetteva di divertirsi nelle varie locande di Stormwind sotto lo pseudonimo di Lady J. Ogni uomo sapeva che quando Lady J entrava in una taverna, di sicuro prima o poi sarebbe salita in piedi su di un tavolo in uno dei suoi sensualissimi balletti. Khazin sapeva benissimo cosa significava avere una bellezza come lei nei dintorni: profitti per migliaia di monete d’oro!
Jim era letteralmente estasiato e sentiva l’invidia di tutti presenti quando Lady J scese dal suo piccolo palco per andare a salutarlo in cambio di qualche altro bicchiere. Fu una serata indimenticabile per lui e non smetteva un minuto di corteggiarla. Khazin stava ormai vuotando la cantina e la gente era estasiata dalla vista di Lady J che molto spesso ammiccava ai suoi ammiratori accarezzandoli sotto il mento e sorridendo. Dopo qualche ora Jaina cominciava a sentire la testa pesarle e finì per sedersi sopra le braccia di Jim, guardandolo con i suoi occhi blu sorridendo. Jim le sorrise a sua volta e sapeva che quel momento era finalmente arrivato. Lady J si stava avvicinando al suo volto, quando all’improvviso lei dovette ritirare il viso da quello di Jim. Jaina corse fuori dalla taverna con una mano davanti alla bocca e preoccupato Jim la seguì. Evidentemente Lady J quella sera aveva esagerato e le piccole piantine di Khazin fuori della taverna se ne erano accorte. Distrutti dai fumi dell’alcol, Jim e Jaina si allontanarono dalla taverna sorreggendosi l’un l’altro e vedendo il povero Fitz svenuto vicino alla siepe.
– Fitz!! Ehi, anche a te butta bene stasera eh? Dai piccolo, fatti prendere su che ti riportiamo a letto.
– Ehi Jim, ma io mica mi ricordo di averlo visto nella taverna insieme a noi, come ci è finito qui?
– Jaina, come puoi ricordare qualcosa dopo tutto quello che ti sei bevuta li dentro? Magari c’era e non l’hai visto perchè era più basso degli altri.
– Ohh, mi gira tutto, forse hai ragione. Non ce la farò mai a salire tutte quelle scale, aspetta che faccio uun piccolo portale…
– non provarci nemmeno, rischieresti di portarci tutti quanti in mezzo a un covo di zerg.
Ritornati alle loro stanze, ripensarono nei loro letti quello che restava di quella notte così turbolenta. Jania non ricordava mai nulla di quelle serate, mentre Jim ormai era abituato a quei mal di testa martellanti tra liquori maleodoranti e sigarette. Era felice per la bella serata e con la piccola speranza che qualcosa di suo fosse rimasto nel cuore di Jaina dopo quello sguardo. Fitz non si ricordava mai molto di quello che succedeva durante quei momenti in cui cambiava colore, tantomeno questa volta, sotto l’influsso del macchinario dei goblin. C’erano solo due cose che rimanevano a testimonianza di quello che era accaduto la scorsa notte: diverse mogli inferocite per il mancato rientro dei propri uomini e uno povero sventurato attaccato al suolo da alcune radici e con il viso pieno di punture di insetti di ogni genere. L’uomo fu notato alle prime luci dell’alba dalla ronda di alcuni soldati nei pressi del quartiere dei maghi. Dopo qualche minuto riuscirono a liberarlo dalla morsa delle radici che avvolgevano le sue caviglie cosa che provocò nella vittima uno svenimento dopo aver realizzato di aver rischiato di farsi tranciare di netto un piede dai due soldati del re. La testimonianza dell’uomo non venne molto presa in considerazione in quanto molti pensavano fosse rimasto vittima di qualche burla degli amici presenti alla taverna di Khazin.

Nel frattempo, a poche centinaia di metri da Stormwind, Garrosh e Thurg meditavano sul loro piano per agguantare l’X7. Avrebbero potuto presentarsi al cospetto di re Varian con fare pacifico, ma la cosa evidentemente destava troppi sospetti e non sarebbero mai stati abbastanza credibili. Su idea di Thurg allora si pensò di creare un qualche espediente che permettesse loro di entrare in contatto con il goblin senza far sospettare nulla a Varian.

Lady Jaina, nella sua torre, continuava gli esperimenti con Fritz cercando di capire il segreto dei suoi poteri. Aveva provato a metterlo sotto un cono di energia per stimolarlo, aveva rpovato a parlarci, con scarsissimi risultati e chiamò anche uno stregone con il tentativo di estrapolare la sua energia magica, ma senza esito positivo. Rimaneva un solo e pericoloso tentativo. Voleva attaccarlo.
– Incantatori! Preparate le frostbolt sul bersaglio!
– Lady Jaina, rischiamo di ferirlo!
– Argh! No me contento ja. io non piacere freddo.
Dai tre incantatori partirono 3 saette congelate in direzione di Fitz, che preso alla sprovvista riuscì solo ad emettere un piccolo gridolino prima di finire completamente ibernato dalle scariche dei tre incantatori. Lady Jaina scosse la testa frustrata e comandò ai suoi maghi di sciogliere il cubetto di ghiaccio che avvolgeva il piccolo goblin. Piano piano il ghiaccio si sciolse sotto il calore delle mani incendiate dei maghi formando un rivolo d’acqua lungo la sala della torre. una volta scongelato, Fritz cominciò a tremare. La sua pelle cominciò a cambiare divenendo blu. Un potere incredibile sembrava crescere dentro di se mentre il potere degli elementi sembrava circondarlo in alcune scie di luce colorate intorno a lui. L’acqua dal pavimento cominciò ad alzarsi formando un muro verticale che andò a infrangesi violentemente contro i tre maghi sbattendoli contro il muro. Jaina era incredula. Fritz era in preda ad una sorta di trance dalla quale poco dopo uscì tornando al suo colore originale e con i maghi mezzi storditi sul muro dal lato opposto della stanza. in quel momento preciso per Jaina era tutto molto chiaro e sapeva cosa poteva rendere Fitz così speciale, ma non ne aveva capito il modo in cui ci riuscisse e come permettergli di controllarlo.

Garrosh e Thurg lasciarono le vicinanze del castello di Stormwind per preparare il loro piano. Lavorarono duramente giorno e notte, o meglio, controllavano i goblin lavorare duramente al loro progetto, in una zona di Khaz Modan lotana dagli occhi dell’alleanza. Il loro piano era perfetto e Thurg voleva aprofittare della vanità di Varian per entrare nelle sue mura.

Qualche giorno più tardi, durante la notte, un terribile trambusto allertò le guardie vicino all’ingresso del castello. Subito corsero in direzione del gigantesco portone in legno esterno che impediva a chiunque di varcare l’accesso al castello la notte. Il rumore smise e i due soldati salirono sulle torri per controllare cosa stava accadendo. Quando riuscirono a raggiungere la cima delle vedette, non poterono credere a cosa avevano davanti. Era alto circa 20 metri, lungo altrettanto. Tutto in legno e imponente. Poggiava su di un piedistallo sorretto da quattro gigantesche ruote sempre di legno. Ma la cosa stupefacente era la forma della statua che veniva sorretta. La statua di legno era a forma di murloc.

[Immagine originale]

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