Episodio 3 · Stagione 2

Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 3 Season 2)
La spedizione era pronta al completo nel porto di Stormwind. Lady Jaina stava aspettando gli ultimi preparativi della nave per la partenza, quando da lontano qualcuno la stava chiamando.
– Lady Jaina! Aspetti! Non parta! – Era Jim – Volevo prima salutarla e augurarle buona fortuna per la missione.
– La ringrazio signor Raynor…
– Jim, mi chiami Jim la prego.. – Jim era emozionatissimo e non si sarebbe mai perdonato d’averla lasciata andare senza prima salutarla.
– Jim… E’ stato molto gentile. Le serve altro?
Jim era sconsolato. Si era molto affezionato a lei, ma sembrava davvero esserlo sognato. Non si aspettava una reazione così fredda  inaspettata da parte della maga.
– No Lady Jaina – Jim estrasse il suo sigaro – oh maledizione non ho nemmeno da accendere.
Uno dei capitani dei templari Neri, Ilaria, si rivolse a Jim.
– Signor Raynor, le serve aiuto? Sceìren, vieni qui un secondo!
– Signorsì capitano Ilaria!
– Aiuta il signor Raynor.
Con una faccia delusa e arrabbiata Sceìren si avvicinò con il palmo della mano aperto sotto al sigaro di Jim Raynor. Fece scaturire una piccola fiamma rossa che lo accese. Jim soddisfatto lo ringraziò:
– Ehi amico! Me lo devi insegnare questo trucchetto un giorno!
– La prego Signor Raynor, sono un mago del fuoco veterano, non un accendisigari!
Il gruppetto dei Templari Neri era abbastanza gremito e a vederlo sembrava proprio un esercito di combattenti capaci di affrontare qualsiasi difficoltà. Nonostante l’apparenza, Jaina era molto preoccupata e temeva potesse essere una missione assai pericolosa. La nave li avrebbe trasportati al porto della sua amata Thereamore, dove visse lontana da tutti per diversi anni prima di tornare a Stormwind dopo la sconfitta del Lich King. Non vedeva l’ora di salutare qualche vecchio amico, ma sapeva che il tempo a disposizione non era moltissimo e avrebbe dovuto rinunciare a vederli. La missione prevedeva di raggiungere Durotar senza farsi scoprire dai soldati comandati da Garrosh, il Warchief dell’Orda. A quel punto con un’azione diversiva dei Templari, Jaina avrebbe recuperato Fitz in qualche modo. I Templari non sapevano ancora nulla del piano.
La nave stava salpando e Jaina guardava in direzione di Jim con gli occhi un po’ tristi. Un tremendo passato li aveva uniti in un destino che non riusciva ancora bene a decifrare nonostante le sue arti magiche potessero viaggiare nel tempo e nello spazio.

Nel frattempo Jim Raynor tornò da Matt nel pieno delle sue esercitazioni.
– Ehi tu, con quel fucile, devi premere il grilletto, non sfasciarlo in testa al tuo compagno!! Fermi!! Per tutte le galassie!! Non fate correre i Goliath a quella velocità folle!! I bottoni alla destra non sono fuochi d’artificio ma missili terra aria!!!
Un boato enorme fece fermare tutti. Appena poco dietro alle spalle di Matt, un nano a bordo di un Thor di 50 metri si era appena schiantato sul terreno. Jim arrivò applaudendo.
– Ehi Matt, te la cavi bene con questi ragazzi.
– Non scherare, non possiamo portarli in guerra in queste condizioni. Ho messo l’unità Ghost a 4 assassini e sono diverse ore che nessuno li vede. Avrei dovuto spiegare loro come disabilitarlo ma non ne ho avuto il tempo. Per non parlare dei cacciatori. Loro hanno imparato a usare il sistema di invisibilità Ghost, ma hanno il tremendo vizio di portarsi appresso quelle bestiacce e quindi rende tutto inutile. Jim sei sicuro sia tutto necessario?
– Purtroppo lo è Matt, loro conoscono questa terra meglio di chiunque altro e con le sole nostre forze e delle poche truppe che abbiamo, non possiamo sperare di battere la matrice Zerg facilmente. Spero solo Jaina riesca a trovare Fitz in fretta. Con l’aiuto del piccoletto abbiamo forse ancora qualche speranza di vittoria.
– Stai parlando di Fitz? Il goblin viola? Quello sarebbe l’arma più potente che c’è qui? No Jim, andiamocene prima che sia troppo tardi…
– Ehi, non so cosa fosse o come riesce a farlo, ma se tu potessi avere un’arma che possa tramutarsi in qualsiasi momento in una nostra qualsiasi unità terrestre o aerea che sia non penseresti di essere invincibile?
– Mi stai dicendo che quel coso può trasformarsi a piacimento?
– E’ quello che pensa Lady Jaina. E io le credo.
– Se lo dice lei…
– Che vorresti dire?
– Oh, niente. Dammi una mano con questi barbari o finiremo tutti arrosto.
– Lascia fare a me.
Raynor adorava le soluzioni veloci ed efficaci. Non c’era altro modo per spiegare a quei soldati come combattere se non mostrandogli come si doveva fare. Dopo qualche minuto, il portellone della base spaziale Terran, si aprì. Dalla rampa di accesso si sentorono i passi metallici sempre più forti e pesanti. Era la suite di combattimento di Jim, la più letale arma di fanteria mai costruita. Il pesante fucile MK-45B aveva una forza esplosiva capace di abbattere un gruppo di alberi in un solo colpo. La sua precisione era tale che avrebbe anche potuto colpire un uccello in volo da un chilometro di distanza.
– Miei cari amici, vorrei la vostra attenzione per un attimo. Se combattiamo come state facendo voi in stile scazzotata da bar, magari rusciremo anche a farci rispettare nella losca taverna del quartiere dei maghi, ma il vostro caro Deathwing sarà felice di cuocervi come la sua cena più prelibata e deliziosa. Se invece farete come faccio io, allora andremo a fargli passare questo boccone per traverso!
Jim prese il suo fucile in mano e cominciò a dare una dimostrazione di come sapesse usarlo. Partirono colpi a raffica con una precisione che riusciva a colpire qualsiasi cosa si muovesse intorno a lui: foglie, Hogger, e un goliath impazzito che correva verso Goldshire senza trovare il freno.
Tutte le truppe di Stormwin rimasero allibite e stupefatte. Mai avevano visto una forza simile in un solo uomo. All’ordine di Jim, tutti si ritrovarono in formazione e pronti per ricevere gli ordini.
– Ok Matt, per me sono pronti, falli salire e carica anche la birra.
Tutto sulla nave era pronto, mancava solo il decollo, quando da lontano le trombe e i tamburi annunciavano ancora una volta l’arrivo di Re Varian.
– Prode Jim Raynor! Non vorrà mica partire senza il Re? Altrimenti perchè mai avrei chiamato la spedizione Varianor?
Il Re si era presentato insieme alla sua banda che lo seguiva ovunque lui andasse i ogni istante. era vestito con la sua armatura migliore con degli spallacci enormi a forma di testa d’aquila. Il lungo mantello blu seguiva i suoi passi imperiali e l’armatura in placche di metallo e oro luccicava come un diamante. Con un lieve disappunto, Matt chiuse lo sportello e Hyperion potè decollare.
Dalla sala di comando, Jim diede uno sguardo verso il basso e vide la nave di Jaina che era salpata da qualche minuto.

Nel mentre sulla barca, Jaina si era ritirata in una stanza per riposare e per non pensare alle sue preoccupazioni. i Templari, invece, erano entusiasti e ognuno cercava di ambientarsi meglio che poteva. Il comandante Dyanoi, aveva radunato qualche guerriero al suo cospetto:
– Ok ragazzi, quando arriviamo, mi raccomando. Al mio tre, voi vi spostate qui, dove ho messo la croce rossa, mentre i cacciatori e i maghi si metteranno qui, dove c’è il cerchio blu. Avete capito bene? Questo serve a far in modo che voi andiate a fare provviste alla taverna, mentre cacciatori e maghi andranno dal fabbro a far riparare l’equipaggiamento da guerra. Evitiamo di fare le code tutti insieme.
L’umore delle truppe era ottimo e in un paio di giorni avrebbero visto le scure sponde di Kalimdor. Da li sarebbe iniziata la loro avventura ma che della quale, nemmeno il capitano Dyanoi, ancora non sapeva nulla.

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