Chiedo scusa ai miei fans (3) e spero di ridare ritmo alla storia:
Riassunto delle puntate precedenti:
FitzJohn Wazzap è un goblin con un grosso problema: è viola. Questo causa lui molti problemi ed è costretto a vivere in solitudine nelle paludi. Re Varian è costretto a sfrattarlo di persona, ma i poteri di Fitz e una nave interstellare misteriosa lo salvano. a bordo c’è Jim Raynor e Matt che seguono il segnale di un gigantesco zerg: altri non è che il temibile Deathwing.
Fitz ha poteri incredibili e riesce a copiare le tecniche di tutti i combattenti. Anche Garrosh cerca Fitz, essendo un esperimento dei suo goblin e durante una imboscata riesce a rapirlo. Varian raduna Jim e i Templari Neri. I Templari con jaina partono alla volta di Kalimdor alla ricerca di Fitz, mentre Jim e Varian puntano verso Northrend alla caccia di Deathwing senza sapere che il drago nero altro non è che una pedina di Alexstraza.
Il colore viola di FitzJohn Whazzap (ep. 6 Season 2)
Era notte fonda nelle pianure di Kalimdor e l’accampamento di Jaina e dei Templari era stato improntato molto in fretta. Ogni parte dell’esercito aveva costruito la propria tenda secondo le tecniche più disparate. Con estrema riluttanza del mago Sceiren, la maga del ghiaccio Seilune aveva creato un comodo igloo per la squadra azzurra:
– Ma piccola Seilune non potevamo costruirci una tenda come tutti gli altri?
– Mago Sceiren, vedrai che domani mi ringrazierai. Questa costruzione è molto più sicura delle altre e ci protegge meglio dal freddo della notte. Se poi eviti di sfregarti le mani creando questi piccoli fastidiosi zampilli di fuoco magari riesce anche a reggere sino al mattino!
I cacciatori con a capo Kimmolauz avevano particolare esperienza nel costruire le tende tanto da averne costruite di più piccole anche per i loro animali addestrati. Gli stregoni invece organizzavano delle strane festicciole al loro interno con urla di donne e colpi di frusta tutta la notte. Nessuno osò mai chiedere veramente cosa accadesse al loro interno, ma Gnomonero la mattina seguente aveva sempre gli occhi rigonfio di sonno e un sorriso che andava a sfiorare le sue grandi orecchie. I rogue e gli assassini non montavano mai alcuna tenda. Si vociferava trovassero posto abusivamente in quella degli altri e molti Tempalari sospettosi cominciarono a mettere pesanti lucchetti all’ingresso delle loro tende, ignorando che la cosa ingolosiva ancor di più gli indesiderati ospiti ad entrare.
Jaina si svegliò prima di tutti, la sua apprensione per il piccolo Fitz stava crescendo giorno dopo giorno e sapeva di quanto Ogrimmar potesse essere spietata. Radunò subito i generali dei Templari per mettere a punto la tattica. Gli orchi erano riusciti ad entrare a Stormwind con uno stratagemma incredibile e astuto, loro avrebbero dovuto fare altrettanto. Dovevano guadagnare la fiducia delle guardie e non venire scoperti altrimenti, con Fitz in loro sospetto sarebbe stata la fine. in lontananza un gruppo di troll cominciava a farsi avanti. Erano diverse famiglie, con bambini e carri a seguito. Sembrava un vero esodo e proveniva proprio dalle terre di Durotar. Ilaria ebbe un’idea:
– Aspettate, non vogliono attaccarci, ma stanno lasciando la loro terra. Sono la tribù dei Darkspear e non lascerebbero mai la loro terra senza un valido motivo. Credo sia una buona idea capire cosa sta succedendo e se possiamo trarre vantaggio da questa situazione.
In quel momento un piccolo troll dei Darkspear vide i templari e si lanciò di corsa verso di loro tutto felice. Tra tutti i soldati presenti corse verso Culurjones che era in disparte intento nell’accudire il suo strano topo gigante. arrivato proprio di fronte a lui, sfoderò una piccola lancia e trafisse il suo piede. Culurjones sprigionò un urlo ferocissimo mentre il piccolo troll rideva divertito. I troll gneitori accorsero prima che potesse accadere l’irreparabile e Ilaria colse l’occasione al volo.
– Perdonat’ u scimunito. Nun c’è vers di tenirlo fermo.
– Non scusatevi, non è successo niente, il soldato Culurjones ha capito che il bambino voleva solo giocare.
Nel frattempo Dyanoi, Voa e Wintate erano intenti a trattenere la furia del Cavaliere della morte che aveva già estratto le sue poderose armi per tagliare la testa all’irriverente piccolo troll. Dopo qualche minuto di conversazione, i troll spiegarono che gli esperimenti delle nuove armi di Garrosh avevano distrutto buona parte di Durotar scatenando anche qualche sommossa da parte dei Darkspear e della spedizione umana sull’isola. Il clima era invivibile e tutto il villaggio era diretto verso le pianure per stabilire un nuov accampamento.
– Sappiamo dell’arma di Garrosh e dovete aiutarci a trovare il modo di entrare a Ogrimmar per sottraglierla e fermare questo scempio.
Il capo della tribù locale dei Darkspear si fece avanti e fece presente che in quei giorni Garrosh stava attendendo una delegazioni di nuovi guerrieri provenienti dal sud. Ilaria ringraziò il capo tribù dell’informazione e prese congedo. Ilaria riunì subito i generali dei Templari Neri con Jaina e cominciò a spiegare la sua idea.
– Allora, se Garrosh sta attendendo dei guerrieri misteriosi dal sud, altri non possono essere che…
– No Ilaria – disse Dyanoi – non puoi parlare sul serio veramente.
– E’ un’occasione da non perdere Dyanoi, è il momento giusto e non so se avremo altre opzioni oltre a questa.
– Si ma come possiamo sfruttare questa cosa a nostro favore?
– Raduna tutti gli scuoiatori e i conciatori della nostra gilda e digli di cercare questo tipo di travestimento, i runaforgiai penseranno al resto…
Cacciatori ed assassini, recepito l’ordine, partirono subito nel mezzo delle pianure della savana cacciando le prede più disparate, mentre erbalisti cercavano le piante per gli inchiostri, i runaforgiai plasmavano i colori per il prodotto finale da applicare alle nuove armature. Qualche giorno più tardi Dyanoi si presentò ai suoi soldati:
– Valorosi Templari Neri, è giunta l’ora di addentrarci dentro i confini di Durotar e di Ogrimmar. Per fare ciò abbiamo bisogno di vestire queste speciali armature per riuscire ad eludere la sorveglianza. una volta li dentro, cattureremo Fitz e lo riporteremo a casa!
Tutti corsero verso un gigante scrigno contenente i lavori finiti e indossarono quello che era stato preparato per loro, fino a quando non si levò il grido del mago Sceiren:
– NO! Non lo accetto! Non posso vestirmi da….PANDA!